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Olbia | Artport Gallery: tecnologia 3D per promuovere beni culturali

Artport Gallery visibile fino a domani mostra “Archaeological Sardinia 3D”: l’uso della tecnologia per conoscere e promuovere l’immenso patrimonio archeologico e monumentale della Sardegna |

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Olbia, 17 Ottobre 2019 – Un luogo di partenze e arrivi, l’Aeroporto Olbia Costa Smeralda diviene spazio per altri viaggi di conoscenza.

In programma una partenza insolita verso una civiltà oggetto di studi e ricerche, che attrae e incuriosisce sempre più persone: la civiltà nuragica proposta in modo “avanguardistico” nel piccolo spazio Artport Gallery.

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La piccola fucina d’idee – con un numero importante di ben centocinquantasette mostre   – ormai da anni si occupa non solo di allestimenti d’arte,  ma è divenuta un eccellente centro divulgativo del patrimonio culturale sardo, grazie ad una location che vanta un intenso   passaggio di gente, da ogni parte del mondo.

Attualmente ospita la mostra  “Archaeological Sardinia 3D”  a cura di Maria Assunta Fodde, – responsabile scientifico del museo per  la Geasar, –  che si è avvalsa del coordinamento tecnico di Valentina Soropromossa dall’Assessorato regionale al Turismo, con  le preziose collaborazioni della Soprintendenza Archeologica di Sassari e Nuoro per il prestito dei reperti esposti; il Polo Museale della Sardegna; il Servizio Patrimonio culturale, editoria e informazione dell’Assessorato regionale  alla Cultura con l’importante progetto Virtual Archaeology;  il Museo Archeologico Nazionale di Cagliari; il CRS4-Sardegna Ricerche; le cooperative Liber di Buddusò; CoolTour Gallura di Santa Teresa Gallura; Anarchea di Nuoro e il Centro Studi Basilica San Gavino di Porto Torres.

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Askos manufatto in ceramica del periodo nuragico ritrovato nel sito Lu Brandali a Santa Teresa di Gallura XI e X sec.a.C.

La mostra visitabile fino a domani, 18 ottobre, presenta alcuni progetti multimediali che vertono sulla ricostruzione di beni del nostro patrimonio culturale mediante le innovative tecniche 3D.

La tecnologia,  oltre ad essere un eccellente supporto didattico, si mostra così un valido strumento per la promozione dell’eredità archeologica e monumentale della Sardegna.

Con l’ausilio di visori, ma non solo, con piattaforme web, tablet, pc, ci si addentra, come per magia, in un mondo distante milioni di anni luce ricreato con un realismo che avvince ed emoziona.

La metodologia classica accanto a quella digitale permette di creare un modello più completo, che vede l’informazione reale arricchita dai dati forniti dall’archeologo, raccolti sul campo,  da ricerche e indagini su materiale cartografico, archivistico e bibliografico.

Perciò la realtà virtuale diviene una forma integrativa dei dati, ma presenta una dimensione emotiva maggiore per le raffigurazioni realistiche supportate da suoni, immagini ed elementi dinamici.

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Pintadera  XII-IX sec. a.C.

Uno strumento didattico di forte impatto visivo, in cui si ricrea la suggestione di esser noi uomini nuragici nelle strade dei villaggi o dentro  tombe affrescate che conservano colori brillanti e decorazioni di quella misteriosa civiltà.  Una bella emozione che difficilmente si dimentica e che supporta il grande valore  formativo di questi progetti.

In mostra  sono presenti alcuni reperti archeologici per evidenziare l’oggetto di studio  quale bene del patrimonio culturale da promuovere, tra i quali la bellissima Pintadera datata tra il XII-IX sec. a.C., proveniente dallo scavo archeologico del complesso Janna e’ Pruna nei pressi di Irgoli, usata come timbro decorativo sul pane.

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Calcolatrice meccanica – Summa 15 – del 1949 di Marcello Nizzoli

L’approccio più scientifico invece viene enfatizzato con oggetti che hanno segnato il percorso evolutivo del 3D: la calcolatrice meccanica – Summa 15 – del 1949 di Marcello Nizzoli dotata di un piccolo joystick che rimanda all’esperienza e acquisizione di conoscenza virtuale.

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Macchina fotografica a soffietto Kodak

La piccola interfaccia di posizione nelle quattro direzioni: alto, basso, destra, sinistra, permetteva di associarle alle operazioni, da far effettuare alla macchina, come somma,  divisione, sottrazione e moltiplicazione;  una macchina fotografica a soffietto, da collezione privata, che ha documentato la guerra di Eritrea e presenta a lato una piccola lente rotante utilizzata per ingrandire; infine una delle prime fotocamere digitali Apple datata 1994 (0,3 Mpixel  memoria 1Mb).

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una delle prime fotocamere digitali Apple – 1994

Questi oggetti  di modernariato, preziosi per i collezionisti,  sono riconducibili al calcolo e all’immagine fotografica e rimandano alla definizione del 3D ovvero l’immagine in prospettiva creando  la profondità di campo.

La mostra propone dei tour virtuali in cui, con l’utilizzo di software sofisticati, ci si può  muovere nello spazio, ingrandire elementi strutturali per visualizzare dettagli, valutare cromatismi e forme.

Vorremo segnalare  il tour virtuale della Basilica di San Gavino di Torres del XI sec., a cura del Centro Studi della Basilica. Un progetto che mostra la struttura della chiesa in 3D in uno studio approfondito delle murature, capitelli, fregi secondo moderni criteri d’indagine dell’archeologia dell’Architettura. Da uno sguardo d’insieme ci si può soffermare su dettagli che si possono ingrandire, offrendoci  più informazioni da un punto di vista storico-architettonico del monumento ma, nello stesso tempo alimentando il desiderio di ulteriori approfondimenti.

Ora, ci si sposta verso Thiesi con altre esplorazioni virtuali all’interno di una  Domus de Janas della necropoli di Mandra Antine, scoperta dall’archeologo Ercole Contu nel  1960.   Suggestiva la ricostruzione in 3D. Il tour virtuale permette di entrare nelle singole stanze, ammirarne i colori che incredibilmente hanno resistito al tempo, valutare il materiale di costruzione ed esplorare lo spazio esterno scelto come luogo di sepoltura.

Ciò che colpisce il nostro sguardo è la bellezza cromatica degli interni con sezioni di rosso cinabro ancora brillante. Sembra che il tempo abbia deviato dal suo correre eterno, permettendo alla contemporaneità di usufruire di queste incredibili bellezze.

Presente in mostra l’interessante progetto del CNRS4, che oltre ad aver realizzato la suggestiva  ricostruzione virtuale del Pozzo sacro di Santa Cristina nei pressi di Paulilatino,  ha  creato le riproduzioni in 3D dell’imponente complesso scultoreo dei giganti di  Mont’e Prama dal nome del sito archeologico, situato nel centro della penisola del Sinis dove sono stati rinvenute le statue.

Il gruppo di lavoro del CNR della Regione Sardegna ha rilevato le misure di ogni singola statua per ricostruirla digitalizzata. È possibile guardare la statua a 360 gradi, ammirarne bellezza,  forma, materiale e usura. Una ricostruzione che  ha lavorato su ben 60.000 fotografie per raggiungere quel realismo che il tour virtuale permette di cogliere in tutto il suo splendore e mistero.

Altro progetto cofinanziato dall’Unione Europea insieme alla Regione  sarda   è  Sardegna Virtual Archaeology   a cura del Servizio Beni Culturali e Sistema museale sardo. Sono stati ricostruiti in 3D ben 17 siti: i più interessanti e strutturati del patrimonio culturale della Sardegna. In considerazione dell’immenso bene archeologico presente nell’isola, il progetto si pone l’obiettivo di divulgare affinché si possa conoscere, studiare e approfondire.

Alle ricostruzioni virtuali vengono inserite altre risorse multimediali, che permettono di avere un quadro d’insieme ponendosi come valido strumento didattico. Nello stesso tempo, danno la possibilità  di accedere e quindi di poter fruire di siti  difficili da raggiungere. Una postazione è presente nel Museo Archeologico di Cagliari creando la possibilità di un’informazione completa con la presenza dei reperti esposti.

Infine, parliamo di un interessante progetto sul sito archeologico del XIV sec. X sec. a.C.  “Lu Brandali. Leggi Tocca Ascolta” : una mostra  di archeologia nuragica sensoriale che permette anche a persone diversamente abili di conoscere  contenuti della civiltà nuragica. La mostra si avvale di dispositivi audio, tattili come il calco per non vedenti realizzato da Valentina Soro, reperti archeologici originali trovati nella tomba dei giganti,  rappresentazioni in 3D   con visori e tablet, stampe in braille, Virtual Reality: dove ci si immerge nella vita quotidiana di un villaggio nuragico in cui  la parola d’ordine sembra esser “vietato non toccare”.

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Il calco di Lu Brandali

Le potenzialità della mostra “Archaeological Sardinia 3D” sono infinite. Un valore esperienziale non solo legato alla didattica e conoscenza, ma alla necessità di valorizzare e promuovere il nostro immenso patrimonio culturale.

A ciò possiamo aggiungere la natura con le bellissime sculture di pietra  scolpite dal tempo, le bellezza delle grotte,  le foreste e luoghi incontaminati, oltre naturalmente al mare.

Per concludere che Cultura, Mare e Natura sono le nostre “materie prime” da considerare come  risorse economiche al fine di traghettare la Sardegna verso un turismo annuale sì da migliorare il profilo socio-economico dell’isola.

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