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Politica Locale

Olbia, addio Neonatologia: 5 posti a Nuoro, terza unità a Cagliari

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Olbia, 09 ottobre 2018 – Si continua a parlare di sanità, ma questa volta a esprimersi non sono i cittadini: a parlare è il deputato olbiese Nardo Marino, eletto nel Movimento 5 Stelle durante la passata tornata elettorale per il rinnovo del Parlamento.

Marino non ha peli sulla lingua e indica alcune “coincidenze” che, però, danneggerebbero proprio la sanità gallurese e in particolare olbiese. Il deputato pentastellato pone l’accento sul Reparto di Neonatologia che, a causa nei numerosissimi parti, dovrebbe aprire all’Ospedale Giovanni Paolo II.

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La Neonatologia, dice Marino, “esiste solo sulla carta. Attualmente una mamma che partorisce in anticipo rispetto ai nove mesi di gestazione o che accusa qualche problema durante la gravidanza, deve rivolgersi ad altre aziende sanitarie come quella di Sassari o quella di Nuoro”.

Ed è proprio sulla Città di Nuoro che si concentra il ragionamento del deputato olbiese: “Quest’ultima, pur avendo un numero di parti inferiore a Olbia, ha un reparto di neonatologia funzionante. Viene da chiedersi allora, quale sia stato l’impegno dei due assessori regionali galluresi che nulla hanno potuto contro le scelte del governo amico: quali spiegazioni possono fornire alla Gallura gli assessori Carlo Careddu e Pierluigi Caria? Vorrei capire come spiegano l’ultimo atto ufficiale dell’Ats, il funzionigramma, che nel definire le attività dei presidi ospedalieri dimentica la neonatologia per il Giovanni Paolo II di Olbia. E mentre la Gallura viene privata dei cinque posti che le sono dovuti, altri cinque vengono riconosciuti a Nuoro –guarda caso città di origine dell’assessore regionale alla Sanità – e addirittura viene assegnata una terza neonatologia a Cagliari”.

L’affondo è netto: “Olbia non può permettersi di rinunciare a curare i propri figli e costringere le madri e i parenti a migrare verso altre città”, sottolinea Marino.

Il ragionamento del deputato non riguarda però solo questo reparto, manche altri: “L’inesistenza dei reparti di urologia e oculistica è un problema di primo ordine che in questi anni è stato declassato a questione secondaria seguendo lo stesso triste destino assegnato ai presidi ospedalieri galluresi, divenuti stabilimenti di emergenza e accoglienza di primo livello. I nostri anziani sono costretti a rivolgersi altrove, ad affrontare disagi e spese per trovare un rimedio ai problemi che affliggono chiunque varchi la soglia della terza età: prostata e cataratta, ad esempio. Gli scippi a danno di questo territorio sono in costante aumento e ciò che stupisce di più è che la giunta Pigliaru continua a farli sotto il naso di chi è stato eletto per tutelare gli interessi della Gallura”.

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