Da 399 giorni 4 ore 51 minuti 6 secondi questa testata è stata 'censurata' dal sindaco Nizzi per aver consultato i cittadini. Ecco i dettagli, o leggi le notizie secondo LUI.

Sardares 1400
OLBIAchefu - Arte - artisti - mostre

Negli occhi di Marianne

Oltre trenta gigantografie della fotografa tedesca Marianne Sin-Pfältzer esposte a Golfo Aranci: un viaggio nei luoghi e nei volti della comunità di pescatori di oltre sessant’anni fa

Ph M. agostino amucano
Bacchus 1085

Di tutti gli oltre tredicimila scatti lasciatici da Marianne la nordica, colei che girò, frugò e documentò in lungo e in largo l’Isola amata più della stessa patria di origine, non ho dubbio alcuno: sceglierò sempre l’autoritratto che riporto in copertina, seppure usato, strausato, abusato. Perché negli occhi di Marianne c’è un invisibile segreto. Non me ne vogliano gli antichi colonizzatori di quest’angolo di paradiso che è Golfo Aranci, dove lavoro e quindi per mezza giornata ci vivo; né l’intraprendente, lungimirante sindaco Giuseppe Fasolino, né la brillante Paola Masala, che ha saputo ideare – insieme all’editrice Ilisso – l’audace mostra a cielo aperto che ho rivisto in santa solitudine fra un’acquazzone e l’altro dell’ottobre più autunnale che c’è.

Foto M. A. Amucano

Campeggiano su muri corrosi, affiancati da persiane talvolta trascurate, o su facciate di palazzine, oltre trenta gigantografie di scatti prevalentemente in bianco e nero. E sospendono il fiato, presso i passaggi un giorno intralciati dalle barche tirate a secco e dalle reti che asciugavano al sole, battuti sistematicamente dal vento e da Marianna, qui tutti la chiamavano così. Luoghi abitati dalla “sua” gente, dalla sua povera gente di mare che povera adesso non è più, e che l’amò, e l’ama ancora, e la ricorda, anzi l’accarezza nel ricordo, come una grande sorellona tedesca bionda dagli occhi grigio-azzurri. Sempre poche, trenta foto sulle duecento in totale della cartella di Golfo Aranci, scattate – ci dicono – con una Rolleicord 6×6. Un tesoro gelosamente custodito dalla casa editrice Ilisso, che non vede l’ora, come me che ne prenoterò una copia all’istante, di farne un catalogo completo ed esclusivo. Sarà una spesa non da poco per il piccolo comune gallurese, ma pochi investimenti danno restituzioni garantite nel tempo come questi, fatti seminando denari aurei nei solchi della memoria e fra le radici del passato.

Spesati article

Foto M. A. Amucano

 

Foto M. A. Amucano

Queste gigantografie, e tutta l’arte puntuale, profonda, curiosa, delicata che si apprezza, sono l’osanna del piccolo, dell’infinitamente piccolo e della sua candida bellezza: come quando si scoprono al microscopio mondi nascosti alla vista ordinaria. Sono la Golfo Aranci ed i suoi pochi abitanti di sessant’anni fa. Definire “golfarancini” molti dei soggetti che vediamo in una fissità di posa che è piuttosto del ritratto di un pittore, poteva ancora sembrare un’eresia della geografia umana. Ponzesi infatti erano, di Ventotene, e di tutti i porti e le isole della costa opposta del Tirreno. Di tutti quei luoghi dove il viaggio in balìa del maestrale ha termine, dopo che questo ti ha scarrocciato per giorni con il motore in avarìa. E avverti sempre l’odore di calamaro fritto – quello della Golfo Aranci della mia infanzia tenuta per mano da mio padre – intriso nei capelli del quindicenne che rassetta le reti, cui la salsedine ed il vento hanno fissato come se fossero lacca la stessa arruffata piega, immutata dalla notte al giorno, dall’alba al tramonto. Qualcosa di profondamente estraneo al sardo “tipico” traluce in quegli occhi azzurrognoli del pescatore adolescente di Pozzuoli dal cognome esotico, Maddaluno, il viso arguto e i tratti affilati, inconfondibili di quella costiera campana fin dai giorni in cui Pompei scomparve.

Foto M. A. Amucano

Propaggine estrema, Golfo Aranci è stata (e resta) ancora sostanzialmente estranea al resto che la contorna, alla Sardegna fatta di tutto ciò che è Sardo come lo intendono i luoghi comuni. I suoi abitanti, o la maggior parte di essi, e soprattutto coloro che riappaiono in queste enormi riproduzioni, sono piuttosto come degli oggetti che vagabondano sulle onde, caduti o trascinati da chissà dove, e che vanno a riposare sulle spiagge dopo le burrasche. Come quei legni contorti e spellati dal sale, che appartengono soltanto alla spiaggia dove si depositano e rotolano avanti e indietro con la risacca, e che gli artisti solitari vanno a raccogliere, per ricomporli insieme, pazientemente, in creazioni nuove ed originali da vendere a caro prezzo. È lo stracquo, l’antica tradizione ponzese della raccolta ed il riuso del materiale portato a riva dal mare durante le mareggiate invernali, che a Golfo Aranci è stato però fatto con gli esseri umani provenienti proprio da là.

Foto M. A. Amucano

Foto M. A. Amucano

Gli occhi di Marianne, dicevo. La prestigiosa Rolleicord 6 x 6 con ottica Zeiss, dove si inquadrava guardando l’immagine dall’alto, dentro il pozzetto scuro, prima di scattare, a ben poco sarebbe servita, se a guardarci dentro non fossero stati gli occhi di Marianne. Non è una banalità. Sono certo che nelle sue iridi i tanti mondi scomparsi di quella Sardegna si riflettevano, minuscoli, prima ancora che in Sardegna la ventiquattrenne Marianne ci finisse per la prima volta a fare la governante di un ufficiale della Marina, a La Maddalena. Nessuna foto potrà mai documentare la mia certezza. Ma a convincermi, a me che nemmeno sapevo chi fosse questa tedesca girovaga dello scatto, che scelse la Sardegna e i suoi abitanti “fuori dal mondo che conta” come eletto luogo dell’anima, ce ne sono volute trenta, di foto, grandi, anzi enormi, appese sui muri tra Via dei Caduti e l’approdo vecchio dei pescatori, a Golfo Aranci.

©Marco Agostino Amucano

6 ottobre 2017

 

 

(I testi che seguono e le foto dell’articolo di proprietà Ilisso pubblicate nel nostro articolo  sono tratti dai comunicati stampa e dalla locandina della mostra)

Marianne Sin-Pfältzer (Hanau, 12 aprile 1926 – Nuoro, 27 agosto 2015)

Nasce in Germania da una famiglia di origini olandesi. Nel dicembre 1950 si trasferisce in Sardegna, a La Maddalena, per lavorare come governante nella famiglia di un ufficiale della Marina. Con una piccola fotocamera Agfa Isolette regalatale dalla madre, scatta le sue prime foto.

Al rientro in Germania, studia fotografia, perfezionando la sua tecnica in Francia.

Nel 1955 ritorna in Sardegna con una Rolleiflex 6X6 per dedicarsi al reportage. Si ferma in Barbagia dove incontra l’editore Guido Fossataro che, nel 1958, la coinvolge nel progetto di Marcello Serra “Sardegna, quasi un continente”, dove saranno presenti alcuni suoi scatti, insieme a quelli di fotografi come Mario De Biasi.

Negli anni seguenti realizza reportage in varie parti del mondo, dagli Stati Uniti all’Unione Sovietica, dall’Africa all’Asia, ma rientra spesso in Sardegna, terra alla quale si sente particolarmente legata per l’armonia dei luoghi e per le importanti amicizie coltivate.

Si stabilisce definitivamente in Sardegna, a Nuoro, e nel 2012 Ilisso pubblica la prima monografia completa sull’opera della fotografa: Marianne Sin-Pfältzer Sardegna. Paesaggi Umani (realizzata anche in lingua tedesca).

Marianne muore nell’agosto 2015, all’età di 89 anni.

 

Foto M. A. Amucano

LA MOSTRA

La mostra, nata da un’idea di Ilisso Edizioni insieme a Paola Masala, è realizzata grazie al contributo del Comune di Golfo Aranci guidato dal Sindaco Giuseppe Fasolino: «Sono rimasto molto colpito dagli straordinari scatti fotografici dell’artista tedesca – ha dichiarato – una donna e professionista di grande sensibilità. Le sue immagini riportano alla memoria scene tipiche della storia del nostro paese, pescatori che riparano reti e prede catturate, ma anche anziani, giovani e bambini che vivevano la realtà della comunità di Golfo Aranci degli anni Cinquanta, dove con facilità riconosciamo nella quotidianità le nostre origini e gli sguardi dei nostri parenti ed avi».

Da una selezione di oltre cento foto realizzate a Golfo Aranci tra gli anni ’50 e ’60 – un patrimonio rarissimo e in gran parte inedito – più di trenta danno vita a una narrazione espositiva permanente che si snoda lungo l’asse del centro storico (via dei Caduti, fra piazza dei Pescatori e via Oristano), incluso lo spazio comunale di Domo Mea. Una sequenza di gigantografie che scivolano sotto gli occhi dei visitatori come il frame di un film e che rimarranno ancorate permanentemente alle pareti delle case, innestandosi nello spazio urbano e architettonico di Golfo Aranci. Un’iniziativa che vuole anche dare voce ai protagonisti di quegli scatti, uomini e donne che con le loro testimonianze hanno ricucito il racconto professionale e umano di Marianne. All’Interno di Domo Mea sarà fruibile il video documentario firmato da Enrico Pinna che ricostruisce la vita di Marianne con le interviste ai testimoni dell’epoca raggiunti cinquanta anni dopo.

L’inaugurazione, fissata per il 30 settembre, alle ore 18.00, nella Piazza dei Pescatori di Golfo Aranci, vedrà la presentazione della mostra urbana da parte dell’Amministrazione Comunale, cui seguirà il concerto “Musica per Immagini” di Gavino Murgia, polistrumentista, etnomusicologo e stella del jazz internazionale autore delle musiche del video documentario dedicato a Marianne. In occasione del concerto, saranno proiettate gran parte delle foto inedite reperite durante la ricerca e che successivamente verranno raccolte in un volume fotografico. A seguire è previsto un aperitivo “finger-food” con il pescato del golfo offerto dalla Pescheria & Friggitoria Del Golfo, Pescheria La Perla, Pescheria Cecilia, Pescheria Fasolino. Cucina, somministrazione e servizio sono a cura dello chef Marco Mainardi che per l’occasione presenterà l’inedita Cucina Mobile by Fino Beach.

Main sponsor del progetto: Gabbiano Azzurro Hotel & Suites

Media sponsor dell’evento Ejatv e Sardegnaeventi24

Foto M. A. Amucano

Phone Doctor 1400
Studio dentistico Dottoresse Satta Olbia 1540
Phone Doctor riparazione smartphone tablet olbia sardegna via mameli damasco assistenza vendita
Idea Service Noleggiare auto olbia cagliari noleggio lungo termine mezzi commerciali aeroporto
Commenti


Virali

Morostesa
In Alto