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Cronaca Olbia

Olbia, caso Selene Barbuscia: “mia figlia è stata uccisa”

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Olbia, 18 gennaio 2020 – Una madre non si ferma davanti a nulla: sembra una frase retorica, ma non lo è. Soprattutto quando si parla di storie crude, disperate, dove la Giustizia sembra quasi arrancare e allora solo l’amore di un genitore o di un parente – si veda l’esempio lampante di Ilaria Cucchi – può abbattere certi muri spessi di silenzi.

La storia di cui parliamo oggi è quella di Selene Barbuscia: la 31enne trovata morta in un appartamento della ex Asl di Olbia, situato in una traversa di Viale Aldo Moro, lo scorso mese di luglio.

ENI di Paolo Pisanu

Le cause della morte? Overdose e quindi – in un primo momento – suicidio, ma l’esame tossicologico non spiega tutto.

Non spiega la paura di Selene, non spiega la vita di Selene e non spiega nemmeno lo stato in cui il corpo di Selene viene trovato all’interno di quell’appartamentino.

A volere risposte e giustizia è la famiglia che, senza sosta, bussa a tutte le porte e fa domande. Domande scomode che sono arrivate su quotidiani nazionali e trasmissioni tv: a occuparsi del caso con costanza è Chi l’ha visto? condotta da Federica Sciarelli, che recentemente è tornata a intervistare la madre Daniela Tassi e il fratello Samuele Barbuscia.

Secondo la famiglia qualcosa non torna. E non è un caso se le indagini sulla morte della ragazza sono state, per così dire, riaperte: a seguirle sono i Carabinieri della Stazione Olbia Centro, i quali devono districare una matassa assai intricata fatta di messaggi vocali, frequentazioni particolari, tabulati telefonici da setacciare e amicizie “pericolose”.

“Mia figlia non si è suicidata, è stata uccisa – racconta la madre di Selene, Daniela Tassi -, lei aveva il terrore degli aghi. Lei aveva paura, lo diceva continuamente, e non voleva morire. Mi diceva che non sarebbe dovuta tornare a Olbia, temeva per la sua vita e ora non c’è più”.

Selene Barbuscia era una ragazza ironica, generosa, ma anche estremamente fragile con una vita complicata alle spalle: una fragilità che, secondo la famiglia, potrebbe averla messa nei guai.

In un drammatico messaggio vocale, mandato in onda a Chi l’ha visto?, la ragazza racconta di alcuni presunti maltrattamenti.

Selene viene ritrovata poco tempo dopo senza vita con una siringa nel braccio destro e numerosi lividi sul corpo. 

Della vita particolare di Selene Barbuscia non si conosce molto: dolce ed irrequieta, la 31enne originaria di Jesi, era appassionata di serie Tv poliziesche e da un certo punto in avanti la sua esistenza ha preso una piega strana, violenta e senza regole, con frequentazioni molto strane.

Traccia di queste stranezze si ritrovano nella cronaca locale: nel 2013, la ragazza viene arrestata nell’ambito di un’indagine per traffico internazionale di droga condotta dal Commissariato di Olbia.

Nell’ultima puntata di Chi l’ha visto? altri pezzi del puzzle vengono aggiunti: le numerose tracce lasciate da Selene in quei giorni e in quelle ore  concitate raccontano qualcosa su cui chi indaga dovrà fare delle verifiche. Tra quelle tracce vi è anche una denuncia.

Messaggi e vocali, le cui circostanze narrate vanno ovviamente verificate, fanno intendere che in quella casa forse stava succedendo qualcosa di strano con più persone coinvolte.

Lo confermano, a Chi l’ha visto?, due amici della vittima che hanno accettato di essere intervistati.

“Mia figlia è stata manipolata. Qualcuno si è approfittato della sua fragilità”, afferma la madre, Daniela Tassi. La famiglia teme che, a causa del giro strano in cui era finita, possa aver pestato i piedi a qualcuno.

Le domande sulla tragica fine di Selene Barbuscia sono tante e la famiglia si aspetta delle risposte che diano giustizia a una ragazza fragile che ora non c’è più.

  • Perché Selene Barbuscia sarebbe stata uccisa?
  • Era davvero sola, in casa, o c’erano davvero altre 4 persone?
  • Perché, se Selene era destrimana, l’ago è stato trovato a destra?
  • Cosa avrebbe potuto vedere e sapere Selene grazie alle sue frequentazioni pericolose?

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