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Cronaca Gallura

Olbia, convegno sulla donazione: successo per l’Avis e per il Centro Trasfusionale

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Olbia, 28 Maggio 2014 – E’ stato un convegno interessante ed emozionante quello che si è svolto ieri pomeriggio nella sala conferenze del Museo Archeologico di Olbia. Il tema del simposio era “Donazione e terapie innovative – nuove forme di donazioni di sangue, cellule staminali e da sangue cordonale, terapia genica” ed è stato organizzato dall’Avis Provinciale di Olbia Tempio, dall’Avis comunale di Olbia e dal Centro Trasfusionale della Asl numero 2 di Olbia con la collaborazione di ThalassAzione Gallura.

Durante tutto il pomeriggio, i vari relatori chiamati a confrontarsi con la popolazione hanno affrontato argomenti importanti e spinosi: l’evoluzione della donazione, le cellule staminali e il loro utilizzo, le motivazioni della donazione. Essendo un convegno di carattere scientifico, i relatori non si sono risparmiati e sono entrati nei particolari cercando di essere il più chiari possibile data l’eterogeneità della platea in ascolto.

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Il dottor Antonio Rubattu, direttore del reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale di Olbia, ha parlato della donazione del sangue cordonale: una nuova tecnica indolore che, però, può salvare delle vite. “Solo il 4% delle donne dona il sangue cordonale, il 96% non lo fa – ha detto il dottor Rubattu -. Perchè le donne non donano? L’80% delle  partorienti non sa nulla in materia. In Italia le cose vanno un pochino meglio, ma non le donne non vengono informate dagli operatori“. Rubatto ha però voluto mettere in luce un altro aspetto legato alla donazione. La causa di morte più frequente per le partorienti è l’emorragia post-partum. Tra il 50 e il 70% di queste donne, secondo Rubattu, può essere salvata con l’adozione di protocolli sanitari adatti e con un’adeguata copertura di sangue. Una donna colpita da emorragia post-partum può essere salvata se le procedure vengono iniziate entro un’ora. Anche la sala operatoria più felice dell’ospedale, cioè la sala parto, può vivere momenti terribili e angoscianti che solo la donazione del sangue, accompagnata da protocolli sanitari adatti, può cancellare.

In chiusura convegno, si è parlato di terapia genica con il dottor Paolo Moi e Ivano Argiolas, l’uomo simbolo della terapia genica. Argiolas è infatti una delle persone che si è sottoposta volontariamente alla sperimentazione umana della terapia genica negli Stati Uniti. Una procedura complessa, descritta dal dottor Moi, che potrebbe portare alla guarigione dalla thalassemia. Ivano Argiolas non sa ancora se è guarito, ma di certo non ha messo in pausa la sua voglia di vivere e di raccontare agli altri la sua esperienza.

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