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Monitoraggio Covid: dati positivi, ma si continua a monitorare con attenzione

I dati della Sardegna

Monitoraggio Covid: dati positivi, ma si continua a monitorare con attenzione
Monitoraggio Covid: dati positivi, ma si continua a monitorare con attenzione
Angela Galiberti

Pubblicato il 06 giugno 2021 alle 06:00

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Olbia. I dati positivi sul fronte pandemia si stanno consolidando: lo dicono i numeri resi pubblici con l'ulitmo monitoraggio dell'Istituto superiore di Sanità che ha come settimana di riferimento quella dal 24 maggio al 30 maggio, con un aggiornamento sugli indicatori decisionali del 3 giugno.

Partiamo dall'indice Rt che, per la Sardegna, si è attestato a 0.58 con limite superiore a 0.94 e limite inferiore a 0.94; l'incidenza per 100.000 abitanti è passata - nelle ultime 4 settimane - da 43 a 13. La zona bianca, dunque, sembrerebbe consolidarsi, ma bisogna pur sempre prestare attenzione alle regole del distanziamento e dell'igienizzazione perché in ogni caso il virus - anche se a ritmi inferiori - continua a circolare. Il tasso di occupazione dei pazienti Covid in area medica in Sardegna è al 9%,  mentre in terapia intensiva è al 6%. L'indice di positività settimanale, aggiornato al 3 giugno, è pari a 1,3%. Per quanto riguarda i dati disaggregati, questa settimana non sono stati forniti: si può solo dire che nel Nord Sardegna si sono registrati meno di 50 nuovi casi.

A livello nazionale, ISS e Ministero della Salute affermano: "L’incidenza, sia sull’intero territorio nazionale che in tutte le regioni/PPAA, continua a diminuire ed è in quasi tutte le Regioni/PPAA sotto il 50 per 100.000 abitanti ogni 7 giorni. L’effettuazione di attività di tracciamento sistematico possono consentire una gestione basata sul contenimento ovvero sull’identificazione dei casi e sul tracciamento dei loro contatti. La pressione sui servizi ospedalieri si conferma al di sotto della soglia critica in tutte le Regioni/PA e la stima dell’indice di trasmissibilità Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stabilmente al di sotto della soglia epidemica. La prevalente circolazione in Italia della variante B.1.1.7 (nota come variante inglese) e la presenza di altre varianti che possono avere una maggiore trasmissibiità e/o eludere parzialmente la risposta immunitaria, richiede tuttavia di continuare a monitorare con attenzione la situazione e mantenere cautela e gradualità nella gestione dell’epidemia". 

Insomma, i dati sono buoni, ma bisogna stare comunque attenti.