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Cronaca Olbia

Olbia, Pul e alluvioni: ecco il rischio a Pittulongu

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Olbia, 11 marzo 2020 – Come ormai tutti sanno, il Comune di Olbia sta lavorando sul Piano di Utilizzo dei Litorali (Pul) che disciplina come possono essere utilizzate le spiagge e quante concessioni possono esserci su ogni arenile. Inevitabile, dunque, analizzare la compatibilità idraulica degli interventi previsti nel piano: a tal proposito, recentemente, è stato approvato lo “Studio idraulico e idrogeologico del piano di utilizzo dei litorali”.

Un lavoro complesso, ma anche molto interessate, che fa capire quanto è esteso il reticolo idrografico del Comune di Olbia e quanto questi “fiumiciattoli” possono essere potenzialmente “pericolosi”. Nello studio, si legge nella “Relazione di compatibilità idraulica“, “si valuta la ammissibilità e compatibilità idraulica dell’intervento del PUL in ambito PAI in riferimento alle aree a pericolosità idraulica da alluvione“.

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Lo studio prende in esame tutte le aree prese in considerazione dal PUL. Innanzitutto sono stati individuati gli elementi idrici da esaminare, dopo di che “Gli elementi cosi individuati sono stati oggetto di ricognizioni in situ, con misurazioni dirette e/o rilievi topografici al fine di acquisire tutti gli elementi necessari per l’analisi idraulica nel rispetto delle vigenti LINEE GUIDA DEL PAI, delle Metodologie di Analisi del PSFF e delle Integrazioni Metodologiche del PSFF”.

Nel dettaglio, si è proceduto in questo modo:

  • individuazione degli alvei da analizzare;
  • misurazione dei ponti, dei manufatti di attraversamento quali guadi, tratti tombati, confluenze, foci, punti singolari in alveo;
  • definizione dei bacini idrografici afferenti agli alvei;
  • modellazione topografica;
  • analisi idrauliche in r permanente su software Hec-Ras versione 5.0.3 per i tempi di ritorno di interesse del PAI, 50, 100 200 e 500 anni;
  • determinazione dei livelli idrici;
  • le verifiche idrauliche sono state adottate in regime di moto permanente bidimensionale per alcuni elementi idrici (Pittulongu, Marinella, Punta Asfodeli, Porto Cugnana;
  • perimetrazione delle aree soggette ad inondazione per tutti i tempi di ritorno e definizione delle carte di pericolosità idraulica.

Si legge nel documento che “In base alle Linee Guida del PAI le aree di pericolosità idraulica sono cosi classificate:

  • AREA Hi4: Ad alta probabilità di inondazione se allagata con portata con tempo di ritorno minore o uguale a 50 anni;
  • AREA Hi3: Ad alta probabilità di inondazione se allagata con portata con tempo di ritorno minore o uguale a 100 anni;
  • AREA Hi2: Ad alta probabilità di inondazione se allagata con portata con tempo di ritorno minore o uguale a 200 anni;
  • AREA Hi1: Ad alta probabilità di inondazione se allagata con portata con tempo di ritorno minore o uguale a 500 anni”.

Ogni ambito è stato analizzato pre e post PUL: difatti il piano, in alcune spiagge, presenta dei progetti molto particolari e ambiziosi. Ecco perché nel presente articolo analizziamo il caso di Pittulongu, per il quale si prevede l’eliminazione della striscia d’asfalto che separa gli stagni dalla spiaggia.

Tutta l’area della spiaggia di Pittulongu è una grande zona Hi4.

Come illustrato nell’elaborato I_3.2.1 le aree di allagamento si estendono all’intero ambito PUL (situazione di progetto del PUL con rimozione della sovrastruttura stradale di via Tramontana mentre allo stato attuale una porzione della via Tramontana sita quote di circa 2 m slm risulta non interessata dall’esondazione derivata dagli elementi idrici) con interessamento dei manufatti di attraversamento della SP82 e delle viabilità di accesso all’arenile“, si legge nella relazione che indica anche le criticità.

Parte dell’ambito PUL è in area Hi4, comprese vie di accesso e infrastrutture previste per la riqualificazione e valorizzazione dell’ambito di PITTULONGU. Le concessioni tipologie ‘3-bar ristorante’ sono in area Hi4. Nello stato di progetto l’intero arenile, a seguito della rimozione della sovrastruttura stradale di via Tramontana, costituisce uno sfioro dei deflussi per tutti i Tr di calcolo, ed è perimetrato in area Hi4“, si legge nel documento.

In zona Hi4 sono consentite solo alcuni tipi di opere (elencate nel comma 3 dell’articolo 27 dell’NTA PAI), per cui la relazione indica le prescrizioni che le opere PUL dovranno rispettare:

  • le strutture delle concessioni puntuali con manufatto fondato su palificate devono essere corredate da adeguato modello geologico e valutazione geotecnica delle opere, anche supportata da indagini geognostiche
  • Il piano di calpestio dei manufatti a servizio delle attività turistico-ricreative previste dal PUL dovrà essere a quota compatibile rispetto al più elevato livello idrico di esondazione/pericolosità idraulica individuato negli elaborati
  • considerato l’elevato livello di esposizione al rischio idraulico in caso di allerta meteo il concessionario dell’area demaniale dovrà assumere, quale misura di compensazione dell’eventuale incremento sostenibile delle condizioni di pericolo o di rischio associate agli interventi consentiti la applicazione delle procedure operative previste nel vigente ‘Piano Regionale per il Rischio idraulico, idrogeologico e da fenomeni meteorologici avversi’ , ‘Piano di Protezione Civile Comunale per rischio idraulico e idrogeologico del Comune di Olbia ‘ in caso di ‘Avvisi di condizioni meteorologiche avverse’ e di ‘Avvisi di allerta per rischio idraulico e idrogeologico’ diramati dal Centro Funzionale Decentrato (CFD) della Protezione Civile della Regione Sardegna.

Insomma, chioschi e concessioni potranno essere tranquillamente realizzati ma a determinate condizioni per quel che riguarda la sicurezza. C’è poi un altro elemento fondamentale: la manutenzione degli alvei.

Si legge nel documento: “Negli elementi idrici oggetto del presente studio sussiste la necessità di perseguire nella costante ricognizione e monitoraggio/manutenzione in specie dei punti singolari (vedasi manufatti ) che potrebbero essere soggetti a erosione localizzata e/o sedimentazione anche per effetto dell’insufficienza idraulica. Tale attività va perseguita anche nelle foci al fine di scongiurare potenziali depositi con conseguente innalzamento delle quote del fondo e difficoltà di deflusso di sbocco”.

Infine: “Le aree di esondazione perimetrate nel presente studio a corredo del PUL, derivanti dalla analisi idrologico-idraulica degli elementi idrici del reticolo idrografico approvato dall’Autorità di Bacino, prescindono da allagamenti che si potrebbero determinare per insufficienza delle reti di drenaggio urbane di zone antropizzate e/o per accumuli idrici negli ambiti afferenti ad areali con depressioni topografiche”.

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