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Nizzi l'uomo del fare? Il 95% del programma elettorale 2016 è rimasto sulla carta

Tante idee, poca sostanza

Nizzi l'uomo del fare? Il 95% del programma elettorale 2016 è rimasto sulla carta
Nizzi l'uomo del fare? Il 95% del programma elettorale 2016 è rimasto sulla carta
Angela Galiberti

Pubblicato il 23 febbraio 2021 alle 06:00

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Olbia. Rosso, giallo e verde: le cose non fatte, le cose fatte a metà (o in programma), le cose effettivamente concretizzate. Da oggi, e per tutto il tempo che ci separa dalle prossime amministrative, sottoponiamo il programma elettorale di Settimo Nizzi – che lo ha portato alla vittoria nel 2016 – a un rigoroso fact checking per verificare cosa è stato fatto in questi cinque anni, lo stato della programmazione e cosa, invece, è rimasto sulla carta.

Il programma elettorale di Nizzi, nella sua versione esteticamente meno glamour a livello grafico, è composto da 31 pagine: un vero e proprio “libro dei sogni” in cui vengono elencate tutte le cose che Nizzi e la sua coalizione, all'epoca composta da tutto il centrodestra, volevano realizzare in questi cinque anni. La prima dichiarazione d'intenti, quella sull'amministrazione amica del cittadino e della consulta popolare, è rimasta lettera morta: com'è andata con il resto? Male: il 95% del programma è rimasto sulla carta, esattamente come le premesse.

Nel programma del 2016 si dà molto spazio all'economia e al lavoro con una serie di punti dedicati: dalle tasse abbassate per gli imprenditori ai bandi per le assunzioni, dalle opere pubbliche per creare posti di lavoro alla promozione del turismo. Non solo: si parla tanto anche di salvaguardia dell'ambiente e persino di lotta alla prostituzione e all'accattonaggio. Grande spazio alle azioni politiche nei confronti di Anas, Abbanoa e tutta un'altra serie di enti per ottenere diritti, opere pubbliche o il mantenimento di alcuni uffici. Non manca nemmeno la questione del rischio idrogeologico, con il piano Olbia Futura (maxi vasca di laminazione con scolmatore sotterraneo) venduto agli olbiesi come molto meno costoso del Piano Mancini: 60 milioni di euro contro 125.

Per non perderci in chiacchiere, l'elenco delle cose fatte è il seguente: si è dimesso da deputato, ha riattivato la fontana di Piazza Matteotti, ha presentato in Regione un piano alternativo uguale a Olbia Futura (ma con costi duplicati), ha portato avanti le tante opere programmate dall'amministrazione Giovannelli Bis, ha dato la sede alla banda Musicale e ha cambiato quella della Scuola Civica di Musica, ha rinnovato il sito istituzionale, ha dato vita al tavolo delle Associazioni, ha gettato un po' di asfalto qua e là (ma le buche continuano a esserci), ha realizzato rotatorie (e tante altre ne ha programmate nel Puc), ha trasformato via Imperia in una “tangenziale” (sempre che non arrivino i dossi artificiali), ha eliminato l'unico viale alberato della città, ha installato un'idrovora in Zona Baratta, ha presentato il Puc alla popolazione una volta finito, ha fatto 3 piste ciclabili (molo Brin e via Mameli-Corso Umberto-via Roma, un pezzetto di via Escrivà davanti alla Lega Navale) che non portano da nessuna parte, ha fatto un sacco di parcheggi a pagamento, ha messo un po' di verde (poco) davanti alle case popolari di via Roma (aggiungendo un bel divieto per chi porta a passeggio il cane). Un po' di programmazione è stata fatta sulle scuole, ma di altre opere pubbliche ideate e pensate dall'amministrazione Nizzi non ce ne sono (salvo via Imperia, l'idrovora in via Baratta con una nuova rete di raccolta acque bianche e Corso Vittorio Veneto). In compenso, l'accattonaggio prolifera così come la prostituzione (almeno fino all'arrivo del Covid-19). Sul fronte economico, non sono state rispettate le promesse scritte sul programma elettorale: nessuna agevolazione per gli imprenditori, nessun bando per le assunzioni. In compenso abbiamo mantenuto la tassa di soggiorno anche in periodo Covid, Piazza Mercato è infrequentabile (e brutta da morire), il territorio è pieno zeppo di spazzatura abbandonata e possiamo asserire con “orgoglio” di possedere una maxi discarica abusiva da guinness dei primati (Sa Corroncedda) con tanto di sequestro da parte dell'Autorità Giudiziaria.

Una cosa è certa: per tutto questo fare poco (o proprio “non fare”) non si potrà addurre come scusa quella del Covid, che è arrivato solo nel 2020. Per il resto, rimanete sintonizzati: questa è solo una piccola anticipazione.