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Olbia, Hub vaccini: "mio padre, anziano e diabetico, mandato a casa senza vaccino dopo 7 ore di coda"

La segnalazione di una donna che denuncia la disorganizzazione dell'Hub vaccinale

Olbia, Hub vaccini:
Olbia, Hub vaccini:
Camilla Pisani

Pubblicato il 08 aprile 2021 alle 06:00

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Olbia. L’organizzazione della campagna vaccinale, ad Olbia, non si sta rivelando cosa semplice: sono sempre più numerose le segnalazioni, da parte degli utenti, relative a disservizi o al mancato rispetto dei protocolli. 

L’ultima denuncia arriva da Maria Grazia Fundoni, che racconta la sua esperienza presso l’Hub vaccinale: la donna riporta la situazione di un suo familiare, che a causa della disorganizzazione del sistema Hub, non è riuscito malgrado la lunga ed estenuante attesa, a farsi vaccinare.

 

“Mio padre, 70 enne, cardiopatico e diabetico è in fila dalle 9:30 di stamattina e alle 15:50 non ha ancora ricevuto la somministrazione. Aggiungo che non mangia da stamattina. Gli hanno solo riferito che il suo turno è probabilmente fra un'ora e poco più. Noi familiari siamo impotenti e sconcertati  da questa situazione che invece di proteggere la popolazione anziana e fragile la espone a rischi ben più grandi grandi con una disorganizzazione fuori da ogni immaginazione. Vi prego di vedere la situazione con i vostri occhi e porla all'attenzione di tutti per cercare di smuovere chi dovrebbe far funzionare una macchina che dovrebbe servire a farci tornare alla vita normale. Aggiungo che mio padre ci ha finalmente contattato alle 16 per dirci che non lo hanno vaccinato per mancanza di vaccini. Dopo esser andato a vuoto ieri e oggi aver fatto  quella fila, scoraggiato ci ha detto che non ripeterà la stessa trafila ma preferisce rinunciare”

 

Un’attesa, a carico di un anziano fragile, estenuante e vana, oltre che rischiosa per la salute: “al rientro a casa, mio padre ha manifestato un malore dovuto al calo glicemico, motivo per cui abbiamo contattato il medico di base che sconcertato ha detto che avrebbe fatto l'ennesima segnalazione su una situazione di cui già è a conoscenza purtroppo. Lo stesso medico ci ha fatto presente che si sta battendo per poter gestire le vaccinazioni dei suoi pazienti fragili presso il suo studio o direttamente in casa, come ha sempre fatto con gli antinfluenzali, ma purtroppo trova solo porte chiuse” continua la donna.

 

Le segnalazioni come questa rivelano chiaramente le lacune della campagna vaccinale, che spesso e volentieri fatica a tener conto delle esigenze dei pazienti più vulnerabili.