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Cronaca Olbia

Nizzi in Zona Bandinu: “si siete tonti, no è colpa mia”. Ecco gli ‘insulti’ che hanno schockato i cittadini

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Olbia, 5 agosto 2020 – Prima un partecipato flash mob, poi l’incontro con il sindaco Settimo Nizzi armato di righello, claque composta principalmente da consiglieri comunali/assessori/ufficio comunicazione e un paio di agenti della Polizia Locale di Olbia. Presenti anche alcuni agenti in borghese della Digos che, purtroppo per loro, sono dovuti intervenire più volte per sedare gli animi “scaldati” da una supporter nizziana che non è mai stata allontanata nonostante il disturbo provocato.

Davanti al sindaco Nizzi tanti cittadini, molti dei quali imbufaliti e incontenibili. Una contestazione in piena regola, a tratti chiassosa, che ha messo in difficoltà il primo cittadino, non avvezzo né alla contestazione né al vero confronto: prova ne sia la contraddittorietà delle risposte e l’aria di sufficienza totalmente fuori luogo con la quale il sindaco Nizzi ha approcciato due agronomi che hanno provato ad interloquire pacatamente (e in modo competente) sul tema.

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Ciò che è andato in scena ieri è stato un vero e proprio circo sconvolgente a tratti allucinante, per citare una vecchia trasmissione di satira della Rai (L’Ottavo Nano). Se da una parte è stato sbagliato – ma le circostanze erano fortemente critiche – non far parlare il sindaco (perché prima si ascolta e poi si contesta punto per punto, argomentando), dall’altra parte – e qua sta il problema principale – approcciarsi con la popolazione in modo ben poco istituzionale è un qualcosa che non può essere perdonato e condonato. Un politico, a maggior ragione se fa il sindaco, dovrebbe sempre mettere in conto la contestazione e affrontarla con signorilità. Non certamente a suon di parolacce, battutacce e comportamenti – e vogliamo essere buoni – poco adatti alla carica.

Stiamo esagerando? Non proprio. Ecco a voi l’intero campionario di “improperi” rivolto dal sindaco ai suoi cittadini. Tra parentesi una lettura critica se necessaria alla comprensione.

  1. “flash mob cinquino!” (il sindaco deve aver notato il consigliere Roberto Ferinaio in fondo alla piazzetta e dunque deve aver “battezzato” la protesta popolare in una “protesta politica”);
  2. “Se stai zitta puru tu fai più bella figura” (rivolto a una cittadina)
  3. Vergognatevi!” (rivolto a chi protestava)
  4. “Volete fare caciara!”
  5. “Lei deve stare zitto un attimo, ha rotto le palle! Mi sta rompendo le palle, ha capito?” (a un cittadino che contestava la lettura politica del flash mob)
  6. “Scusate prendete il nome del signore, individuate quel signore, i documenti!” (rivolgendosi agli agenti della Polizia Locale)
  7. “A cagare ci vai tu! Non dirlo più! Maleducata!” (rivolto a qualcuno delle retrovie – la frase incriminata non si sente nel filmato)
  8. “Lei è qui da sei anni, signora, dovrebbe essere qui da sessantanni!” (rivolgendosi a una cittadina che, insieme ad altri, urlava in coro “vogliamo gli alberi, vogliamo gli alberi” mentre il sindaco descriveva le piante da mettere nell’aiuola larga un metro)
  9. Si vui seti tonti non è colpa mia!!!” (mentre spiegava cosa sono le essenze arboree)
  10. “A lei non gli do la parola!” (rivolto al signore originario di Samugheo)
  11. “E sì che avete mancato di rispetto! Io ho sempre mantenuto il rispetto per tutti”.
  12. “Ajo dai non rompere le balle, che sto facendo questa cosa” (rivolto a una signora che si è avvicinata per fare una domanda)
  13. “Lei mi può parlare tutto tranne che di natura” (e dal fondo della piazza un giovane urla “Sa Corroncedda!!!”)
  14. “Pentini, pentatini, chi deve parlare? Siete venuti a parlare di politica
  15. “Ma non puoi stare zitto un minuto? Stai zitto! Vai a parlare da un’altra parte! Samugheo, ajò! Gia si vede che vivi a Torino. Unu saldu che è andato a Torino, torna in Saldigna e insegna a campare”.
  16. “Adesso stai rompendo eh! Mettiti in riga eh! Se no ti rispondo pure male” (A una signora che insisteva per sapere il nome degli agronomi che dovrebbero aver fatto una relazione pro abbattimento alberi)
  17. Attento a cosa fai!” (a un ragazzo che parlava di canali tombati e zanzare a cui il sindaco ha tolto il microfono)
  18. “Ha minacciato di portare a casa mia le zanzare! Parla in maniera educata!” (allo stesso ragazzo della frase precedente)
  19. “Ohi dai, signò!”, a una dottoressa agronoma che cercava inutilmente di affrontare la tematica in modo tecnico. “Ho detto che ci sono delle essenze che possono essere trapiantate, quella pianta là se lei la taglia non può essere trapiantata”, parlando sopra all’agronoma che con educazione cercava di presentarsi e confutare le affermazioni del “sindaco/assessore urbanistica” in veste, ieri, di “agronomo-botanico”.

Un concentrato di atteggiamenti poco consoni a un primo cittadino, condito anche da mansplaining. La reazione della popolazione che ha seguito la diretta non è stata particolarmente esaltante, soprattutto per il sindaco Nizzi.

La maggioranza dei lettori/telespettatori, pur sottolineando che la chiassosità e la “rissosità” non hanno giovato al confronto, hanno ravvisato come inconcepibile l’atteggiamento del Sindaco che, per la prima volta in 4 anni, è stato duramente contestato dalla popolazione.

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