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Politica Locale

Indipendentisti: ci riprenderemo la nostra Olbia

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Giommaria Bellu e Lisa Corimbi sono  due indipendentisti, entrambi candidati alla carica di primo cittadino, entrambi convinti che a Olbia, e non solo, stia cambiando qualcosa. Certo è che la prima constatazione avvale la loro tesi: raramente concorrono alle amministrative due o più candidati per i partiti indipendentisti, specie nella nostra città.

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Giommaria Bellu della lista civica ProgRes è un indipendentista convinto, noto per le sue battaglie in questo senso. Un candidato giovane che ha spiegato “non si vive di solo indipendentismo, il nostro è un programma condiviso da candidati indipendentisti e della società civile.” Un programma chiaro per Olbia, dove “non esiste un emergenza democratica,  denunciarla fa parte di un sistema per far paura ai sardi”, la viabilità per esempio “non è possibile che Olbia non si sia ancora dotata di un Piano Urbanistico, ci sono vie a quattro corsie, come via Imperia, che finiscono con una casa”. Alla falsa “emergenza democratica”, contrappone una vera emergenza abitativa: “in 30 anni abbiamo assistito al mito del Mattone, sta di fatto che a fronte di una forte domanda, i costi proibitivi per acquisti e affitti di immobili comportano un altissimo numero di appartamenti sfitti e invenduti,  il tutto a discapito di famiglie e giovani coppie”. Sul clima politico, Giommaria Bellu, esprime riserve definendolo pessimo. Parla poi di due punti del programma che ritiene fondamentali: la rescissione del contratto con Abbanoa, per un acqua pubblica, e la riapertura del centro storico, ricordando che, solo questo inverno, hanno chiuso trentuno attività. Definisce poi come “due mostri” la legge Galli, la legge sulle autorità d’ambito, e Abbanoa, entrambi nemici a cui dichiara guerra. Infine ammonisce che esiste una “mancanza di sovranità in sardegna.”

Per l’Irs, Sardigna Natzione, A Manca pro s’indipendentzia, Malu Entu, Indipendentistas, una giornalista, Luisa Corimbi. Autrice di un libro,  I partigiani del Genoma, e di diversi reportage su Nucleare e vicende legate al territorio sardo, guida il partito in maniera convinta e caparbia. Lancia accuse su la gestione della città, rimprovera la politica per l’incapacità di proporre nuovi volti. La sua teoria è matematica “cambiando gli ordine degli addendi il risultato non cambia, basta con le stesse facce”. Chiede a gran voce le dimissioni di Silvio Berlusconi e la revoca della cittadinanza onoraria. Parla di una forte ascesa dell’indipendentismo, “prima ci riprenderemo Olbia – dice – poi faremo i conti con il resto della Sardegna.” La Corimbi spiega anche le ragioni per cui ha scelto di candidarsi “la democrazia è in forte dubbio, la politica, in realtà, viene gestita da un oligarchia, è letteralmente condizionata da pressioni forti”. Accuse forti quelle della candidata sindaco, che non paga rincara la dose: “Non c’è più un etica nella politica, ancora si utilizza il voto di scambio sebbene sia un reato. Per noi, fare politica  è una missione.” Nel programma uno sguardo alla cultura sarda: “la comunità deve gestire i quattro elementi aristotelici”, per cui rescissione del contratto tra amministrazione comunale e Abbanoa, e ancora, scioglimento del contratto con Equitalia, in scadenza, recupero del centro storico “non solo bancarelle, dobbiamo restituirlo agli artigiani”, rigorose politiche per il rispetto dell’ecosistema e, soprattutto, la creazione di un progetto politico, di una pianificazione a lungo termine, un taglio radicale con quella che definisce “una politica del rattoppo”.

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