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Cronaca Olbia

Olbia, commenti oltraggiosi su Facebook: Polizia Locale denuncia olbiesi

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Olbia, 31 dicembre 2018 – Un’opinione un po’ troppo colorita può costare caro, molto caro: convocazione in Comando, ramanzina di un ufficiale e denuncia per oltraggio e/o diffamazione. È ciò che sta accadendo in questi giorni a Olbia, dove alcuni olbiesi sono stati invitati a presentarsi personalmente presso il Comando della Polizia Locale. Motivazione? Un commento Facebook sopra le righe – magari scritto “a caldo”  giudicato, dalla Polizia Locale, come oltraggioso per il Corpo.

E così, ecco la denuncia consegnata a mano con tutto quello che ne consegue in termini emotivi ed economici: lo spavento, la preoccupazione, il dover pagare a un avvocato, il pensiero di doversi presentare davanti a un giudice, le eventuali conseguenze penali. Insomma, niente su cui scherzare.

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Le ultime denunce arrivate si riferiscono ad alcuni commenti su Facebook che commentavano, a volte in modo colorito e a volte in modo violento, l’operato più recente dei vigili urbani svolto nei pressi dei plessi scolastici. Argomento caldissimo in città, soprattutto dopo quanto avvenuto in via Redipuglia lo scorso 14 novembre, ma anche per via della cronica mancanza di aree sosta vicino alle scuole. Si tratta, insomma, di una tematica particolarmente sentita dagli olbiesi e che scalda decisamente gli animi, dando vita a un contesto – per così dire – “esplosivo”.

Abbiamo così voluto sentire il Comandate della Polizia Locale, dott. Giovanni Mannoni, per capire cosa sta avvenendo e qual è il quadro di queste ultime azioni intraprese dal Comando olbiese.

“Dall’inizio dell’anno scolastico – spiega Mannoni – abbiamo denunciato 10/12 persone per oltraggio a pubblico ufficiale. Alcune denunce sono dovute a commenti scritti sui social network: l’espressione della libera opinione è intoccabile, ma quando ravvisiamo commenti che oltraggiano il corpo interveniamo perché non è accettabile. Li identifichiamo, li chiamiamo in Comando, spieghiamo cosa è successo e li denunciamo”.

La Polizia Locale, in pratica, ha finito la pazienza. “Se prima tolleravamo, ora un po’ meno. Quando ci presentiamo davanti alle scuole, lo facciamo per la sicurezza dei bambini e dei genitori. Abbiamo sempre tollerato la sosta breve per far accompagnare gli studenti, ma questa tolleranza non può essere una scusa per condotte pericolose e palesemente contro il Codice della Strada”, continua Mannoni.

“Ci hanno accusato di fare cassa, ma in realtà stiamo cercando di fare prima di tutto informazione e prevenzione. Ovviamente, se chiediamo a un genitore di spostarsi e non si sposta, scatta il verbale. Ormai siamo abituati a parcheggiare quasi dentro le scuole: non va bene. Bisogna rispettare le regole”, sottolinea Mannoni.

“Gli episodi di intolleranza su Facebook ci sono sempre stati, così come sulla strada. Se un genitore insulta un vigile urbano davanti a un bambino non sta solo oltraggiando un ufficiale, ma sta anche dando un pessimo esempio: non possiamo tollerarlo”.

Insomma, attenzione a esprimere liberamente opinioni “colorite” su Facebook: poiché il social network è assimilato a “mezzo stampa”, ciò che scrivete potrebbe essere usato contro di voi e scatenare un vortice di conseguenze fastidiose di cui si può fare certamente a meno.

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