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Olbia, tante le vie dedicate alle donne: ecco le loro storie

Una disamina sulla toponomastica femminile nella città, emergono personaggi storici di spicco e glorie locali

Olbia, tante le vie dedicate alle donne: ecco le loro storie
Olbia, tante le vie dedicate alle donne: ecco le loro storie
Camilla Pisani

Pubblicato il 19 maggio 2021 alle 06:00

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Olbia. Esiste, in Italia, l’Associazione Toponomastica Femminile, che dal 2012 porta avanti un discorso di parità di genere e consapevolezza a partire dalle strade italiane: ogni cento vie e piazze dedicate a uomini, poco più di sette sono intitolate a protagoniste femminili, di cui il 50-60% è rappresentato da madonne, sante e martiri.

Questo dato porta ad un’immediata riflessione sul cosiddetto gap di genere, e sulla rappresentazione del femminile all’interno della cultura di riferimento: la scelta sulle figure a cui attribuire una via racconta molto sui termini in cui si sceglie di raccontare le donne; laddove gli uomini ricordati e celebrati sulle targhe sono architetti, ingegneri, artisti, grandi figure professionali, le donne sono invece o massaie o madonne, al più martiri devote, figure insomma assai legate alla norma patriarcale.

Sul territorio olbiese e sulle sue frazioni figurano sì un bel numero di sante (Via Sant'agnese, Via Santa Caterina, Via Sant'Elena, Via Sant'Anna, Via Santa Elisabetta, Via Santa Rita, Via Santa Maria, Via Santa Chiara, Via Santa Cecilia, Via Sant'Angela Merici), ma si registra un’ottima percentuale di donne che hanno cambiato il corso della storia grazie alla forza del loro ingegno o estro artistico: abbiamo Via Grazia Deledda, Via Artemisia Gentileschi, Via Elsa Morante, Via Sibilla Aleramo, Via Maria Bellonci, Via Eleonora D'arborea, Via Angelina Rasenti, Via Maria Clotilde Lumbau, Via Regina Elena, Piazza Regina Margherita, Via Matilde Serao, Via Clelia Dona' Dalle Rose, Via Maria Montessori, Via Anita Garibaldi, Via Anna Franchi, Via Emanuela Loi, Via Ilaria Alpi, Via Vittoria Colonna, Via Joyce Lussu, Via Nilde Iotti, Via Ada Negri, Via Ernestina Paper, Via Marie Curie, Via Rita Levi Montalcini, Via Maria Luisa Boldrocchi, Via Giuditta Bellerio Sidoli, Via Maria Carta, Via Jane Austen, Via Maria Lai, Piazza Elena Di Gallura, Rotonda Virginia Woolf, Rotonda Amelia Earhart, Piazzetta Rita Denza, Rotonda Clementina Marroni.

Tra i nomi di queste grandi donne del passato ne spiccano alcuni che vanno ad impreziosire, col loro valore, la storia sarda: dal premio Nobel Grazia Deledda, conosciuta in tutto il mondo; Emanuela Loi, agente di Polizia morta nella strage di via D’Amelio; Joyce Lussu, partigiana, scrittrice, traduttrice e poetessa italiana, medaglia d'argento al valor militare, capitano nelle brigate Giustizia e Libertà; Maria Carta, cantautrice e attrice di fama nazionale; Maria Lai, artista esposta anche al Centre Pompidou di Parigi; Elena di Gallura, prima donna ad accedere a un trono sardo per proprio diritto e una delle prime in Europa; Rita Denza, icona della cucina gallurese.

Tante donne diverse per epoca storica e specializzazione, accomunate dall’eccellenza che la storia gli ha attribuito: decostruire la struttura sociale secondo cui arti, professioni e politica vadano raccontati e ricordati solo attraverso gli uomini e le loro idee -e gesta- è impresa da compiersi quotidianamente, anche nella denominazione degli spazi urbani, per costruire una società nella quale l’agito delle donne abbia il giusto peso; l’adozione di punti di vista meno diffusi passa, letteralmente, per le strade della città e restituisce una visione d’insieme più equilibrata, coerente e paritaria.