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Olbia, il Malp Bar compie quarant'anni: "nei nostri aperitivi, la cozza come simbolo della città"

Una delle storiche attività olbiesi racconta la sua storia, profondamente intrecciata a quella della città

Olbia, il Malp Bar compie quarant'anni:
Olbia, il Malp Bar compie quarant'anni:
Camilla Pisani

Pubblicato il 15 maggio 2021 alle 06:00

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Olbia. Festeggia, alla vigilia di San Simplicio, i suoi primi quarant’anni di attività: il Malp Bar, storico locale sito in via Galvani, punto di riferimento di intere generazioni di olbiesi, celebra questa importante ricorrenza in un anno molto particolare, quello della pandemia.

Nato nel 1981, il Malp ha visto crescere la città e i suoi abitanti, diventando un luogo di ritrovo dall’inconfondibile accoglienza: significativo che il suo anniversario cada alla vigilia della festa più amata dagli olbiesi, visto il profondo rapporto che lega quest’attività alle tradizioni.

Celebri sono, infatti, le cozze gratinate di Pietro Secchi, punta di diamante dei generosi aperitivi serviti da decenni al Malp: la cozza, simbolo dell’olbiesità più verace e genuina, diventa nelle mani dell’oste Pietro materia golosa con cui coccolare i numerosi e fedeli clienti, che da sempre considerano il Malp non un luogo di semplice passaggio, ma quasi uno “slow” bar, in cui intrattenersi tra un boccone ed una chiacchiera.

“Il nome del locale nasce dall’acronimo dei nomi dei miei genitori, Pietro e Martina, unito a quelli di Antonio Rossi e sua moglie, primi soci all’epoca dell’apertura; Malp Bar nasce prima come caffetteria, poi viene ampliato anche strutturalmente, riuscendo ad accogliere un maggior numero di clienti e proponendo, oltre alle colazioni, anche pranzi e piccola ristorazione serale. Benché abbia scelto un percorso professionale esterno all’attività di famiglia, sono ovviamente molto legata al locale, e godo dell’affetto dei nostri clienti che, sia dal vivo che tramite i social, non mancano di supportarci, com’è avvenuto anche recentemente in occasione della chiusura” racconta Valentina Secchi, figlia dei titolari.

Negli anni, l’attività del Malp si è strutturata in base alle passioni ed alle attitudini dei membri della famiglia Secchi: se Giovanni segue le colazioni, col suo cappuccino “speciale”, la signora Martina è l’anima dei pranzi, con la sua cucina sfiziosa ed accurata, mentre Pietro è l’oste serale, che cura le pubbliche relazioni e si dedica con passione autentica alla preparazione dei suoi famosi aperitivi. Pietro è anche un appassionato di vini, tanto che il Malp è diventato un riferimento anche per chi cerca una buona bottiglia, da individuare grazie agli esperti consigli del titolare.

La pandemia ha costituito, come per tutte le attività relative alla ristorazione, un grosso problema: “per mio padre è stato difficile adattarsi (anche psicologicamente) all’idea del domicilio e dell’asporto, proprio perché per lui, abituato all’idea del servizio al cliente, cambiare in questa direzione significava non dare un buon servizio. Piano piano però si è lanciato in questa nuova avventura, anche grazie al calore ed al sostegno dimostrato quotidianamente dai clienti storici; possiamo dire che il nostro è un bar a cui molti vogliono bene, e questo per noi è fondamentale e ci dà la misura di quanto questo lavoro, per quanto stancante, sia ricco di soddisfazioni anche dal punto emotivo” spiega Valentina Secchi.

In attesa che le condizioni sanitarie permettano al Malp Bar di tornare ad organizzare i numerosi eventi di cui è stato promotore negli ultimi anni, porgiamo i nostri migliori auguri ad una delle attività più longeve e simboliche di Olbia: ad maiora!