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Cronaca Olbia

Porto Rotondo e Rudalza, invasione di incivili: discariche e sacchetti ovunque

Ecco come i turisti incivili danneggiano il territorio olbiese

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Olbia, 20 agosto 2017 – La raccolta differenziata, benché abbia raggiunto percentuali ragguardevoli grazie all’impegno della stragrande maggioranza degli olbiesi, continua ad essere disattesa da alcuni irriducibili ‘inquinatori’ – in particolar modo quando si trovano in vacanza nel nostro terrritorio. A lanciare l’allarme, con tanto di documentazione fotografica, è Lidia Fancello del Partito Sardo d’Azione olbiese. Le discariche abusive e i sacchetti pieni di rifiuti indifferenziati non colpiscono solo le periferie olbiesi e i quartieri cittadini, ma anche il blasonato comprensorio di Porto Rotondo.

Lidia Fancello ha raccolto le lamentele e le segnalazioni di alcuni operatori portorotondini i quali “pare si siano rivolti un po’ a tutti: la Devizia, il Comune che dice di non avere personale da inviare per i controlli, i turisti stessi che apparentemente fanno finta di capire, ma nei fatti differenziano poco o addirittura nulla, gettando umido con plastica, carta, pannolini e quant’altro. Ai volenterosi operatori, spesso non rimane che l’ingrato compito, finché reggono al fetore, di aprire le buste, infilarci le mani, cercando di tirare fuori e rimettere i rifiuti nel posto giusto“, recita la nota stampa del Psd’az olbiese.

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Dopo aver raccolto le segnalazioni, i sardisti olbiesi si sono armati di pazienza e macchina fotografica e hanno compiuto un approfondito sopralluogo del comprensorio turistico a caccia di sacchetti e discariche. “Come si evince dalle fotografie, i villaggi si sono dotati di punti di raccolta, sorta di cabinotti perfettamente mimetizzati nell’architettura smeraldina, abbinati a badge con banda magnetica, tanti quanti sono gli appartamenti dei residence, suddivisi per blocchicontinua il comunicato stampa -. Davanti a qualche cabinotto si sono formate piccole discariche, probabilmente ad opera di turisti pendolari i quali avranno pensato che forse era meglio depositarli lì i rifiuti piuttosto che mollare le buste in cunetta. La Devizia ha attaccato ad ogni porta dei cabinotti, nessuno escluso, un cartello che la dice lunga sul comportamento dei residenti: “In questo box la Devizia ha riscontrato dei conferimenti non corretti e ha applicato ad ogni sacco rifiuti, considerato sbagliato, una busta gialla di avvertimento. Ove l’errore si ripetesse il Comune di Olbia su indicazione della Devizia provvederà all’applicazione delle sanzioni il cui pagamento è dovuto in solido da tutti gli intestatari del box“.

Al momento, a meno che non ci sia sfuggito qualcosa, non ci risulta che sia stata elevata alcuna multa – dichiara la segretaria sardista – e questo fa pensare che si stia usando il guanto di velluto nei confronti di turisti riluttanti. Non siamo altrettanto sicuri che tale delicatezza verrebbe applicata nei confronti dei residenti olbiesi qualora fallissero la differenziata. Sembra che in Sardegna si mandi in vacanza tutto e con le preoccupazioni anche il senso civico e l’educazione. Questo è un fatto ormai dimostrato“.

Alberghi e ville, per contro, si comportano piuttosto bene: “La ricognizione fotografica va meglio fuori dei cancelli delle ville dove i mastelli sono in bellavista, ma se non altro sinceri: nella carta c’è la carta, nella plastica c’è la plastica e via dicendo. Si può senz’altro affermare che i proprietari delle ville e gli alberghi siano abbastanza attenti, forse perché dispongono di personale formato ed educato“.

La ricognizione del Partito Sardo d’Azione non si è fermata a Porto Rotondo, ma si è spinta oltre: all’ingresso del borgo, ovvero nel territorio di Rudalza. “Lasciato dunque il villaggio, che accuratamente nasconde anche le magagne, si arriva in una zona grigia, dove non si capisce bene di chi siano le competenze, che poi sarebbe il biglietto da visita di Porto Rotondo: la verde rotatoria di Rudalza che accoglie chi proviene in direzione Olbia – continua la nota stampa -. Un parcheggio sterrato di lì a pochi metri, proprio di fronte a un supermercato. Una piccola  discarica a cielo aperto. Chi ha il dovere di vigilare su questo tratto? Consorzio? Anas? Comune di G. Aranci? Provincia di Sassari? Non è dato sapersi, l’unica certezza sono i sacchetti di plastica, le bottiglie e gli scatoloni che ormai si disperdono nella campagna circostante“.

Qui viene un po’ male nascondere le magagne e forse sarebbe proprio il caso di piazzare un’isola ecologica per i turisti di passaggio –  fa notare Lidia FancelloLa riflessione potrebbe essere che per accontentare la grossa fetta di mercato che chiameremo di media classe sociale, abbiamo sfruttato nel tempo quote elevate di territorio e a giudicare dalle prospettive, sono in molti a sognare di sfruttarne altrettante, ma siamo realmente sicuri che tutto ciò sia sostenibile dall’ambiente? Quanto costerà la raccolta di rifiuti che non potranno più essere differenziati? Chi se ne farà carico? Siamo disposti ad allargare le già contestate discariche per seppellire tonnellate di rifiuti che non verranno mai riciclati?  Il nuovo piano urbanistico regionale è in discussione in questi giorni – conclude la segretaria – e noi abbiamo il dovere di richiamare i rappresentanti galluresi in Consiglio Regionale ad una seria riflessione sulla nostra unica ricchezza, non riproducibile e dall’equilibrio molto delicato: l’ambiente. Riflettete prima di invocare deroghe, riflettete sul fatto che la Sardegna fa sognare ed è appetibile perché “è Sardegna” e non riviera Romagnola“. Una riflessione dolce-amara che, però, bisogna compiere.

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