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Comitato Salva Olbia conferma: "Piano Nizzi costava 60 milioni di euro"

Il Comitato Salva Olbia interviene sul tema

Comitato Salva Olbia conferma:
Comitato Salva Olbia conferma:
Angela Galiberti

Pubblicato il 11 marzo 2021 alle 06:00

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Olbia. Non solo Olbia.it ricorda bene i bassi costi del primo “Piano Nizzi”, il piano anti alluvione presentato dall'attuale sindaco in carica poco prima della campagna elettorale del 2016 nella sala conferenze della Stazione Marittima di Olbia. La cifra, circa 60 milioni di euro, non è solo scritta sul programma elettorale ma è anche ben ricordata dal Comitato Salva Olbia guidato da Flavio Lai che, a tal proposito, ha scritto alla redazione.

“Letto il Vostro interessante articolo dal titolo: "OLBIA, RISCHIO IDROGEOLOGICO. QUANDO IL PIANO NIZZI COSTAVA 60 MILIONI DI EURO”, interveniamo per confermare l’affermazione del Sindaco circa il costo ipotizzato di 60 Milioni di Euro per la proposta Nizzi-Pagotto (prima dell’incarico alla Technital), ma anche per rilevare che i Comitati (più appropriato sarebbe parlare del “Salva Olbia”), avevano stigmatizzato, da subito, tale soluzione, pur col il nostro relativo gradimento per quella soluzione, rispetto al “Piano Mancini”. E’ successivamente che il costo lievitò, con l'offerta della Ditta Tecnital, la quale privilegiava nella presentazione in Consiglio Comunale la soluzione n° 3, quella senza vasche di laminazione e con solo scolmatore esterno tutto in galleria, del costo 208 Milioni di Euro; fu con emendamento presentato dallo stesso Sindaco che il deliberato definitivo privilegiò la soluzione n°2, quella con 15 ettari di “vasche” in Regione Mannazzu, ancor più interna rispetto a quella di Mancini a Putzolu, con scolmatore pur esso tutto in galleria, del costo di 154 Milioni di Euro”, scrive il comitato Salva Olbia.

Secondo il comitato coordinato da Flavio Lai, ci sarebbe l'intenzione di prediligere la soluzione più costosa in assoluto: ovvero quella con lo scolmatore a doppia canna con costi di costruzione di circa 200 milioni di euro. Scrive il comitato: “Oggi, con qualche pentimento, abbiamo idea si voglia tornare indietro andando alla n° 3, che prevede 12 chilometri di canali in galleria, di cui parte a doppia canna, senza alcuna vasca di laminazione. Il nostro intervento, oggi, per ribadire che il Comitato Salva Olbia ha sostenuto e sostiene, da sempre, la soluzione dello Studio d’Equipe di Olbia che prevede, semplicemente, scolmatore esterno quasi tutto a cielo aperto (soltanto tre tratti di circa 800 metri cadauno in galleria), del costo complessivo di 100 Milioni”.

“I soldi eccedenti (50 Milioni rispetto al “Mancini”, 108 rispetto alla soluzione “Nizzi-Technital”) a nostro parere, potrebbero essere utilizzati per regimentare il Rio Padrongianus (chiusa mobile per evitare, in occasione delle piene, l’interrimento della canaletta portuale), prendendo così “due piccioni con una fava”, salvando Città e Porto. Ciò senza trascurare la possibilità di dragare i fondali delle due anse di mare del Porto Romano e di Via Redipuglia, lavori utilissimi per facilitare il deflusso delle acque di piena provenienti dal Rio Seligheddu, dal Rio San Nicola e dal Canale Zozò”, sostiene il Comitato Salva Olbia.

“Non basta, si riuscirebbe a rendere ambientalmente interessanti e, finalmente, al sicuro le prescritte aree di rispetto fluviale (i lungo canali da riqualificare assieme ai Quartieri attraversati). Ricollegandoci, infine, al discorso fatto circa il mancato “tavolo” di esperti, che si sarebbe dovuto promuovere, viene da pensare che lo stesso non sia stato attuato perché ci si era ormai indirizzati verso i progettisti del “Mose di Venezia e del Ponte sullo Stretto di Messina”. Non a caso al 2° posto, nel Bando, si è classificato lo Studio Majone (di Milano-Parma), esso coprogettista dello scolmatore di Genova, che annoverava fra i tecnici quelli dello Studio d’Equipe di Olbia”, conclude il comitato.

Va da sé che, ad oggi, non si sa quale piano verrà usato per salvare Olbia dal rischio idraulico e idrogeologico: l'unico pronto era il Mancini riveduto e corretto, affossato dalla giunta Solinas; quello Nizzi/Technital – qualora fosse pronto in pochi mesi – dovrà comunque superare le procedure in vigore, seppur semplificate, e dovrà comunque essere costruito. A conti fatti, Olbia è ancora a rischio alluvione e lo sarà ancora per diverso tempo.