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Golfo Aranci, semaforo Marconi: l’appalto, il “resort” e la rivolta

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Golfo Aranci, 26 giugno 2019 – Che fine farà lo storico semaforo di Capo Figari, quello in cui Marconi effettuò degli incredibili esperimenti che cambiarono letteralmente la storia?

Tra breve tempo, con il crisma dell’ufficialità (al momento, infatti, i documenti ufficiali della Regione Sardegna si fermano all’11 giugno con l’ultimo verbale pubblicato), si saprà che fine esatta farà questa incredibile struttura a 300 metri sul livello del mare, ma intanto è già grido d’allarme.

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A lanciarlo è Giorgio Muntoni, ex candidato sindaco di Golfo Aranci e neo capo dell’opposizione in Consiglio comunale (che si insedierà, tra l’altro, a giorni).

Muntoni, nel gruppo Fb “Salvate il Vecchio Semaforo di Guglielmo Marconi a Capo Figari“, ha scritto un post che non lascia spazio all’immaginazione: “Il vecchio semaforo va in concessione per 30 anni a un privato che ne farà un resort. Fine della Storia”.

Il nuovo corso di Golfo Aranci, con un nuovo sindaco e una nuova opposizione, inizia con un tema molto caldo: il messaggio di Muntoni, infatti, ha fatto subito il giro del web e del paese, scatenando diverse reazioni non proprio positive.

Facciamo, però, un passo indietro: tutto inizia a dicembre 2018 quando la Regione Sardegna pubblica l’avviso di gara per “l’affidamento in concessione di valorizzazione – ex art. 3 bis del D.L. n. 351/2001, convertito, con modificazioni, dall’art. 1 della L. n. 410/2001 della Ex Stazione di Vedetta di Capo Figari e Batteria Serra – Comune di Golfo Aranci (SS)“.

L’avviso per la concessione del Semaforo di Capo Figari rientra nel progetto Orizzonte Fari, lanciato il 20 dicembre 2018 con altri quando bandi e altre quattro strutture: l’ex faro di Capo d’Orso (Palau), l’ex stazione segnali di Capo Sperone (Sant’Antioco) l’ex stazione semaforica di Capo Ferro (Arzachena) e l’ex stazione segnali di Punta Falcone (Santa Teresa di Gallura).

Questi 5 bandi sono solo i primi: le strutture coinvolte sono 10.

“Con questa iniziativa – spiegava all’epoca Cristiano Erriu, che ricopriva il ruolo di assessore regionale agli Enti Locali – intendiamo consolidare le politiche regionali indirizzate ad un nuovo sistema di ricettività, volto anche alla promozione di una rete regionale dedicata ad una forma di turismo sostenibile e legata alla cultura del mare e dell’ambiente mediterraneo”.

Riassumendo, Orizzonte Fari ha due obiettivi: recuperare il patrimonio demaniale e aumentare l’offerta ricettiva con progetti innovativi che puntano alla riqualificazione e alla sostenibilità ambientale.

La commissione di gara si è riunita la prima volta il 6 maggio 2019 e ha aperto i plichi, scoprendo i concorrenti: la Newfari Srl, la Tem Gestur Srl e Maurizio Pitzolu.

L’11 giugno 2019, la commissione ammette al proseguimento del bando solo la Newfari Srl con un punteggio pari a 60,000.

Sempre nello stesso giorno, come si evince dal verbale numero 6 pubblicato sul sito della Regione Sardegna, vengono lette anche le varie offerte proposte.

Quella economica temporale è, si legge nel documento,  di una concessione di 30 anni per un canone annuo pari a 35.000 €.

Al momento non sono noti i dettagli dell’offerta (l’azienda, si legge nel verbale numero 6, ha 60 giorni di tempo per inviare alla RAS il Piano economico finanziario per sottoporlo a verifica), ma nel bando è contenuto non solo l’obbligo di indicare cosa diventerà in base al progetto (con tanto di elenco di tutti gli interventi a cui verrà sottoposto il bene), ma anche in che modo il pubblico potrà usufruirne. 

Nella parte “Fruibilità pubblica e attività di networking“, bisogna indicare il tipo di apertura al pubblico (tempi e modalità) “prevista per garantire la fruizione collettiva del bene e delle aree esterne di pertinenza: permanente o temporanea, in determinati periodi o fasce orarie, in occasione di eventi o attività culturali, ricreative, sportive, sociali e di scoperta del territorio che tengano conto del contesto e dei fabbisogni locali”.

Inoltre, bisogna indicare in che modo il progetto porterà benefici al territorio e alla destagionalizzazione. Altro aspetto da considerare è che qualsiasi tipo di progetto venga proposto, questo deve necessariamente rispettare tutti i vincoli e tutte le normative vigenti: del resto, parliamo di demanio e spesso anche di beni storici.

La Newfari Srl, che è una società di Cagliari, sembrerebbe proprio essere specializzata nella riqualificazione turistica.

Con una rapida ricerca su Google, si scopre che ha partecipato all’assegnazione di concessioni all’Isola di San Teodoro a Venezia, del Faro della Guardia a Ponza e del Faro di Camogli.

In attesa di conoscere ufficialmente il progetto, le indiscrezioni enunciate dal capo dell’opposizione in Consiglio Comunale Muntoni stanno facendo discutere tutto il paese di Golfo Aranci.

In molti, infatti, chiedono che il Semaforo non venga trasformato in una struttura ricettiva, ma in un museo.

Comunque la si pensi, quel pezzo di storia non può rimanere ancora presa dell’abbandono.

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