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Olbia, i Mei: una famiglia sempre di corsa

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Olbia, 26 gennaio 2020- A Olbia, quando si parla di sport e di atletica leggera non si può non pronunciare una breve parola composta da tre lettere:  M E I, un cognome che si pronuncia velocemente di una famiglia olbiese con un grande talento sportivo custodito nel proprio DNA.

Gianni Mei e Licia Azara, entrambi tecnici dell’Atletica Leggera Olbia, costituiscono la fusione perfetta di amore, vita di tutti i giorni e tanto sport. 

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Due atleti e un mix perfetto di adrenealina, endorfine, ma anche tanto rigore e disciplina. Loro sono genitori che hanno saputo trasmettere ai propri figli tutti quei valori che caratterizzano chi sceglie lo sport come stile di vita.

I figli sono cresciuti insieme a loro nella grande famiglia dell’Atletica Olbia che conta 160 atleti e continuano a correre e portare a casa grandi risultati sportivi.

Basta dare uno sguardo sul sito ufficiale della Fidal, Federazione Italiana Atletica Leggera, per capire che non sono risultati e vittorie ottenuti per caso, ma dietro ci sono percorsi calibrati secondo l’età e che anno per anno indirizzano i giovani sportivi a fare la scelta giusta secondo le proprie forze e attitudini sportive. 

Salvatore Mei campione sardo assoluto di cross 10 km

Salvatore 22 anni, il più grande dei quattro, ha chiuso il 2019 con un risultato di eccellenza,  campione sardo assoluto di cross corto, e ha aperto il 2020 con due straordinarie vittorie sempre nei 10.000 metri:  medaglia d’oro alla prima prova del campionato regionale di corsa campestre disputata a Villacidro, e a Ozieri dove il 19 gennaio scorso ha conquistato il trofeo e il titolo sardo assoluto di Corsa Campestre individuale Senior/ promesse.  Sempre la città di Ozieri lo aveva incoronato nel 2017 come campione di maratonina. 

  Il fratello Francesco ha chiuso il 2018 come campione sardo allievi sui tremila metri, il 2019 come campione sardo under 18 sulla distanza di  5mila metri e  ha aperto il 2020  imponendosi per ben due volte nella categoria Junior U20 degli 8 km. 

Francesco Mei campione sardo under 18 sulla 5 km

Un 2020 promettente anche per la  sedicenne Ginevra, la terza della famiglia Mei, di lei non passano inosservati  lo stacco di coscia e la bellezza atletica quasi esotica: esordio e vittoria sulla distanza dei 3000 mt alla Coppa Epifania di Dolianova e vittoria sempre il 19 gennaio scorso, nella prova 4000 metri categoria allieve U18.  

L’ultima della famiglia si chiama Maria, la più giovane della squadra Mei ha appena 12 anni, ma dal 2017 ha preso parte a diverse competizioni ottenendo ottimi risultati.  

Questi atleti sono il frutto di un amore sbocciato sulle piste, e poi corse, fatica e sudore, tanto impegno per crescere quattro ragazzi che hanno scelto in continuità lo sport come percorso di vita. 

Ginevra Mei
Maria Mei

Loro vivono a Binzolas, un angolo di paradiso incastonato tra ampi spazi di macchia mediterranea e sentieri. Un’agreste località a cavallo tra Golfo Aranci e Olbia, dalla quale è possibile scorgere in lontananza il mare.  

“Sono nata a Binzolas e quando ero piccola lo sport per i miei genitori era giocare all’aperto da noi, in campagna.  Sono cresciuta con la passione per l’atletica e, quando ho potuto, ho cominciato a praticare sport. A 19 anni con la mia macchinetta andavo ad allenarmi al campo”,  racconta Licia  davanti a una tazza di tè fumante. 

“Poi ha conosciuto me – ribatte scherzosamente Gianni – e ha continuato ad allenarsi”.  Gianni, dipendente in Air Italy ha cominciato a praticare atletica da ragazzino. Tanta esperienza alle spalle poi l’incontro con Licia, amore a prima vista con tanta voglia di allenarsi assieme, lavorare, poi correre,  prepararsi per le gare, al matrimonio, ai figli,  in una vita  sempre di corsa. 

Entrambi mezzo fondisti hanno portato a casa soddisfazioni e risultati. Ma forse la parte più significativa per un atleta è quella di riuscire a trasmettere alle nuove generazioni la propria passione. Lo sport è uno stile di vita che vale la pena condividere lasciando in eredità i propri talenti.

“C’è da sfatare una leggenda metropolitana,- precisa Gianni – i nostri figli non sono talentuosi, noi gli abbiamo trasmesso la passione, ma noi non siamo due talentuosi, quindi non possiamo aver trasmesso loro il talento. Abbiamo trasmesso loro tanta passione. Fortuna che sono portati per il mezzo fondo. Gli allenamenti comportano tanta fatica e sacrifici, perchè bisogna fare tanti,  tanti chilometri e ora Salvatore sta raccogliendo i frutti di tantissimi sacrifici”

 La Coppa dell’Epifania ha aperto ufficialmente la stagione delle gare, una quasi ogni domenica e quindi gli allenamenti sono più serrati.

Gianni, è lui stesso a preparare i suoi ragazzi. Abbiamo chiesto a Chiara e Salvatore cosa si prova ad avere un padre allenatore, e a Licia un’opinione al riguardo.

Lei scherzosamente ribatte per prima con “Non ha cuore, poverini” e mentre Gianni sospira “È difficile”  tra i figli  c’è uno scambio di sguardi e risate complici. 

 “Lo ringrazio per questa sua grinta,  prosegue Licia –  i figli hanno sicuramente un altro atteggiamento con il genitore rispetto ad un allenatore esterno”.

 Licia dedica tutto il suo tempo alla famiglia e all’Atletica Olbia curando alcuni aspetti all’interno dell’associazione.

Gianni, preparatore atletico molto stimato, allena diversi giovani in un settore specifico di mezzo fondo dell’Atletica Olbia.  In passato ha collaborato con l’Olbia C 2, la Terranova cicli e attualmente collabora anche con la Santa Croce Basket Olbia.

Lui risponde deciso “Diciamo che allenare i figli quando sono piccoli è piu semplice.  Man mano che loro crescono il  rapporto tra atleta-figlio e allenatore-genitore cambia.  Per esempio, nel caso di discussioni durante gli allenamenti, queste possono assumere toni diversi, sicuramente più confidenziali  rispetto a quelle con un estraneo”.

“Farsi allenare dal proprio genitore è la cosa più bella del mondo” risponde sorridente il campione sardo Salvatore, poi, insieme al suo allenatore scherzano sul fatto che nel caso di controversie sulle modalità di allenamento possono anche mandarsi reciprocamente  e bonariamente “…a quel paese”.

”  Correre e partecipare alle gare comporta tanti sacrifici, ma quando arriva la vittoria la soddisfazione è doppia. La vivi con un’intensità pazzesca, la soffri, come dice Licia. Quando i ragazzi gareggiano le pulsazioni salgono anche a me” conclude Gianni. 

Oggi per la squadra Mei è stata una domenica di meritato riposo. Il prossimo impegno è previsto il prossimo 2 febbraio proprio a Olbia, nella nostra città e le pulsazioni saliranno a mille anche a tutti noi. Forza ragazzi, siamo con voi!

 

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