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Cronaca Olbia

Marino De Rosas incanta al Museo Archeologico

Il grande artista olbiese riabbraccia il suo pubblico dopo dieci anni

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Olbia, 21 agosto 2018 – “Mi ero recato fin laggiù per farmi una scorta di bottarga di muggine e invece…me ne sono tornato a casa con questa”. Scherza mostrando al suo affezionato pubblico  la preziosissima chitarra dal profilo così strano per noi profani, capolavoro del liutaio di Cabras. La stessa chitarra a sei corde che la sera di domenica 19 agosto, ha incantato, deliziato, stupito un pubblico variegato e di ogni età per oltre un’ora e mezza.

Quello cui abbiamo assistito al Museo Archeologico di Olbia è uno di quegli eventi unici, di rara ed autentica arte di altissimo livello che, anche considerato da solo, segna come degna di essere ricordata un’estate pure ricca di concerti e proposte musicali.

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Finisce per essere un vera fortuna il rischio della pioggia, che ha costretto prudenzialmente gli artisti a trasferirsi all’ultimo momento all’interno della sala convegni, i cui posti sono presto diventati insufficienti, ma nessun problema: fuori sulla terrazza –dove inizialmente era stato previsto il concerto – c’erano le sedie in plastica impilate, ed ecco la ressa per appropriarsene e trovare posto nel corridoio anulare esterno alla sala. Ci si è stretti, senza troppe storie o polemiche e, per quanto stipati come aringhe in un barile, ci siamo stati tutti.

L’assessore alla Cultura del Comune di Olbia, dott.ssa Sabrina Serra, che ha fatto patrocinare l’evento organizzato dal Mota Music Fest ed inserito nel programma del festival Mirtò, era visibilmente emozionata nel presentare la serata. “Sono dieci anni che il grande chitarrista Marino De Rosas non si esibisce nella sua città…” ha esordito, e ciò bastava per farci capire l’esclusività dell’essere lì presenti col nostro posticino faticosamente conquistato laggiù, in fondo alla grande sala.

L’assessore alla Cultura Sabrina Serra presenta la serata. A lato Mauro Mibelli

Mauro Mibelli, anche lui notissimo olbiese e virtuoso della chitarra, ha avuto l’onore di introdurre e creare il giusto clima della serata, con un toccante brano inedito dagli echi e dalle suggestioni mediterranee. Poi la scena è stata tutta del grande protagonista della serata, Marino De Rosas, classe 1946 (ma la grinta è quella di un trentenne), che ha sfoggiato i brani più noti ed amati del suo repertorio di compositore e chitarrista solista, tratti dai suoi album Meridies, Femina ‘e mare e Kiterras.

Perfetto l’accompagnamento alle percussioni di Paolo Zuddas, limpida e cristallina la voce della talentuosa Barbara Magnoni, genovese di origine e trapiantata in Sardegna, che ha commosso la platea eseguendo –oltre alle altre canzoni in lingua sarda – il brano Creuza de mä di Fabrizio de André, preceduto da Meridies, uno dei pezzi esclusivamente strumentali che hanno reso famoso Marino De Rosas. Magistrale l’inserimento nella seconda parte della serata di Franziscu Pilu, dei Cordas et Cannas, come sempre eclettico e straordinario uomo di scena, che ha suscitato  gli entusiasmi del pubblico con la sua abilità unica nel destreggiarsi fra più vari strumenti musicali della tradizione sarda, e non solo di questa: dal flauto traverso all’organetto, dalla semplice voce fino alle percussioni ed alla bena cun zucca, strumento a fiato antichissimo ed affascinante, ritenuto da alcuni anteriore addirittura alle launeddas e sopravvissuto solo a Zuri, nella Media Valle del Tirso. Coinvolgente la proposta di eseguire Ventu d’Agliola, uno scottis, danza tradizionale degli stazzi della Gallura e di origine scozzese, come il nome indica, che ha battuto il tempo a due coppie di danzatori in costume del Gruppo Folk Olbiese. Marino de Rosas ha infine concluso la serata con un omaggio ai Beatles ed ai Rolling Stones.

Uno spettacolo che ha lasciato tutti soddisfatti ed entusiasti, quello cui abbiamo assistito. L’arguzia bonaria e scherzosa e l’umiltà con cui Marino De Rosas ha presentato la serata ha sottolineato l’affetto verso il pubblico della sua città, a conferma della grandezza dell’artista di livello internazionale che tutti ci invidiano, vanto di Olbia e di tutta la Sardegna.

 

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