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Olbia, analisi del sangue: in ospedale niente esame per l’omocisteina

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Olbia, 24 marzo 2019- Ebbene sì, nell’era del bombardamento mediatico, con campagne mirate sull’importanza della prevenzione delle malattie cardiovascolari, che espongono la persona a possibili gravi conseguenze come per esempio l’ictus celebrale o la trombosi, ti rechi all’ospedale di Olbia perchè il medico ti prescrive un importante esame del sangue e scopri che questo tipo di analisi non viene effettuata.

È successo a un olbiese al quale sono stati prescritti una serie di esami clinici di controllo. Munito di ricetta rossa per le analisi, al momento di pagare ha scoperto che l’indagine per conoscere i valori di omocisteina nel sangue all’ospedale San Giovanni di Dio di Olbia non viene effettuata. “Provi a recarsi dai privati per vedere se lo effettuano, altrimenti si metta in contatto con l’ospedale di Sassari o di Nuoro”  gli è stato risposto da un garbato operatore del CUP.

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Certo, il paziente, che in questo caso racchiude insieme il significato di aggettivo e sostantivo, ora avrà un bel da fare per cercare di capire quale dei due ospedali, tra Nuoro e Sassari, effettua l’importante esame di prevenzione che gli è stato prescritto. Altrimenti non gli resta che telefonare ai vari centri per sapere se almeno in qualche struttura privata è possibile fare questo tipo di analisi.

Per capire il valido motivo per cui sarebbe importante conoscere il dosaggio dell’omocisteina nel sangue, basta consultare il sito dell’Istituto Superiore di Sanità www.issalute.it alla voce omocisteina che riportiamo integralmente:

“L’omocisteina è un aminoacido presente nell’organismo in quantità molto piccole. Deriva dal metabolismo della metionina, un aminoacido essenziale che deve essere introdotto con l’alimentazione (soprattutto carne, uova, latte, legumi).

Nelle persone sane, l’omocisteina è subito trasformata in altri prodotti grazie all’azione delle vitamine B6 e B12 e dei folati (acido folico). Se con l’alimentazione si assumono quantità insufficienti di queste vitamine e di acido folico, l’omocisteina si accumula nel sangue e può provocare danni al sistema nervoso, cardiovascolare e osseo.

L’esame serve a misurare la quantità di omocisteina presente nel sangue (omocisteinemia). È importante perché valori elevati sono stati messi in relazione ad un aumento del rischio di sviluppare malattie cardiovascolari anche gravi, quali arteriosclerosiinfarto del miocardioictus cerebrale e trombosi.
Diversi fattori possono influire sulla quantità di omocisteina nel sangue:

  • fattori ambientali, quali il fumo, l’alcol, il caffè e l’inattività fisica
  • fattori fisiologici, quali l’età ed il sesso (i livelli di omocisteina sono più bassi nelle donne rispetto agli uomini. Nelle donne si osserva un aumento dopo la menopausa, molto probabilmente dovuto ad una diminuzione degli estrogeni)
  • malattie quali insufficienza renale e ipotiroidismo
  • assunzione di farmaci (contraccettivi orali, antiepilettici)
  • fattori ereditari (omocistinuria)

Generalmente, l’esame per il dosaggio dell’omocisteina nel sangue è richiesto nei seguenti casi:

  • quando si sospetti una possibile carenza di vitamina B12 o di folati (persone malnutrite; anziani a causa di un ridotto assorbimento intestinale; alcolismo e abuso di droghe)
  • in seguito ad un infarto del miocardio, a un ictus o a una trombosi venosa in assenza di fattori di rischio tradizionali (quali il fumo, l’ipertensione arteriosa e l’obesità)
  • per valutare il rischio cardiovascolare associato all’età, all’abitudine al fumo, alla pressione arteriosa, alla colesterolemia totale e HDL, al diabete e al sesso del soggetto
  • quando si sospetti la presenza di una malattia metabolica rara (omocistinuria)

I disturbi (sintomi) di carenza di vitamina B12 e folati possono essere subdoli ed aspecifici e possono includere: diarreavertigini, senso di fatica e debolezza, perdita dell’appetito, pallore, battito cardiaco accelerato, fiato corto, dolore alla bocca e alla lingua, formicolio , intorpidimento alle mani, piedi, braccia e gambe.

La determinazione dell’omocisteinemia permette di rilevare la carenza in persone con un deficit iniziale, prima che si verifichino manifestazioni evidenti e più gravi.

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