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Olbia, vertenza Airitaly: quali prospettive oltre la cassa integrazione?

Ne parliamo con i consiglieri regionali d'opposizione Li Gioi e Meloni

Olbia, vertenza Airitaly: quali prospettive oltre la cassa integrazione?
Olbia, vertenza Airitaly: quali prospettive oltre la cassa integrazione?
Camilla Pisani

Pubblicato il 29 maggio 2021 alle 06:00

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Olbia. La vertenza Airitaly si trova oggi ad uno snodo cruciale: tra poco più di un mese terminerà la cassa integrazione per le centinaia di dipendenti; se la proroga richiesta dovesse essere confermata (ma questo dipenderà soprattutto dalla disponibilità dell’azienda), i lavoratori potrebbero tirare un sospiro di sollievo fino a fine anno.

Ma gli ammortizzatori sociali hanno una loro precisa funzione, che ne determina necessariamente la fine entro un tempo ben preciso: l’urgenza che si prefigura, allora, è qualcosa che va oltre; quali sono le prospettive occupazionali dei 1380 lavoratori di Airitaly? Quali le strategie da adottare in Regione per tutelare i loro diritti?

“Risale ormai ad un anno fa la promessa di istituire un tavolo istituzionale insieme ad i vertici aziendali ed al governo, affinché il governo stesso potesse assumere un’iniziativa forte. Il nodo della questione sta nella necessità di trattare la vertenza Airitaly alla pari di quella nazionale Alitalia, perché non c’è alcun motivo per fare distinzioni tra lavoratori di serie A e di serie B; in tutto questo tempo, però,mi sembra di aver percepito una disarmante assenza da parte della Regione, del cui lavoro rispetto al rilancio del comparto -se c’è stato- non c’è alcuna traccia. Che questo rilancio sia una compagnia domestica dedicata ai voli in continuità territoriale o che sia una compagnia che possa rientrare come costola nel gruppo Alitalia, è chiaro che la Regione debba battere i pugni, lavorare per ottenere uno sbocco non solo in termini di ammortizzatori sociali, certo essenziali, ma anche nel recupero del tempo perso. Quello che chiedo regolarmente, nei miei interventi, al presidente della Regione ed all’assessore ai trasporti, sono delucidazioni rispetto a cosa stiano facendo in merito alla vertenza Airitaly: ad oggi non mi sembra si siano fatti passi in merito, a quindici mesi dall’istituzione di quel tavolo il 20 febbraio 2020. Chiedo che la Regione batta un colpo, aggiornandoci su quelle che sono le interlocuzioni; al momento il ministro deputato è Giorgetti, che fa parte dello stesso gruppo politico del presidente Solinas, quindi non dovrebbero sussistere nemmeno le difficoltà di interlocuzione che avrebbero potuto avere fino a qualche mese fa. Vanno manifestate le intenzioni sia per quanto riguarda la compagnia aerea, sia per quanto riguarda la continuità territoriale; prima che si pronunci l’Europa, bisogna che ci siano delle idee da proporre all’Europa” dichiara Giuseppe Meloni, consigliere regionale Pd.

Di avviso simile, anche il consigliere Roberto Li Gioi (m5s), che insiste sulle news provenienti da Bruxelles, definendole inaccettabili: “l’ accordo raggiunto tra il Governo italiano e la Commissione europea in merito a una prima intesa sull’avvio della newco pubblica ITA, creata per rilanciare Alitalia, presentano aspetti poco rassicuranti: i parametri concordati fanno riferimento a una flotta di 50/52 aerei, con personale ridotto a poche migliaia di lavoratori. Questo accordo è evidentemente al ribasso, e destinerebbe la compagnia nazionale al fallimento, nel giro di meno di due anni; Solinas dovrebbe pretendere, dal ministro Giorgetti, che la vertenza Airitaly possa essere trattata in un’ottica nazionale, almeno per quanto riguarda le rotte in continuità territoriale. Stiamo parlando di una delle più grosse aziende sarde, i cui lavoratori vanno tutelati, senza valutarli di serie B. Per quanto riguarda la proroga sugli ammortizzatori sociali, ritengo che ci siano buone possibilità che l’azienda accetti; questo accenderebbe la fiammella per altri sei mesi, che però non vanno assolutamente sprecati.

Quali potrebbero essere le alternative? In Regione esiste già un progetto di compagnia regional, che consentirebbe il reintegro di una buona parte dei lavoratori, che potrebbe essere una buona base di partenza. È chiaro invece che l’accordo di Bruxelles, che conterebbe una flotta di cinquantadue aerei, e nel quale si vorrebbe anche inserire la continuità territoriale sia inaccettabile, fallimentare. Questo è un momento delicatissimo, che vede la buona notizia della possibile proroga degli ammortizzatori sociali, dall’altro la buona notizia va suffragata da prospettive concrete; si parla della tutela di un’azienda che rappresenta il fiore all’occhiello della Regione, oltre ad essere la seconda compagnia aerea italiana. Questo avviene in un momento storico particolare, che ha posto tutte le compagnie aeree allo stesso livello; ci sono tantissimi slot da conquistare, ma bisogna muoversi adesso, stipulando accordi che non siano al ribasso, pensando ad un management di livello. Le sorti della vertenza Air Italy devono essere prese in mano dal Presidente Solinas, che deve passare dalle parole ai fatti e sollecitare il suo ministro, che detiene le deleghe per la costituzione della nuova compagnia aerea nazionale, affinché la vertenza Air Italy venga trattata all’interno della vertenza nazionale del comparto aereo”.

Ci troviamo quindi ad una svolta delicatissima e che segnerà in modo irreversibile le sorti dei lavoratori Airitaly: professionalità specializzate, forgiate da anni di aggiornamenti di competenze, che ora rischiano di perdersi, aggravando la già pesantissima voce di bilancio relativa alla disoccupazione regionale.