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Olbia, Spesa Solidale in crisi: "sempre più richieste e calo drastico delle donazioni"

Parla Sandro Serra dei Guardian Angels

Olbia, Spesa Solidale in crisi:
Olbia, Spesa Solidale in crisi:
Camilla Pisani

Pubblicato il 29 marzo 2021 alle 06:00

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Olbia. Sono mesi duri, durissimi per chi si occupa di praticare la solidarietà: ne sanno qualcosa i Guardian Angels, l’associazione guidata da Sandro Serra e Anna Tilocca, dedita ad offrire assistenza ai senzatetto e, più in generale, alle persone in difficoltà, anche gestendo progetti come la Spesa Solidale.

Il 2021, per loro, è cominciato piuttosto male: in assenza di fondi stanziati dal Comune (benché, come ricordiamo, la Spesa Solidale sia un progetto dell’amministrazione comunale), ed in uno scenario ogni giorno più critico dal punto di vista economico-cittadino, i Guardian Angels cominciano a registrare le difficoltà di fronteggiare una sempre maggior richiesta d’aiuto.

Sono più di cinquecento le famiglie alle quali vengono recapitati i pacchi spesa, e sempre meno la possibilità di ricevere donazioni adeguate: questo perché la situazione economica generale si inasprisce sempre di più, indebolendo le finanze dei donatori abituali (ma anche di quelli occasionali), che di fronte alla prospettiva di un futuro incerto, rinunciano a spendere per gli altri.

“Abbiamo organizzato il Miracolo di Natale, sulla scalinata di San Simplicio, che è andato benissimo ed ha permesso di raccogliere viveri in buona quantità; un paio di mesi dopo, c’è stata una nuova raccolta alimentare, andata ugualmente molto bene. Purtroppo però non è possibile organizzare eventi di questo tipo troppo spesso, perché tirando troppo la corda della generosità si rischia di ottenere l’effetto opposto, generando fastidio. Ad oggi, abbiamo consegnato più di duemila pacchi ai nuclei famigliari; le richieste non sono costanti, ma si concentrano verso la fine della settimana. Con il diminuire delle donazioni, siamo rimasti convenzionati con pochissimi supermercati ed un solo ritiro settimanale rispetto ai due che riuscivamo a fare ad inizio pandemia; la raccolta alimentare si è ristretta fortemente, arrivando a sette-otto cassette a ritiro” spiega Sandro Serra.

Con l’aggravarsi della crisi economica, che coinvolge tutti i settori della città, è diventato difficile anche reperire beni di prima necessità relativi all’igiene personale, come detersivi, detergenti e accessori per la prima infanzia; anche viveri costosi come ad esempio l’olio d’oliva sono poco donati, proprio a causa del costo elevato. Fondamentale, in un panorama di disagio che rischia di aggravarsi ancora, sarebbe l’intervento immediato dell’amministrazione comunale, promotrice del progetto: in attesa che questo avvenga, impossibile lasciare inascoltate le grida d’aiuto delle centinaia di famiglie olbiesi, che non possono permettersi di offrire un pasto caldo ai propri figli; l’unica arma contro il dolore che questa povertà provoca è riempire i carrelli della Spesa Solidale, presenti nei supermercati convenzionati della città. Per ogni altra informazione il numero di telefono dedicato è 349 434 1654, attivo dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13.