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L’Olbia manda l’Arezzo al tappeto: gol di Capello e Ragatzu

Le parole di Mister Mignani, Piredda e Muroni al termine della gara.

foto: www.olbiacalcio.com
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Olbia, 19 Dicembre 2016 – Il mister aveva invocato continuità e la risposta è arrivata. L’Olbia manda l’Arezzo al tappeto con un micidiale 2-0 firmato Capello-Ragatzu e lo fa con il piglio e la concretezza della squadra matura e intelligente. Senza mai tralasciare l’eleganza e il brio di una filosofia di gioco sulla quale,  a ben vedere, oggi l’Olbia può dichiarare di avere l’esclusiva. Un plauso forte, che fa eco a quello tributato dallo stadio, va anche alla società e alla tifoseria aretine, che questo pomeriggio hanno voluto omaggiare Bruno Nespoli, loro conterraneo, con una corona di fiori e una splendida coreografia.

L’avversario in campo, l’Arezzo di Sottili, non era sicuramente dei più facili da affrontare. Terza forza del torneo, quattro risultati utili consecutivi alle spalle, entusiasmo alle stelle di una piazza che sente il profumo dello splendore. L’Olbia è stata più forte di tutto questo. Con decisione, grinta e voglia di vincere i bianchi hanno ottenuto una meritata vittoria che permette di chiudere il girone d’andata a quota 27 punti in classifica e in piena zona playoff. Fantastico.

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Quello che doveva succedere, succede nel primo tempo. Mignani, che deve fare a meno di Geroni (squalificato) e di Cossu e Pisano (in panchina e acciaccati), disegna un’Olbia più fisica e muscolare indovinando al meglio le pedine dello scacchiere. La difesa è puntuale e ordinata, il centrocampo recupera e gestisce al meglio un’infinità di palloni. Il tridente? Semplicemente devastante perché imprevedibile nelle ripartenze.

Succede allora che al 10′ Kouko è una saetta che si fionda su una palla quasi persa anticipando il portiere e guadagnando un rigore: dal dischetto va Capello che spiazza Benassi e fa 1-0. Il raddoppio arriva invece da un’invenzione di intuito, potenza e tecnica di Daniele Ragatzu. Al 19′ il numero 10 bianco pressa e induce all’errore Milesi recuperando la palla sulla sinistra per poi accentrarsi e scaricare un diagonale che non lascia scampo al portiere aretino: 2-0!

L’Olbia in campo è una sinfonia rock, l’Arezzo cerca di inserirsi tra le note dello spartito biancolbiese, ma ogni sforzo è vano perché i tentativi vanno a infrangersi sui muscoli di Tetteh, sul senso della posizione di Muroni, sul tempismo di Dametto. In generale su un’Olbia tatticamente perfetta, orgogliosamente giovane, spigliata e vincente. Che regala al proprio pubblico un primo meraviglioso regalo natalizio. Il prossimo, con l’aiuto di tutti, si può scartare venerdì 23 contro il Renate.

Raggiante e consapevole di aver diretto i lavori di un’altra piccola grande impresa. Dopo il successo sull’Arezzo, mister Mignani incassa i complimenti e li gira ai suoi ragazzi: “Sono contento del risultato e dell’atteggiamento della squadra che è riuscita a dare continuità dopo la vittoria di Siena. I ragazzi hanno voluto questa vittoria con tutte le forze, lottando e soffrendo insieme con cuore e organizzazione. A volte volere le cose vale più di tutto il resto“.

I complimenti arrivano anche dal mister dell’Arezzo Sottili, che ha visto un’Olbia “esperta e navigata, quasi fosse una squadra di trentenni”: “Noi – risponde Mignani – abbiamo giocato con quello che che potevamo portare in campo, oggi i più giovani hanno fatto bene dando un segnale di crescita, così come quelli un po’ più grandi stanno proseguire il loro percorso. L’auspicio è di continuare su questa strada“.

Sui gol, l’Olbia ha saputo sfruttare al meglio le incertezze dell’Arezzo: “A volte le partite nascono in questo modo – è l’analisi di Mignani – abbiamo capitalizzato al meglio le occasioni che l’avversario ci ha concesso. Poi abbiamo assistito a una partita molto battagliata in mezzo al campo e ho visto un vero spirito di squadra nei miei ragazzi. Chi ha giocato ha sostituito al meglio gli assenti. Tetteh e Muroni? Ci hanno dato forza e fisicità“.

L’Olbia ha chiuso il girone d’andata a quota 27 punti, adesso due partite contro Renate e Lucchese per capire se si può sognare? “Ci vuole sempre equilibrio perché il campionato è lungo e insidioso. Adesso voglio pensare a godermi questa vittoria, recuperiamo le energie e da domani iniziamo a pensare al Renate. È una squadra tosta e sarà una partita da preparare con attenzione“.

Tra i protagonisti assoluti della bella vittoria sull’Arezzo, Marco Piredda e Mattia Muroni hanno retto insieme a Tetteh gli equilibri del centrocampo dell’Olbia. “In settimana avevamo studiato come andare a prendere l’Arezzo nelle uscite e direi che ci siamo riusciti bene” è la disamina di Piredda che poi prosegue: “Abbiamo sofferto un po’ nella seconda parte del primo tempo, quando ci siamo allungati concedendo campo all’Arezzo ma poi ci siamo ricompattati giocando bene la palla“. Poi c’è spazio per un elogio al mister: “Abbiamo un allenatore che ci fa giocare a calcio e questo è importante soprattutto per i più giovani“. L’Olbia vince e convince, ma il campionato è ancora lungo: “Ogni partita è una storia a sè, il segreto è dare il massimo in settimana per poterci esprimere al meglio la domenica. Mi sembra evidente ormai che in questo campionato non esistono partite semplici, bisogna lottare sempre“.

Chiamato a sostituire Geroni in cabina di regia, Muroni ha diretto con sagacia il centrocampo dell’Olbia garantendo al contempo grande dinamismo in fase di interdizione. “Questo è un 2-0 che vale tanto perché ottenuto contro una squadra forte. Stiamo migliorando e maturando, oggi ci siamo presi tre punti che ci permettono di chiudere al meglio il girone d’andata” dice il mediano oristantese, che poi passa a spiegare la chiave tattica del match: “Andare subito in gol ha tagliato le gambe all’Arezzo e ci ha permesso di giocare in maniera ordinata e compatta resistendo alla loro reazione. Segnato su errori loro? Il calcio è questo, siamo stati bravi noi a creare i presupposti“. Con questa vittoria l’Olbia si inserisce con decisione nella zona playoff, ma Muroni predica umiltà e razionalità: “Noi dobbiamo restare concentrati e non esaltarci. Pensiamo a chiudere quanto prima il discorso salvezza, poi cercheremo di toglierci le nostre soddisfazioni“.

 

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