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Olbia che non c’è piu: una gita a Caprera

Bacchus 1085

 Olbia, 6 settembre 2019- Frequentavo l’avviamento commerciale così come tanti giovani di Olbia. Era l’unico istituto superiore esistente in città,  quello che oggi, con la legge n. 1859 del 31 dicembre 1962, conosciamo con il nome di scuola media inferiore. La sua ubicazione era in Corso Umberto, dove aveva anche la sede della scuola elementare.

Era l’anno scolastico 1951/ 1952, prima della fine dello stesso, la Direzione decise di fare effettuare ai componenti della terza classe una gita a Caprera, per fare visita all’unica figlia rimasta in vita di Giuseppe Garibaldi, Donna Clelia.

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Così si decise con l’approvazione dei componenti della classe e del corpo docente.
La partenza avvenne con il noleggiare un pullman della SITA che aveva la sua sede sempre in Corso Umberto poco lontano dalle sbarre del passaggio a livello che divideva il centro con il Rione di San Simplicio.
La gita avvenne un mattino del mese di Maggio.

Ci ritrovammo con tutti i compagni di scuola tra cui ricordo i nomi di Giovanni De Rosas, Giovannino Deiana, Antonio Brandano, Franco Ciulla, Irene Giagheddu, Vincenzo Cannas, e tanti altri.

Con noi il nostro sacco a pelo sulle spalle e un taccuino per gli appunti che i nostri professori si erano premuniti di farci prendere, dovendo noi scrivere al rientro dalla gita un tema su quanto avevamo visto e vissuto durante la giornata.

Il viaggio da Olbia a Palau per essere traghettati all’isola de La Maddalena, fu fatto senza ostacoli così come quello per arrivare a Caprera.

Il nostro stato d’animo era particolarmente ansioso.

Avevamo finalmente la possibilità di conoscere la figlia di colui che per noi era un mito, per quanto avevamo studiato nei libri di storia; c’era nell’attesa tanto romanticismo, Garibaldi per noi era un eroe, uno spirito fiero ed incorruttibile.

Una leggenda le sue imprese, un romanzo d’avventura la sua vita.
Così, giunti nel piazzale della sua abitazione, insieme ai professori venimmo accolti dalla figlia Donna Clelia. Una figura austera, vestita di scuro e in avanzato stato di età, ma con occhi vispi e carichi di vitalità.

Poco dopo, seduti sotto l’albero già imponente sistemato davanti alla sua abitazione, ascoltammo dalla viva voce di lei il racconto della vita del padre Giuseppe Garibaldi.


https://blog.graphe.it/2017/02/16/clelia-garibaldi-mio-padre

Tutt’intorno i colori e i profumi inebrianti di infiorescenze primaverili impregnati della brezza carica di salsedine di quella magica isola circondata da acque cristalline.

Noi estasiati e commossi eravamo intenti a non lasciarci sfuggire nulla della descrizione delle imprese dell’eroe dei due mondi, il cui fascino della sua personalità veniva descritto dalla figlia in un racconto che lasciava trasparire il vigore dell’amore incondizionato per suo padre, tanto da rendere quella figura femminile davanti a noi più giovanile nella compostezza e grazia dei modi.

Un silenzio profondo accompagnava le parole di  Donna Clelia Garibaldi.
Noi ascoltavamo ogni frase, di quella fine scrittrice che spese tutta la sua vita per onorare suo padre e descrivere quegli attimi vissuti per me non è facile.

Erano momenti che sarebbero rimasti impressi nella mia mente per sempre. Momenti descritti da colei che era parte integrante della vita di un militare, della semplicità che sconfinava nella povertà che tutt’ora colpiscono la fantasia della gente.
Al termine della rievocazione della figura del padre, Donna Clelia ci invitò a visitare le camere dell’appartamento per ammirare i cimeli che erano raccolti in esso.

Avevamo dinanzi a noi tanti e tanti momenti di storia, di un uomo che è stato il faro del risorgimento Italiano, insieme a Cavour, a Mazzini e a Vittorio Emanuele.
Lasciammo l’abitazione e ci portammo dopo aver percorso una breve discesa di fronte alla sua tomba, sempre accompagnati da Donna Clelia, per una preghiera nei confronti dell’Eroe dei due mondi.

 

Clelia Garibaldi, nata a Caprera il 16 febbraio 1867, quando l’abbiamo conosciuta aveva 86 anni, morirà poco prima di compiere 92 anni, il 2 febbraio 1959  a Caprera,  in quell’isola che era rimasta sempre la sua casa, anche se durante la sua vita ebbe altre residenze temporanee.

Rientrammo ad Olbia, avevamo in noi una sensazione di aver arricchito il nostro spirito con un qualcosa difficile da descrivere.

Grazie alla gita a Caprera, grazie alla scuola e agli illuminati professori di averci dato la possibilità di conoscere Clelia, la figlia di Giuseppe Garibaldi.
È stato bello.

Maresciallo, Salvatore Careddu.

Il Pino di Clelia

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