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Olbia Calcio, squadra va in ritiro: 3 settimane tra allenamento e rituali sportivi

Gli atleti si preparano ad uno dei momenti cruciali dell'anno

Olbia Calcio, squadra va in ritiro: 3 settimane tra allenamento e rituali sportivi
Olbia Calcio, squadra va in ritiro: 3 settimane tra allenamento e rituali sportivi
Camilla Pisani

Pubblicato il 01 luglio 2021 alle 06:00

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Olbia. Il diciassette luglio comincia il ritiro dell’Olbia Calcio, tre settimane intense durante le quali i ragazzi della squadra alterneranno alla vita quotidiana moltissime ore di allenamento: come avviene dal 2019, il ritiro si terrà a Buddusò, all’interno di una casa antica che l’amministrazione comunale ha dedicato alla squadra, facendola diventare una vera e propria Casa Olbia. “A Buddusò abbiamo trovato la dimensione ideale per il ritiro, anche grazie all’ottima comunicazione e disponibilità che il Comune ha sempre dimostrato nei nostri confronti e che cerchiamo di ricambiare in maniera attiva, proponendoci come veicoli di promozione del territorio. Tra Olbia e Buddusò c’è un legame storico e consolidato, confermato anche dalla presenza di moltissimi buddusoini ad Olbia. La scelta di Buddusò è anche strategica, perché questa località è una delle più vicine ad Olbia attrezzata per ospitare una squadra professionistica, per quanto riguarda le strutture sportive; inoltre, dal punto di vista climatico, è decisamente più fresca e d’estate questo e un fattore importante per gli allenamenti” racconta l’ufficio stampa dell’Olbia Calcio. L’abitazione di tre piani, ubicata in centro storico, ospita gli atleti che, per tre settimane, vivono una routine fatta di due allenamenti al giorno, di cui uno al mattino presto, pasti regolari e coprifuoco: se già durante l’intero anno ai calciatori viene richiesto di rispettare alcune regole per tutelare la loro efficienza fisica, il ritiro rappresenta il culmine delle accortezze. Oltre a “mettere benzina nelle gambe”, queste settimane servono a rafforzare lo spirito del team e ad accogliere le nuove leve, considerando che il gruppo viene rinnovato ogni anno per il 30-40% della sua composizione: il ritiro ha dunque ha una grande funzione relazionale e sociale. “Anche l’aspetto alimentare diventa essenziale, ragion per cui ogni pasto è strutturato per essere perfettamente bilanciato, con tutti i nutrienti principali nelle giuste quantità; di solito viene proposta verdura in quantità, pasta condita in modo leggero e semplice, fettina di carne ai ferri o bresaola. Per la sera, è previsto un coprifuoco che gli atleti rispettano di buon grado anche perché due allenamenti al giorno richiedono una dose di energia ottimale; questo fa parte del loro lavoro ed è funzionale alla buona riuscita della stagione” continua Matteo Sechi, ufficio stampa Olbia Calcio. Un ritiro sportivo presuppone, oltre ad una disciplinata routine, anche dei rituali: ogni squadra ne ha qualcuno, e l’Olbia Calcio non fa eccezione: ogni nuovo giocatore deve infatti superare una prova d’iniziazione, in chiave ironica e goliardica; il battesimo del canto, ovvero un’esibizione davanti al resto della squadra in cui il nuovo arrivato intona i versi di qualche canzone. Benché il ritiro duri ufficialmente tre settimane, Casa Olbia rimane aperta per gli atleti che hanno necessità di alloggio, quindi di solito si torna ad Olbia verso l’inizio di settembre. “Per ringraziare dell’ospitalità accordataci dall’amministrazione comunale di Buddusò, ci presentiamo come strumento di promozione del territorio, delle loro bellezze culturali ed artistiche; l’anno scorso col Covid è stato complicato, ma contiamo di dare vita ad iniziative come quella portata avanti col Museo di Buddusò, in seguito alla quale abbiamo prodotto contenuti audiovisivi” conclude l’ufficio stampa della squadra. Tra poche settimane si apre uno dei momenti più cruciali della stagione calcistica, un periodo delicato ma allo stesso tempo intensissimo, nel quale dare il massimo per prepararsi atleticamente e psicologicamente, consolidando quel senso di squadra che tanto influisce sui risultati.