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Cronaca Gallura

Olbia: incontro tra Primari, Direzione della Asl e Comune

Villaggio di Natale Golfo Aranci 2019

“La Direzione Aziendale della Asl di Olbia si è assunta in questi anni delle grosse responsabilità per cercare di sollevare gli standard di servizi offerti in questo territorio; nonostante questo la città è diventata grande, ma non dal punto di vista sanitario. Eravamo e siamo una infermeria”, ha detto ieri mattina il Direttore generale Fadda alla platea di primari riunitasi nella sala riunioni dell’ospedale olbiese, su richiesta dell’assessore ai Servizi sociali del comune di Olbia, Rino Piccinnu. “In questi anni però ci siamo trovati da soli a lottare per migliorare la sanità gallurese e non siamo riusciti a crescere quanto avremo voluto”, ha detto il manager della Asl di Olbia con al fianco il direttore sanitario Maria Serena Fenu.

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“Questo incontro – ha detto il primo cittadino olbiese, Gianni Giovannelliè stato fortemente voluto dall’assessorato alla Sanità perché in queste settimane si stanno riprendendo i rapporti per discutere di San Raffaele in Sardegna; abbiamo incontrato in diverse occasioni sia l’assessore Simona de Francisci che il gruppo che sta seguendo le sorti del San Raffaele. Se da una parte seguiamo con entusiasmo questa strada, allo stesso tempo non vogliamo che la sanità pubblica resti indietro, per questo motivo volevamo sondare di persona tra i medici quelle che sono le esigenze degli operatori sanitari”.

“Siamo anche pronti a gesti eclatanti, come incatenarci nei palazzi della Regione a salvaguardia del diritto dei cittadini galluresi di usufruire di servizi sanitari al pari del resto dei sardi”, ha detto il presidentente della commissione Sanità comunale, Stefano Giua.

Numerose le richieste avanzate dai primari della struttura olbiese che, seppur sostenendo l’attività in questi anni svolta dalla Direzione Aziendale della Asl di Olbia, hanno oggi richiesto personale per affrontare l’Emergenza estiva, ormai alle porte, e avanzato la necessità di attivare maggiori specialità, servizi che andrebbero così anche ad alleggerire l’attività di alcuni reparti di degenza, come Medicina e Chirurgia.

 

“Il problema – ha detto il primario del reparto di Ortopedia, Peppino Mela – è che i galluresi, e soprattutto i politici di questo territorio, devono lottare insieme a noi per trasformare l’ospedale in uno struttura ospedaliera vera, consentendoci di non esser più un “ospedale zonale” e diventare un “ospedale provinciale” degno di questo nome. Questa non è più una questione amministrativa che può affrontare la direzione della Asl ma deve esser un impegno dei politici del territorio che devono lottare per far diventare l’ospedale di Olbia una struttura in grado di dare assistenza al “genere umano”. Da subito dobbiamo pretendere come struttura pubblica 4 posti letto per mille abitanti, perché posti letto significano risorse e specialità”.

Attualmente la Asl di Olbia ha 355 posti letto, suddivisi tra gli ospedali di Olbia (164), Tempio Pausania (130) e la Maddalena (30) per un totale di 324 posti letto ordinari, ai quali vanno ad aggiungersi altri 31 di Day Hospital, cioè 2,24 posti letto ogni mille abitanti, contro i 4 degli standard nazionali.

Due le strade percorribili per la direzione aziendale della Asl di Olbia:

–          da una parte attivare gli 80 posti letto immediatamente disponibilial fine di dare subito risposte su quelle specialità, come urologia e neonatologia per citarne alcune, che non vengono garantite in Gallura”, ha ribadito questa mattina Fadda, sostenuto dai primari. “Intervento che non comporterebbe spese aggiuntive, in quanto in questo modo andremo a ridurre la cifra che annualmente spendiamo in mobilità passiva”.

–          Dall’altra una proposta alternativa al San Raffaele: “In ambito regionale si parla di un’ulteriore alternativa al San Raffaele – ha detto alla platea il manager Fadda – che vede unite le Asl di Olbia e Nuoro, con le Università di Sassari e Cagliari e la Regione Sardegna nell’acquisizione della struttura alla periferia della città, all’interno del quale potrebbero venire attivate le specialità al momento assenti in Gallura, dove si potrebbe fare ricerca e garantire un’assistenza pubblica di un certo livello alla popolazione della Regione Sardegna, andando così a colmare il gap storico che caratterizza da sempre questa provincia”.

“Questo incontro – ha concluso l’assessore Rino Piccinnuè solo il primo di una serie, che consentirà di costituire un tavolo tecnico forte, che vedrà al suo interno tutti gli attori coinvolti in questa importante battaglia, come la Provincia, i consiglieri regionali, deputati e senatori galluresi, mossi da un unico obiettivo: migliorare la sanità di questo territorio. Ormai il segnale è chiaro: solo uniti e coordinati riusciremo a portare a casa i risultati che sino a oggi nessuno ha ottenuto”.

 

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