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Olbia, ex Palazzo Ferrovie: quando il Consiglio ha bocciato le osservazioni del curatore fallimentare

Ecco cosa è stato detto il 17 marzo 2021

Olbia, ex Palazzo Ferrovie: quando il Consiglio ha bocciato le osservazioni del curatore fallimentare
Olbia, ex Palazzo Ferrovie: quando il Consiglio ha bocciato le osservazioni del curatore fallimentare
Angela Galiberti

Pubblicato il 04 maggio 2021 alle 06:00

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Olbia. Del palazzo ex Ferrovie di Corso Vittorio Veneto, oggetto di un'asta giudiziaria sospesa dal giudice fallimentare, si è parlato due volte in Consiglio Comunale: la prima per autorizzare la partecipazione del Comune di Olbia all'asta, la seconda per analizzare le osservazioni che il curatore fallimentare aveva protocollato per l'esame del Puc. Entrambe le discussioni si sono svolte il 17 marzo 2021.

Il primo confronto è sulla delibera di consiglio. Presenta tutto il consigliere Alessandro Altana, dopo di che interviene il consigliere Rino Piccinnu che si pone il problema di un tetto da fissare per eventuali rilanci: “Bisognerà capire poi il mandato che si darà all’avvocato per partecipare a questa gara, per dargli anche un limite, perché non sappiamo se magari partecipano anche altri enti pubblici, noi non possiamo saperlo. Gli enti pubblici sono tantissimi, quindi oltre al Comune di Olbia potrebbe esserci anche l’interesse di altri enti pubblici. In quel caso bisogna fissare un limite entro il quale l’avvocato ha mandato a fare eventuali rilanci”. Dopo i consiglieri Davide Bacciu e Marco Piro, è intervenuto il sindaco Settimo Nizzi, che ha brevemente illustrato il bando nazionale per la rigenerazione urbana del quartiere san Simplicio, per poi affermare sullo stabile di Corso Vittorio Veneto: “La destinazione di quell’immobile sarà una destinazione istituzionale, la speranza che è che possiamo acquisirlo al prezzo più competitivo possibile. Poi quando si entrerà nel merito delle azioni decisionali, naturalmente il Consiglio Comunale deciderà realmente il vero destino di quell’immobile”.

La proposta di delibera per la partecipazione all'asta viene approvata. Ore dopo questo primo confronto, ecco l'osservazione numero 78 con la quale il curatore fallimentare ha chiesto: “Si chiede che la zona, sulla quale insiste lo stabile in oggetto, attualmente inserita nel PUC tra le zone omogenee G4a venga classificata o tra le zone B o nella zona omogenea prevista nel programma di fabbricazione che consentiva le seguenti destinazioni: a) uffici e complessi della pubblica amministrazione, b) sale da esposizioni e centri per convegni, c) attrezzature commerciali, d) sedi per operatori economici con tutti i servizi relativi,e) strutture polivalenti per spettacoli, mostre, riunioni, concerti, emittenti radio e/o televisive”.

L'obiettivo dell'asta fallimentare, lo ricordiamo, è quello di risarcire dei creditori. Il parere tecnico è stato negativo: “Si esprime parere tecnico non favorevole, in quanto non si rileva l'interesse pubblico. Si conferma la classificazione S3”. Sia la commissione che il Consiglio comunale hanno respinto questa osservazione. Nel Puc di Olbia, G4a sta per “sistema delle infrastrutture per la mobilità”, mentre S3 indica “Aree per spazi pubblici attrezzati a parco e per il gioco e per lo sport”. Nel piano di fabbricazione il f

Durante l'esame della stessa osservazione, il consigliere Davide Bacciu è intervenuto, sottolineando un aspetto che gli sembrava incongruente: “Presidente, cortesemente vorremmo vedere a video

questa osservazione. Lo sappiamo dal primo punto di stamane, questo è il fabbricato con il lotto a cui abbiamo dato il via libera del Consiglio Comunale di partecipare all’asta e il signor Sindaco stamattina ha detto che stiamo andando ad acquisire questo lotto per utilizzarlo poi per fini istituzionali, senza definire esattamente cosa vorremmo farne. Io volevo capire una cosa: siccome il curatore fallimentare dice: “si chiede che la zona sulla quale insiste lo stabile in oggetto, attualmente inserita dal PUC tra le zone omogenee G4 A, venga classificata o tra le zone B, o nella zona omogenea prevista nel programma di fabbricazione che consentiva le seguenti destinazioni: A- uffici e complessi della pubblica amministrazione; - B: sale da esposizione e centri per convegni; C attrezzature commerciali; - D sedi per operatori economici etc.... A me interessava sostanzialmente il punto A: uffici e complessi della pubblica amministrazione. Esattamente mi pare di capire quello che si ha in mente eventualmente di fare. Volevo capire, siccome il parere tecnico non è favorevole e quindi l’idea della maggioranza è respingere questa osservazione, volevo capire il senso di questa cosa proprio perché mi pare che invece l’osservazione andasse in linea rispetto a quello che avevamo in mente di fare”.

A Bacciu risponde il sindaco Nizzi: “Peccato che lo fa il proprietario, cioè non bisogna spiegare tante cose, grazie”. Al di là del fatto che l'osservazione non l'ha fatta il proprietario, ma il curatore fallimentare, subito dopo segue un dialogo a microfoni spenti. Nel verbale del Consiglio del 17 marzo ovviamente non c'è, ma nel video del Consiglio sì e una parte si sente benissimo. Per la verità, si sente solo il sindaco Nizzi che sta interloquendo con i banchi della minoranza: “Invece di 400, lu pachemu 2 milioni, cioè invece di 400 lo avemu 2 milioni”. Il dialogo prosegue, anche se non si sente nulla, fino a che il presidente Giampiero Mura mette in votazione l'osservazione. Impossibile capire esattamente il senso del dialogo e dunque delle parole, certo è che questo argomento avrebbe meritato qualche approfondimento in più.

Lo stabile in questione, nel piano di fabbricazione ancora vigente, è classificato in zona servizi generali.