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Olbia, Cani e lungomare. La Capitaneria: nessun divieto per Fido

Psd’az contro guardie ecozoofile: fanno solo multe, non intervengono per cose più importanti

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Olbia, 28 Novembre 2016 – Comune “contro” cani e padroni, multe e infine un conflitto di competenze rilanciato dai sardisti. Che la vita per i padroni dei cani sia diventata difficile, a Olbia, è ormai una cosa risaputa: il Parco Fausto Noce è diventato off limit (eccezion fatta per la buia e mal frequentata area per cani) e l’area del waterfront si è tramutato nel regno delle multe “anti-cane”.

Su questo tema interviene a gamba tesa la segreteria cittadina del Partito sardo d’azione guidata da Lidia Fancello. “Si potrebbero chiamare gli sceriffi di Settimo o se preferite i Nizzi’s Angels. Sono le nuove guardie ecozoofile, che con tanta solerzia presidiano le zone urbane di Olbia, in materia di animali e salvaguardia dell’ambiente. Qualcuno mette in dubbio la loro preparazione in merito, in quanto non avendo seguito alcun corso alla ASL dovrebbero essere classificate semplicemente guardie ecologiche. Preparazione o meno, il problema è che l’attenzione di questo nuovo corpo di vigilanza comunale concentrata prevalentemente al parco Fausto Noce e nell’area verde del Water Front (dovesi lamenta un conflitto di gestione con l’autorità portuale), sta diventando asfissiante – scrive con piglio ironico (ma non troppo) Lidia Fancello. A questo proposito produciamo il documento di risposta dell’autorità Portuale su richiesta di uno dei tanti possessori di cani che ha voluto rimanere anonimo per paura di ritorsioni, in merito all’uso e al transito in dette aree. La risposta datata 28 ottobre 2016, protocollata col numero 13.03.17, firmata da Raffaele Esposito, capo reparto Tecnico Amministrativo della sezione Tecnica Sicurezza e Difesa Portuale, è stata inviata con PEC al Comune di Olbia e al Comando di Polizia Locale Olbia“.

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Il documento così recita:

“… Al riguardo, nel far presente che le aree in questione ricadono all’interno del demanio marittimo gestito dalla locale Autorità Portuale, si rappresenta che da parte di questa Capitaneria di Porto e, per quanto è dato sapere, dal predetto Ente, non risultano essere state emanate Ordinanze relative al transito degli animali d’affezione, ne’ tantomeno è presente in loco apposita segnaletica che vieta l’accesso agli animali nelle aree in questione. È implicito tuttavia che la condotta dei detentori di animali d’affezione deve essere improntata al rispetto dele norme di tutela di salute pubblica e dell’ambiente, nonché dei principi della corretta convivenza tra uomo e animale ed in generale del buon senso civico …”

Lidia Fancello, sulla base di queste righe, rincara la dose: “Va da se che non solo il comune pur avendo in uso l’area, non ha diritto di piazzare segnaletica, ma ove mai potesse esercitare controllo, non potrebbe altresì elevare multe in un’area che esula dalla propria competenza. Premesso che i possessori di cosiddetti animali d’affezione, si distinguono per la loro grande civiltà, in quanto circolano con le bustine e i guanti per la raccolta delle deiezioni, la “tolleranza zero” verso i migliori amici dell’uomo e i loro proprietari, è arrivata ad un livello tale, che si può parlare senza ombra di dubbio, di comportamenti vessatori e persecutori: i possessori di cani lamentano addirittura agguati da dietro i cespugli, minacce di sequestro dell’animale, multe elevate per il solo scorazzare dell’animale sul prato erboso, accerchiamento di passanti con cane a guinzaglio (di preferenza ragazzine e anziani) con fare minaccioso, continui ed estenuanti controlli dei microchip, nei quali ricordiamo sono conservati anche i dati sensibili dei padroni. A chi ha fatto notare loro una certa arroganza pare qualcuno abbia risposto candidamente: “Noi ubbidiamo solo a Settimo”“.

L’azione delle guardie ecozoofile viene aspramente criticata dal Psd’Az: “Ci si augurerebbe che con la stessa prontezza rispondessero alle allarmate chiamate di chi segnala cecchini che dai poggioli si divertono a sparare agli animali con armi da software o indagare sugli avvelenamenti da strichinina certificati dai veterinari, che periodicamente fanno strage di gatti e cani di piccola taglia“.

In un momento in cui la medicina ufficiale riconosce ai nostri migliori amici addirittura una funzione terapeutica, è recente la notizia dell’istituzione all’Ospedale San Giovanni Paolo II del reparto per la PET Terapy, la nostra amministrazione comunale non trova di meglio che perseguitare liberi cittadini, il cui unico peccato è quello di detenere un cane al seguito – conclude Lidia Fancello –L’invito che il Psd’Az. fa a tutti gli olbiesi è quello di farsi una passeggiata sul Water Front e fare conoscenza con queste “temibili nuvolette di cotone” alle quali viene raccomandata perfino la museruola, ma l’invito che facciamo è soprattutto a questa amministrazione comunale e cioè quello di portare un maggiore rispetto e considerazione verso i propri cittadini i quali hanno pienamente diritto di viversi con serenità la compagnia dei loro amici a quattro zampe, senza subire inutili e ridicole persecuzioni“.

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