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Olbia: la chiesa di N. S. La Salette come piccola Lourdes

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Olbia, 13 febbraio 2020- L’ 11 febbraio, in tutto il mondo si è celebrata la XXVIII Giornata mondiale del malato. Una festa istituita nel 1993 da Giovanni Paolo II in occasione della memoria liturgica in onore della prima apparizione della Beata Vergine Maria di Lourdes. 

Una ricorrenza particolare dell’anno nella quale viene celebrato un  “momento speciale di preghiera e di condivisione, di offerta della sofferenza”.

ENI di Paolo Pisanu

Anche a Olbia la parrocchia Nostra Signora de La Salette guidata da Don Gianni Sini si è preparata al meglio per vivere la celebrazione della XXVIII Giornata del Malato.

Alla Santa Messa, dedicata ai malati presenti nel territorio e per l’occasione anticipata alle ore 17, hanno preso parte oltre 500 fedeli.

Una folla di malati, accompagnata dai parenti e volontari, in preghiera che ha trasformato per una sera la chiesa de La Salette in una piccola Lourdes.

“La santa messa ci sollecita a porre al centro della nostra preghiera l’ammalato. Oggi al centro della nostra attenzione, della nostra celebrazione c’è Cristo, morto e risorto, e poi ci sono gli ammalati che sono la parte più preziosa della Chiesa. – ha dichiarato don Gianni Sini durante la breve ed efficace omelia  –  Quegli ammalati che dovrebbero essere sempre rispettati ed essere sempre al centro del processo di cura”.

Il parroco Don Gianni Sini ha fortemente augurato per gli ammalati un miglioramento dei tempi nelle liste di attesa per ottenere una visita specialistica presso le strutture pubbliche. 

 “Al vertice ci dovrebbero essere gli uomini e le donne, non il denaro, per quanto anche del denaro non ne possiamo fare a meno, perchè se vogliamo far del bene a qualcuno, a volte, il denaro è necessario”

 Ha continuato don Gianni Sini. “Chi cura e serve gli ammalati non deve pensare soltanto a somministrare delle cure o delle medicine, ma deve pensare anche alla loro vita interiore, alla loro affettività, deve pensare alla loro unità di soggetti. Un ammalato porta in sé tante ricchezze.  Anche un medico non credente o non praticante dovrebbe tener conto che un ammalato ha una sua fede, una sua spiritualità, una sua religiosità, proprio perchè l’ammalato non diventi davanti a lui un numero”.

Don Gianni ha anche voluto fare riferimento a coloro che vivono la malattia soltanto in superficie, a coloro che per paura del contagio -“oggi c’è la paura del cinese”-  vivono la malattia come psicosi. 

“Gesù si era accostato ai lebbrosi, ha sfidato la cultura del tempo, ma ha sfidato anche la legge del tempo che voleva i lebbrosi segregati,  fuori dalle comunità civili. Questi non potevano frequentare il tempio e per stare nella comunità ci doveva essere un certificato rilasciato dal sacerdote che ne attestava la loro avvenuta guarigione” 

 “Cari amici, tutti abbiamo bisogno di guarigione, tutti abbiamo bisogno di essere toccati da Cristo” ha ribadito il parroco della Salette ricordando il brano scelto da Papa Francesco per la Giornata del Malato 2020  “Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro”.  Un passo tratto dal Vangelo secondo Matteo (Mt 11,28) dal quale la comunità cristiana deve trarre spunto per mettere al centro della giornata una profonda  riflessione del vissuto della sofferenza e della fragilità per le quali le persone colpite dalla malattia diventano protagoniste.

Tutti ammalati nel corso della celebrazione dell’11 febbraio, festa della Madonna di Lourdes,  hanno avuto l’oppontunità di ricevere il sacramento dell’Unzione degli Infermi. Oltre al parroco, al vice parroco e ai ministri staordinari dell’eucarestia hanno partecipato alla funzione un padre cappuccino e un missionario della Consolata.

Sono state numerose le associazioni del Nord Sardegna che hanno contribuito e pianificato tutto per la riuscita dell’incontro di preghiera e per il quale don Gianni ha voluto esprimere il suo più sincero ringraziamento: l’Oftal, l’Unitalsi, le ambulanze della Croce Rossa e della Croce Bianca, “Un incontro una speranza”, il Bambin Gesù, e poi i ministri straordinari dell’eucarestia e tutti i volontari, il coro di Nostra Signora de La Salette che ha animato la Santa Messa e tutti coloro che hanno preparato i dolci e il rinfresco per allietare il momento conviviale a conclusione della giornata.

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