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Olbia, 8 anni dall'alluvione: DIAMOCI UNA MOSSA!

Troppo tempo è passato: la città non è ancora sicura

Olbia, 8 anni dall'alluvione: DIAMOCI UNA MOSSA!
Olbia, 8 anni dall'alluvione: DIAMOCI UNA MOSSA!
Angela Galiberti

Pubblicato il 18 novembre 2021 alle 06:00

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Olbia. 18 novembre 2021: sono passati otto anni dall'alluvione (la prima) che ha devastato la città di Olbia e dopo 8 anni siamo ancora qua a domandarci quando la città di Olbia potrà dirsi al sicuro.

Diciamoci la verità, signor sindaco di Olbia Settimo Nizzi: lei è molto fortunato - e noi olbiesi con lei, ma di riflesso.

Fortunato perché in questi 5 anni tutte le perturbazioni vagamente minacciose che sono passate sul Mediterraneo hanno solo sfiorato la nostra città. E' fortunato perché mentre lei combatteva politicamente contro il Piano Mancini - unico progetto appaltabile, l'acqua andava a creare danni nel territorio di qualche altro sindaco meno avvezzo alla cornucopia del Fato.

Lei è fortunato perché non ha dovuto vedere e gestire con la fascia tricolore sul petto la città devastata dall'acqua, i funerali delle vittime, la disperazione delle famiglie.

Lei ha scommesso in questi anni sul suo destino politico (vincendo) contro il Piano Mancini, ma ha parimenti messo sul piatto della Dea Bendata anche il destino dei suoi concittadini, il nostro destino, che non è politico ma molto più concreto e prosaico perché è fatto di piccole aziende che si reggono sugli stecchini, di case inondate due volte e due volte ricostruite da zero, di vite spezzate e impaurite dalla furia dell'acqua, di interi quartieri accanto ai canali. Un gioco "pericoloso" che fino a oggi è andato bene, ma che a 8 anni dalla prima alluvione che ha portato morte e distruzione in città non può andare avanti. Il tempo degli azzardi è finito.

Oggi non si può più scommettere con il destino, signor sindaco Nizzi, non si può ancora scommettere con la fortuna, con il fato o con qualsiasi altra variabile che abbia a che vedere con il guardare il cielo e pregare che scarichi da un'altra parte (qualche anno fa Bitti, qualche giorno fa Cagliari, avantieri Monti e ieri la povera la Sicilia). E' tempo di darci una mossa e di risolvere alla radice il problema.

Apprendiamo da lei stesso che in questi giorni, così pesanti per noi olbiesi perché carichi di brutti ricordi, in città ci sarà un incontro tra i progettisti che hanno l'incarico di valutare il nuovo piano di mitigazione del rischio. Bene.

Sappiamo che sarà la Srl della Regione chiamata Opere e Infrastrutture della Sardegna (Ois) a occuparsi queste importanti opere. Sappiamo che è pronta una variante al Pai che lei ha presentato prima delle elezioni e che deve essere ancora adottata. Sappiamo che la Technital può redarre in 6 mesi, lo ha detto lo stesso ing. Venturini, il piano di mitigazione del rischio in tutti suoi dettagli.

In tutta sincerità non ci importa quale piano verrà realizzato, il punto non è mai stato "Piano Mancini sì, Piano Mancini no", il punto è sempre stato mettere in sicurezza questa città senza ulteriori perdite di tempo. E di tempo - ce lo consenta - ne abbiamo perso fin troppo.

Ora basta chiacchiere e proclami: si faccia, nel più breve tempo possibile, il miglior piano per questa città, un piano che tenga conto del delicato equilibrio della piana, del cambiamento climatico e della sicurezza dei residenti.

Lo si faccia in tempi celeri e altrettanto celeri lo si renda operativo. Perché non c'è più tempo da perdere, perché sono passati 8 anni, perché abbiamo paura, perché meritiamo una città sicura.

Perché ieri siamo stati fortunati, ma non è detto che lo saremo per sempre.