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Olbia, gli anestesisti rispondono alle domande dei cittadini

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Olbia, 04 Marzo 2015  – Anche a Olbia si celebra la settimana nazionale della Sicurezza in Anestesia e Rianimazione, organizzata dalla Società italiana di Anestesia Analgesia Rianimazione e Terapia Intensiva (SIAARTI), per informare e sensibilizzare i cittadini sulle misure adottate dai medici anestesisti e rianimatori per prevenire le complicanze all’interno delle strutture sanitarie. Anche il reparto dell’ospedale Giovanni Paolo II di Olbia partecipa all’iniziativa di informazione rivolta ai cittadini.

Giovedì 5 marzo, a partire dalle ore 09.00, nella hall dell’ospedale, verrà allestito un banco dove verrà distribuito del materiale informativo e verrà distribuito un questionario per un sondaggio sulle conoscenza e sulle esigenze della popolazione; all’orario delle visite (tra le 12.30 e le 14.30), un anestesista sarà a disposizione dei cittadini per rispondere alle domande e fornire informazioni sulle procedure e i protocolli utilizzati all’interno del reparto di Anestesia e Rianimazione.

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La “Settimana per la sicurezza in Anestesia e Rianimazione” ha lo scopo di sensibilizzazione ed informare la popolazione sulla figura professionale dell’anestesista-rianimatore, sulle sue peculiarità e sui sistemi di sicurezza in uso nelle sale operatorie per rendere sempre più sicura le procedure utilizzate. “L’anestesia, sebbene sia un processo delicato ed altamente specialistico, allo stato attuale garantisce un buon regime di sicurezza legato allo scrupoloso rispetto di tutte le norme e le procedure di prevenzione”, spiega Franco Pala, direttore del Reparto di Anestesia e Rianimazione dell’ospedale Giovanni Paolo II di Olbia.

Ogni anno, nel mondo, circa 230 milioni di persone vengono sottoposte ad anestesia per interventi chirurgici e procedure diagnostiche: “le complicanze legate alle procedure anestesiologiche si sono ridotte a percentuali bassissime, tanto da poter dire che si tratta di una procedura sicura, meno rischiosa di un viaggio in autostrada piuttosto che un’anestesia”, spiega Pala, che illustra i dati della struttura olbiese: “Al Giovanni Paolo II vengono eseguite mediamente 3.500 anestesia all’anno, di cui circa 100 ai bambini che devono esser sottoposti a risonanza magnetica, 200 per effettuare esami invasivi che altrimenti provocherebbero dolore; a questi si aggiungono circa 1.300 visite effettuate dall’ambulatorio per le visite preoperatorie, che consente di predisporre le terapie necessarie per arrivare all’intervento nel migliore stato possibile; e 1.250 trattamenti ambulatoriali erogati nell’ambulatorio della Terapia del Dolore”.

Nelle sale operatori della Asl di Olbia l’attività anestesiologica è regolata e controllata secondo procedure codificate, che prevedono ceck list per prevenire effetti avversi ed incidenti, protocolli specifici per patologie, esami per la prevenzione delle trombosi venose e delle infezioni, riduzione degli esami pre-operatori inutili. In rianimazione inoltre esistono delle procedure standardizzate e controlli accurati per diminuire le infezioni, evitare cure inutili, permettere un contatto prolungato tra ricoverati e parenti (rianimazione aperta).

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