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Olbia e Gallura: “la sanità peggiora”

Bacchus 1085

Olbia, 22 aprile 2019 – Riceviamo e pubblichiamo la lettera della segretaria generale della Funzione Pubblica, Luisella Maccioni, in cui si fa una profonda riflessione sulla sanità.

Dove va la Sanità gallurese all’alba della stagione estiva, ma soprattutto quali strumenti e quali soluzioni stanno per essere attivati dalla nuova Giunta Regionale?

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A leggere la stampa locale  e ascoltando gli operatori sanitari ci troviamo di fronte ad una capitolazione della Sanità pubblica ad un sistema ospedaliero e territoriali vicino al collasso, basterebbe soltanto una semplice lettura delle carenza per rendersi conto di ciò che sta accadendo:

  • carenza di personale medico, infermieristico;
  • assoluta carenza di personale per l’assistenza alberghiera;
  • chiusura a singhiozzo di alcuni reparti a partire da Chirurgia Tempio;
  • apertura sulla carta del servizio di Osservazione Breve ed Intensiva presso l’Ospedale Olbia;
  • situazione immutata del Presidio Ospedaliero di La Maddalena;
  • Adi depotenziato e limitato nel territorio.

Potremmo continuare, ma per pura grazia, ci limitiamo a questo  indice seppure limitato ma che da l’avvio ad uno smantellamento del Servizio Sanitario Pubblico in questo Territorio.

Terminata la campagna elettorale, finite le passerelle e le proposte di rilancio della Sanità, dal potenziamento dell’Ospedale di La Maddalena fino al rilancio del presidio di Tempio, si ritorna al normale e cioè alla situazione attuale, anzi peggiorata con la disposizione del Presidente Solinas che con l’idea di bloccare le così dette “promozioni” blocca le possibilità di assunzione e di concorsi presso tutta la Sanità Sarda.

Un semplice esempio in Gallura mancano: “anestesisti, chirurghi, medici di pronto soccorso, nefrologi, cardiologi, ortopedici”, in sostanza l’asse portante di ogni ospedale, se a questi aggiungiamo le ormai strutturali carenze di infermieri, e OSS ci si rende conto del totale stato di abbandono che è ormai in corso presso questo territorio.

Vogliamo evidenziare che nonostante tutto  la  grave carenza  degli oss   per una disposizione  che ancora non ci  è chiara qualche settimana  fa è stato   predisposto  un corso di riqualificazione   a Nuoro di tutto il personale   del comparto Ats escludendo gli oss della graduatoria del 2013  a tempo determinato,  pertanto  se quel personale non viene riqualificato non puo essere più  assunto, disattendendo per lo più a normative nazionali  che  davano    le  la possibilità di prorogare  le graduatoria   del 2010  fino a tutto il 2019   le condizioni    erano proprio quelle della riqualificazione   , dei corsi di formazione  e aggiornamento  organizzati da ciascuna amministrazione   pertanto  non  capiamo la politica adottata dall’Ats

Inoltre  ad aggravare  ancora  di più questa situazione intervenire una disposizione della Ats volta a far fruire a tutto i personale le ferie. Giusta posizione ma sarebbe dovuta essere emanata per lo meno all’inizio dell’anno, dando così  la possibilità di programmare con acutezza la fruizione del Diritto Costituzionale ai lavoratori.

Invece che cosa si fa? si fa calare dall’alto una disposizione, spesso inapplicabile, ma che blocca i servizi, e scaricando ancora una volta sui diritti dei lavoratori e sugli operatori stessi il blocco della Sanità, infatti che cosa propone l’ats  per poter far fruire a tutti i 15 giorni di ferie, in questo senso il presidio di Tempio diventa il paradigma di una idea malsana: chiusura delle attività chirurgiche, sospensione delle attività programmate con la sola eccezione delle urgenze (almeno queste), sospensione delle attività chirurgiche e attivazione esclusiva delle consulenza per 24 ore. Insomma una situazione gravissima a fronte di soluzioni ancor più gravi.

I nostri quaderni di lagnanze possono terminare anche qui, sebbene di cose da dire ne avremmo, ci interessa però lanciare una idea:

Sarebbe il caso che il nuovo Assessore alla Sanità, come primo atto del suo insediamento, faccia una immediata verifica sulla situazione della Sanità Gallurese con il preciso obiettivo di garantire in Gallura i livelli minimi di assistenza, di modo da mettere in sicurezza sia i lavoratori che i cittadini, attivando, innanzi tutto, lo scorrimento di tutte le graduatorie finora attive, di modo da dare risposte immediate alla carenza di personale. Attivazione di nuove selezioni e nuovi concorsi, le prime anche in funzione della vicina “emergenza estiva”, successivamente attivare tutte le procedure per mettere risorse  regionali sulle specialistiche mediche, individuando un nuovo fabbisogno di personale medico ed introducendo l’obbligo quinquennale di lavoro presso la stessa Regione Sardegna. Inoltre fare uno studio accurato sulla incidenza di quota 100 nella Sanità. Sapendo che l’utilizzo di questa norma potrebbe generare ancor più carenze in un settore importantissimo come la sanità.

Luisella Maccioni – Fp CGIL

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