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Olbia, scippo pediatri: Nizzi in guerra “non permetteremo spostamenti”

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Olbia, 02 luglio 2020 – Deve essere stato un pomeriggio molto caldo quello di ieri per il sindaco di Olbia, Settimo Nizzi: la possibile chiusura dell’ambulatorio di Diabetologia pediatrica (98 famiglie in carico), lo spostamento di 3 pediatri a Tempio, la consapevolezza che lo “scippo” è avvenuto su mandato politico (quello dell’assessore regionale alla Cultura, Andrea Biancareddu, che lo ha anche scritto pubblicamente in un post su Facebook) e un appello da parte di quelle 98 famiglie (rappresentate dal presidente ADG, Pietro Spano) lanciato su Olbia.it come una chiamata alle armi.

Detto, fatto: alle 10:30 di oggi il sindaco Nizzi si è presentato davanti al Giovanni Paolo II per lanciare la sua sfida. Non un discorso campanilistico contro Tempio (Nizzi ha non mai nominato Biancareddu), ma un ruggito contro chi avvalla scelte irrazionali e sta depauperando la sanità olbiese e gallurese. Sì, perché nel calderone della rabbia e dello sconcerto Nizzi non ha citato solo il Giovanni Paolo II (fortemente penalizzato dal trasferimento di 3 pediatri, di cui uno a rotazione), ma anche il Paolo Dettori di Tempio e il Paolo Merlo di La Maddalena. Nizzi ha ragionato in termini di territorio, al contrario di altri, ed è questa la prima differenza sostanziale che poi è quella sposata dai sindacati che da tempo domandano una gestione sanitaria vicina ai pazienti e ai lavoratori.

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“Penso che sia necessario mandare un messaggio forte alla politica regionale e soprattutto all’Ats. Si vuole smantellare la struttura sanitaria olbiese spostando medici già risicati in numero per cercare di non aggiustare la sanità gallurese. Se lo spostamento di un medico fosse servito per salvare la sanità gallurese anche negli altri due presidi ospedalieri, noi non avremmo niente da dire – ha tuonato Settimo Nizzi davanti al Pronto soccorso di Olbia -. Invece lo spostamento di alcuni medici, non voglio entrare nel merito ma tutte le specialità sono interessate, rappresentano un’iniziativa per non far funzionare l’ospedale di Olbia, quello di Tempio e quello di La Maddalena”.

Un messaggio importante, questo, diretto anche agli altri Comuni coinvolti: perché questa battaglia non è singola, ma è collettiva. Coinvolge tutti i cittadini galluresi, non solo dei bacini elettorali precisi: si parla di persone, di diritto alla salute, di servizi calibrati sulle esigenze peculiari del territorio e non di spot elettorali.

“Noi non facciamo battaglia di campanile, facciamo una battaglia al fianco degli operatori sanitari, perché la salute è prima di tutto per la comunità gallurese e i turisti. Senza i necessari accorgimenti, noi non permetteremo – lo dico a chiare lettere – che venga spostato mezzo medico dall’ospedale di Olbia verso di altri lidi. Abbiamo necessità di altre figure professionale, sia medici che paramedici. In periodo di emergenza bisogna aprire le graduatorie e far assumere anche in Gallura così come hanno assunto da altre parte. Il direttore generale Ats, dottor Locci, faccia a meno di fare ordini di servizio perché politicamente noi non lo accettiamo”, ha detto Nizzi.

Poi l’invito al presidente della Regione, Christian Solinas, a venire a Olbia per discutere di sanità e di ciò di cui ha bisogno il territorio.

Sicuramente, oltre a questo passo pubblico, il sindaco Nizzi si è mosso anche istituzionalmente per far valere il peso della Città di Olbia. Attendiamo aggiornamenti.

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