Da 298 giorni 22 ore 13 minuti 48 secondi questa testata è stata 'censurata' dal sindaco Nizzi per aver consultato i cittadini. Ecco i dettagli.

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Olbia, Elezioni. Gigi Carbini: “abbiamo perso, non bisogna nasconderlo: i malumori ci sono eccome! “

Un’approfondita analisi del voto

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Io voglio sapere se molti, in questa campagna elettorale, si sono sentiti abbandonati. Tutti hanno pari dignità. Sul Sondaggio Maria Rocca e relativa censura da parte di Nizzi? Chi è causa del suo mal pianga se stesso,  avrei agito in altro modo.

Olbia, 08 marzo 2018 – Non ha peli sulla lingua, Gigi Carbini: non li aveva quando, in piena campagna elettorale, esprimeva le sue opinioni liberamente sui social network in barba a una non scritta “consegna del silenzio” e non li ha adesso, mentre commenta il risultato delle elezioni.

La politica com’è stata fatta fino ad ora non ha più senso, non ha più valore. La gente perdendo il contatto diretto con il partito si allontana e va da altri – dice Gigi Carbini -. Movimento 5 Stelle e Lega sono esattamente i movimenti che incarnano di più le persone che sono stanche dei partiti tradizionali da cui non hanno avuto nessuna risposta. Gli ultimi movimenti prima che il popolo scenda in piazza, secondo me, perché si è arrivati alla saturazione. Anche io mi identifico in chi si sente annientato dalla poca politica che c’è stata in questi ultimi quindici anni”.

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Parte così l’analisi del voto di Gigi Carbini, uomo di centrodestra e oggi militante in Fratelli d’Italia: il partito, guidato da Giorgia Meloni, che ha avuto un importante exploit alle politiche celebratesi lo scorso 4 marzo. Un’analisi dura e articolata, quella di Carbini, che vede un centrodestra sconfitto ma in rapida mutazione. “Il centrodestra ha vissuto troppo di rendita“, dice.

Rendita dovuta a personaggi forti e carismatici come Berlusconi e, magari – anche se più in piccolo, Nizzi?

Se vogliamo sì. Berlusconi in questo momento, anche se ha messo in campo tanta forza, non ha più quell’appeal necessario che poteva avere prima per riscuotere il successo. Forza Italia, in questo momento, con la batosta che ha preso – perché di questo si tratta – ha necessariamente bisogno di un rinnovamento totale che parta dai giovani. Al nord, dove c’è la parte più produttiva dell’Italia, c’è stato uno spostamento radicale nei confronti della Lega. E anche qua, in Sardegna, tutti questi voti che la Lega ha preso anche a Olbia (che sono tantissimi) sono uno spostamento di persone di Forza Italia e anche nostre, intese come Alleanza Nazionale. È inutile che ci arrampichiamo sugli specchi: abbiamo perso. Questa era una roccaforte del centrodestra.

E Fratelli d’Italia?

Il mio partito doveva essere strutturato già nei cinque anni precedenti a queste politiche, perché nel 2013 quando siamo nati dissociandoci da quello che era stato il Pdl semplicemente perché Berlusconi non accettava le primarie, dovevamo iniziare a collocarci e a parlare nei territori già da allora: cosa che non è stata fatta. Un mea culpa va fatto anche al mio partito. Se avessimo lavorato in tutta Italia nei vari coordinamenti come andava fatto, quel 2% che manca al raggiungimento del 40% poteva essere tranquillamente il nostro. Noi siamo cresciuti tanto, ma potevamo crescere ancora di più.

Berlusconi ha danneggiato il centrodestra?

Non credo che Berlusconi abbia portato dei punti in più, secondo me, considerando certe uscite o interviste. Anche se dire “danneggiato” è esagerato. Però credo che molti voti o non ci siano arrivati per niente o si siano spostati.

Inevitabile chiederlo: e le dichiarazioni e il comportamento di Nizzi? C’è tanto su cui riflettere: Maria Rocca, la “censura” al nostro sondaggio, la nostra “eliminazione” dalle testate accreditate.

Indubbiamente, ma non solo. Sono convinto che Fasolino fosse il candidato giusto anche per i voti che ha preso, ma bisogna considerare che soprattutto qua è andata poca gente a votare e questo è già significativo. Qua non c’era un riferimento locale, non che ci debba essere necessariamente anche perché questa sciagurata legge elettorale non ti consentiva di mettere tutti i referenti in ogni collegio. Bisognerebbe vedere in maniera molto tecnica quanti hanno barrato Forza Italia e Fasolino, quanti solamente Fasolino e quanti solo Forza Italia. Perché anche questo è un valore che andrebbe studiato bene. Per quanto riguarda Olbia, considero Settimo il miglior sindaco che abbiamo mai avuto per la sua intraprendenza, per quello che ha fatto in città e per quello che farà ancora. Il mio è un invito ad ascoltare un po’ di più quelle voci sommesse che esistono. In questa campagna elettorale ci sono stati errori strategici, secondo me dovrebbe ascoltare un pochino di più la gente e il suo partito: i malumori dopo una sconfitta aumentano.

Che tipo di errori sono stati fatti?

Io, che non sono nessuno, non avrei mai parlato in campagna elettorale del Piano Mancini. Il problema di Maria Rocca, non per giustificare, è stato frainteso in un contesto in cui c’era la bontà di dire e fare un qualcosa che inizialmente anche Giovannelli avrebbe voluto fare. Contesto sbagliato, momento sbagliato, un po’ fuori luogo e se n’è parlato anche troppo: in un contesto di elezioni non puoi non considerare la rete.

Non è che proprio la rete è stata sottovalutata?

Questo dovremmo chiederlo a Settimo. Credo che bisogna stare attenti, perché la gente segue molto la rete considerato anche che non esiste più una televisione locale. Le cose vengono recepite molto in rete, a volte vengono anche distorte, però la rete è molto utilizzata. Bisogna usarla e farsi usare.

Cosa pensa di un Sindaco che, di fronte a un potere così grande e popolare come quello della rete, prova a “censurare” un giornale on line che ha dato voce ai cittadini? 

Alla fine chi è causa del suo mal pianga se stesso. Nel senso che in quel momento probabilmente io avrei agito in un altro modo. Avrei usato la stessa rete per manifestare se ho sbagliato il mio sbaglio, oppure per cercare di far capire agli altri cosa intendo. La rete secondo me è usata molto di più del giornale quotidiano di carta. Mi auguro però che in un futuro lui si possa riconciliare con la rete e con voi.

Lo ha detto prima: bisogna ascoltare i cittadini.

Andava consigliato meglio anche lui, se mai di consigli se ne facesse dare da qualcuno. Vorrei che fosse più riflessivo. Quando ci fu la presentazione nella sede di Forza Italia, parlai di unità: l’unità è fondamentale per andare a prendere la Regione. Se noi già adesso ci allontaniamo l’un l’altro non andremo mai a vincere le elezioni regionali. Questa sconfitta deve servire, se fosse mai possibile, a riunirci. Le critiche devono servire a costruire e non per disintegrare. Quindi se qualcuno critica Settimo, le critiche devono servire a lui per costruire e non per pensare che colui che te le sta facendo, le sta facendo perché è un c***ne. Dobbiamo elaborare: non è vero che non ci sono malumori, i malumori ci sono eccome! In questo momento ce n’è ancora di più perché io sono il primo ad essere incavolato nero per il fatto che Giuseppe Fasolino non abbia vinto. Qua il centrodestra doveva vincere, abbiamo perso per un pugno di voti. Io voglio sapere se molti, in questa campagna elettorale, si sono sentiti abbandonati. Tutti hanno pari dignità: qualsiasi consigliere di maggioranza ha pari dignità, hanno pari dignità coloro che lavorano in giunta.

Ha accennato al Comune di Olbia: il quadro politico è cambiato, oggettivamente e lo dicono i numeri. È cambiata anche la composizione dell’alleanza di Centrodestra. Questo “tsunami elezioni”, nel Comune forzista per eccellenza i grillini sono al 42%, che effetto avrà – politicamente parlando – sul Comune di Olbia e sulla maggioranza?

Questo lo vedranno loro e mi auguro nel più breve tempo possibile. Si tirino le scarpe se hanno voglia di tirarsele, ma che risolvano i problemi interni in funzione del fatto che ci sono le regionali. Se vogliamo andare a governare è bene che se c’è qualcosa all’interno di questa amministrazione si chiarisca al più presto. E’ vero che è cresciuto molto il Movimento 5 Stelle, e anche qui andrei a vedere quanti voti ha preso solo Nardo Marino e quanti hanno barrato solo il simbolo, ma è vero che si è perso: non si è vinto! Non abbiamo mantenuto il collegio azzurro: lo abbiamo perso. Di poco, di molto, quello che è ma abbiamo perso. Quindi l’analisi fa fatta approfondita e al più presto. C’è qualcosa che non ha funzionato: è bene analizzarlo prima in coalizione e poi in amministrazione.

Quindi potrebbero esserci di risvolti? Fuori dai denti: qual è la sua sensazione?

Credo che qualcuno sbatterà i pugni sul tavolo per dire “dove abbiamo sbagliato?”. Qualcuno, conoscendo cosa succede nei partiti, alzerà la voce. E’ giusto che alla fine si trovi una soluzione: si facciano i gruppi o altro, è fondamentale mantenere unita la maggioranza. Me lo auguro, lo auspico: non abbiamo bisogno di altre elezioni. Abbiamo bisogno che questa macchina amministrativa continui a camminare il più velocemente possibile. Quindi, un passo indietro io me lo auguro. Mi auguro che ci sia, da parte del Sindaco, la voglia di recepire il malumore di qualcuno perché c’è sicuramente. Inutile nasconderlo. Dove si è sbagliato? E’ da approfondire quanto prima.

Ultima domanda: ha parlato di rinnovamento all’inizio dell’intervista, rinnovamento dei partiti. Lei conosce molto bene l’ambiente del centrodestra: ci sono tanti giovani capaci che vorrebbero impegnarsi di più in politica. Secondo lei potrebbero essere loro la carta vincente?

Assolutamente sì, se c’è voglia di crescere. In questo momento i giovani sono la salvezza di ogni partito. Bisogna dar loro spazio: c’è gente che ha voglia di investire in politica e quando lo fa con passione non la usa per gli affari suoi. Lo hanno dimostrato quelli del Movimento 5 Stelle che sono dei giovani sconosciuti. Sono tutti ragazzi che magari hanno avuto fortuna, ma noi in questo momento abbiamo bisogno di resettare tutti i partiti. Bisogna ricreare i movimenti giovanili come esistevano prima! Non si può rimpiangere, come accade oggi, la vecchia Democrazia cristiana. Ci siamo trovati in mezzo a un disastro politico, il sistema è crollato: la gente è vessata. Il prossimo passo è un’azione sovversiva dei cittadini che vanno in piazza. Se adesso non cambia radicalmente la politica la disperazione porterà la gente in piazza. 

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Gigi Carbini è stato candidato alle politiche 2018 con Fratelli d’Italia: il movimento nato dalle ceneri di Alleanza nazionale che oggi è guidato da una donna, Giorgia Meloni, e che si avvicina molto alla destra sociale di Almirante. Movimento nato nel 2013 e che, partendo da una strutturazione pressoché embrionale, è passata a Olbia dallo 0,6 al 3,67%. Un ottimo risultato che spingerà quasi certamente il partito a dotarsi di una struttura più efficiente nell’Isola e in particolare a Olbia. Lo stesso percorso verrà quasi certamente seguito dalla Lega che, a Olbia, ha sfondato la barriera del 10%. Un percorso, questo, già compiuto dal Movimento 5 Stelle negli anni precedenti e che oggi ha portato i frutti con oltre il 42 % delle preferenze.

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