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Cronaca Gallura

Olbia, Percolato siciliano: il retroscena. A rischio una grossa azienda cittadina.

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Olbia – Percolato, rifiuti, depurazione, codici cer. Tutti vogliono essere esperti in materia, tutti vogliono dire la loro. E così la città si divide in “nizziani” e “giovannelliani”, come se la questione fosse solo meramente politica. Ma non è esattamente così.
Oggi il Presidente del Cipnes Gallura, Settimo Nizzi, ha convocato una conferenza stampa per spiegare – atti amministrativi alla mano – che cosa è successo. Di quanto detto in conferenza parleremo in un altro servizio. Basti dire che, però, è passato inosservato il vero nocciolo del problema. Ovvero il funzionamento del depuratore. Come ogni impianto che tratta rifiuti, anche il depuratore – per funzionare bene – ha bisogno di una certa quantità di materiale da lavorare. Questione di chimica, nulla più. Perchè il depuratore è una macchina chimica e come tale ha bisogno di determinati componenti per digerire determinate sostanze: carbonio, azoto e via dicendo.
Al depuratore consortile – come è stato confermato dal Presidente Nizzi in conferenza stampa – arrivano i rifiuti speciali di grosse aziende che si sono installate in Zona Industriale. Rifiuti che sono considerati più inquinanti rispetto al percolato siciliano. Attenzione: queste aziende non inquinano assolutamente il Golfo di Olbia. E questo perchè la Zona Industriale è dotata di un depuratore da 20 milioni di euro in grado di digerire qualsiasi cosa senza battere ciglio e senza riversare nelle acque marine olbiesi un solo grammo di schifezze (certifica l’Arpas, non il Cipnes). “Il nostro depuratore è un gioiello – ha dichiarato Nizzi – e ha permesso l’arrivo di aziende molto importanti proprio per le sue caratteristiche tecniche”.
Sempre in conferenza stampa, è stato detto che il depuratore di Olbia ha bisogno del percolato siciliano (quello non pericoloso identificato dal codice 190703) perchè altrimenti non riesce a funzionare bene.
A quel punto, a conferenza finita, ci avviciniamo all’ingegner Maurelli e gli chiediamo “Ma Olbia non produce abbastanza rifiuti?”. La risposta è stata piuttosto eloquente. “Noi riceviamo molto Carbonio, ci serve altro come l’Azoto che ci viene fornito dal percolato – dichiara il dirigente del settore Idrico del Cipnes – Senza questo una grossa azienda rischia di chiudere“. “Lo possiamo scrivere?” chiediamo per correttezza. Un sospiro e poi la risposta. “Lo scriva – dice mestamente l’ingegnere – è la verità“.
Va da sè che ad Olbia non ci sono molte aziende grosse e la vera notizia forse è questa: che quel percolato serve a mantere efficiente il depuratore gioiello che ha attirato in loco una grossa società che dà lavoro a tanti concittadini.

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