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Olbia: numeri alla mano, Nizzi ha aumentato l'IMU

Ecco i conti Imu dal 2016 al 2020

Olbia: numeri alla mano, Nizzi ha aumentato l'IMU
Olbia: numeri alla mano, Nizzi ha aumentato l'IMU
Angela Galiberti

Pubblicato il 12 gennaio 2021 alle 09:00

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Olbia. Tasse da pagare, c'è una certezza che gli olbiesi conoscono molto bene: l'IMU, dal 2016 al 2020, è aumentata - alla faccia del programma elettorale che fatto vincere ha fatto vincere, nel 2016, Nizzi. I motivi sono tanti, ma non è solo colpa dell'aumento del parco immobili (più costruzioni, ristrutturazioni, piano casa) o di alcune scelte del Governo centrale. A dirlo non è una valutazione di pancia, ma la lettura dei numeri: quelli delle aliquote man mano approvate dalla giunta Nizzi e dei relativi calcoli dell'IMU che si applica, doveroso ricordarlo, sulle abitazioni non principali, su edifici commerciali e sui terreni fabbricabili. Come detto poc'anzi, alcuni aumenti sono stati dettati dalle scelte del Governo nazionale, l'ultimo in ordine di tempo riguarda la TASI (Tassa servizi indivisibili) che è stata accorpata all'IMU: l'incidenza di questa tassa era di circa 0,9 per mille, ma gli aumenti di alcune aliquote del Comune di Olbia sono più alte di quella cifra. Lo ha notato il consulente del Lavoro Nino Onali, ex presidente di Gallura Sviluppo: la società in house che ha permesso a Olbia di avere il cantiere sul lungomare via Redipuglia. Qualche tempo fa, Nino Onali – in seguito ad alcune conversazioni con dei clienti – ha postato una riflessione sui social, scatenando una serie di dibattiti on e off line. “Discutendo su questo tema con alcuni clienti – spiega Onali – ci siamo resi conto che l'IMU è aumentata e non di poco. Certamente amministrare un Comune come Olbia non è semplice e l'IMU rappresenta l'entrata principale, però credo che serva maggiore trasparenza ed anche il coraggio di ammettere che l'imposta negli ultimi 5 anni è aumentata, bisogna dirlo chiaramente”. Tra 2020 e 2019 le differenze non sono tantissime, ma ci sono: a subire gli aumenti maggiori sono stati gli immobili concessi ai parenti e gli immobili locati; anche quelli locati a canone concordato hanno subito un aumento seppur marginale. Considerando una base imponibile teorica di 100.000 euro (quindi bilocale o un trilocale), l'IMU è aumentata per le prime due categorie di 109 euro, per la terza invece l'aumrnto è stato di 14,25. Non sembrano aumenti “esosi” sinché non si raffronta il 2020 con il 2016, l'anno in cui è iniziato il terzo mandato Nizzi e anno in cui erano ancora in vigore le aliquote “Giovannelli”. Tenendo conto di tutti gli aumenti intercorsi in questi anni (dovuti a scelte del Governo centrale e piccoli ritocchi), ecco il conto salato dell'IMU: tutte le categorie “paganti” hanno visto aumentare la tassa sul possesso. Facciamo qualche semplice esempio: un immobile a disposizione con base imponibile di 150.000 euro ha visto l'IMU aumentare di 15 euro. Con rendita tipo di 100.000 euro, l'immobile dato in comodato d'uso gratuito ha visto la sua IMU aumentare di 80 euro. 190 euro è l'aumento IMU a carico degli immobili concessi ai parenti e degli immobili locati (rendita tipo 100.000). Per gli immobili locali a canone concordato, l'incremento è stato di 60 euro (rendita tipo 100.000 euro) . L'aumento più salato lo hanno subito le aree fabbricabili (300.000 euro di base imponibile tipo) : 270 euro. Va male anche alle aree sottoposte a vincolo Hi4 (150.000 di rendita tipo), che già pagano la metà: l'aumento tra il 2016 e il 2020 è di 135 euro. Gli unici immobili che hanno visto decrescere l'IMU sono quelli industriali/produttivi (500.000 base imponibile tipo) che segnano una diminuzione di 550 euro. L'ironia della sorte vuole che nel programma elettorale di Settimo Nizzi, anno 2016, si parlasse proprio di IMU. Cosa diceva? Ecco una citazione che arriva direttamente dal capitolo “I miei impegni da realizzare nei primi 180 giorni di mandato”. Al punto 1 ecco: “La diminuzione dell'aliquota imu sulle seconde case dal 10,5 al 9,5 per mille e quella sulle aree fabbricabili dall'8,70 al 7,70 per mille”. Dopo quasi 5 anni, anno 2020, le aliquote sono le seguenti: immobili a disposizione: 10,60 per mille aree fabbricabili: 9,60 per mille Come ha affermato il consulente del lavoro Onali, gestire una città complessa come Olbia non è semplice, ma forse un pocbino di comunicazione in tal senso non sarebbe guastata.