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Cronaca, Giudiziaria

Olbia, discarica Enas: nuovo esposto in Procura

Comitato "Salute Ambiente Legalità" torna sul piede di guerra

Olbia, discarica Enas: nuovo esposto in Procura
Olbia, discarica Enas: nuovo esposto in Procura
Angela Galiberti

Pubblicato il 17 marzo 2021 alle 06:00

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Olbia. Un nuovo esposto in Procura, una nuova denuncia di presunta "immobilità" sulla questione "discariche abusive": a scrivere è ancora una volta il Comitato "Salute Ambiente Legalità", coordinato dalla portavoce Rita Padre. Dopo aver portato alla luce la vergogna di Sa Corroncedda, il comitato ha indirizzato il suo fascio di luce verso un'altra maxi discarica, quella presente accanto alla Stazione di Enas, nella ex casa cantoniera. Se la ex Stazione risulta chiusa e al sicuro, il vecchio caseggiato che forse ospitava il casellante non solo è stato occupato abusivamente per quasi un anno, ma è stato trasformato in un ricettacolo di indicibile spazzatura.

L'esposto è indirizzato, tra gli altri, alla Prefetta di Sassari ma anche al Procuratore di Tempio e a quelo di Cagliari, al NOE e al Corpo Forestale, ai Vigili del fuoco, all'Arpas e alla Regione Sardegna. Scrive il Comitato "Nella segnalazione viene posta all’attenzione dei destinatari la crescente emergenza ambientale nel territorio olbiese. Il sequestro della discarica illegale di Sa Corroncedda da parte della Procura di Tempio Pausania nel novembre 2019 non ha purtroppo inculcato alcun insegnamento. E neppure le notizie giornalistiche circa l’indagine in corso, volta all’individuazione di reati e colpevoli, ha impedito il dilagare delle ben radicate consuetudini illegali. Complice l’abituale omesso controllo del territorio e dell’isolamento sociale imposto dalla pandemia, è proseguito silenziosamente il crescente fenomeno delle discariche nelle periferie".

Prosegue Rita Padre: "Il pericolo reale è che sommando le proporzioni delle varie aree degradate, fra qualche anno la spesa pubblica sarà pari o forse superiore ai dieci milioni di euro previsti per la pulizia di Sa Piana Manna. A poco più di dieci chilometri da Sa Corroncedda si è da poco concretizzato l’ultimo atto di una tragedia annunciata, nota e ignorata (a corredo dell’esposto allegati materiale fotografico e coordinate geografiche). Attorno alla casa cantoniera di Enas, vicina alla vecchia stazione ferroviaria e al rio Enas (che nella piana di Olbia prende il nome di rio Padrongianus), l’opera silenziosa e impunita di sconosciuti ha costruito l’ennesima discarica a cielo aperto di ingenti dimensioni".

Il Comitato descrive la situazione: "Il caseggiato di quella che in passato era probabilmente l’abitazione del casellante di turno è stato occupato abusivamente per poco più di un anno e da poco abbandonato orrendamente cannibalizzato; due casette adiacenti sono state trasformate in latrine, pur in assenza di scarichi fognari e il territorio circostante ospita oggi ogni genere di rifiuti, anche pericolosi. Ancora una volta in una zona suggestiva e vicino a un fiume in origine puro, lungi dal valorizzarne le caratteristiche, è stata permessa l’ennesima degenerazione. Scoraggiati dall’apparente impossibile contenimento di tali eventi, nella segnalazione si chiede l’indifferibile e urgente intervento dei destinatari".

Insomma, il Comitato Salute Ambiente Legalità torna sul piede di guerra, sollecitando gli enti preposti non solo a intervenire in queste emergenze, ma anche a vigilare sul territorio. Intanto, la Polizia Locale di Olbia ha aperto un'indagine proprio su Enas.