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Geovillage, Maggioranza Nizzi non si ferma: 'sfida' magistratura/curatela e approva mozione

Lo scivolone politico diventa una valanga

Geovillage, Maggioranza Nizzi non si ferma: 'sfida' magistratura/curatela e approva mozione
Geovillage, Maggioranza Nizzi non si ferma: 'sfida' magistratura/curatela e approva mozione
Angela Galiberti

Pubblicato il 29 luglio 2021 alle 12:00

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Olbia. Ieri, nell'aula consiliare dell'ex Scolastico, è successo qualcosa di veramente surreale sia nelle argomentazioni che nei modi e nelle tempistiche: lo scivolone politico della maggioranza nizziana si è trasformato in una valanga. Parliamo, ovviamente, della mozione sul Geovillage con la quale, in modo del tutto irrituale, viene incaricato il presidente del Consiglio Comunale Mura di "premere" sul Cipnes per accelerare la procedura di riacquisizione del Geovillage. Il tutto ignorando la lettera della Curatela - che vi abbiamo raccontato in esclusiva ieri - nella quale i curatori dicono al Cipnes (a Nizzi e al Consiglio comunale) di fermare tale procedura perché c'è un'indagine penale in corso e bisogna aspettarne i risultati. Già solo la presenza di un'indagine sul Geovillage avrebbe dovuto far capire ai consiglieri comunali nizziani che questo atto politico non sarebbe stato opportuno, ma le indagini sono più di una e coinvolgono il loro leader, il sindaco Nizzi, il direttore sospeso Cipnes Carta e diversi dipendenti del consorzio industriale tra dirigenti e semplici funzionari, per reati gravissimi tra cui corruzione. Con delle indagini in corso - oggi, in questo momento e chissà da quanto, l'opportunità politica di una mozione che impegna un'alta figura istituzionale nell'intervenire verso il Consorzio è talmente senza senso da sembrare quasi un harakiri. Il contesto, infatti, è troppo delicato e scivoloso per azioni politiche di questo tipo, eppure ieri queste azioni politiche sono state compiute mettendo come paravento i bambini: l'evergreen di chi non ha argomenti corposi. Del resto, se i bambini fossero stati così importanti, perché i consiglieri nizziani non si sono mossi prima? I campi del Geovillage sono fermi da fine 2020, non da un mese. A questa domanda nessuno ha risposto, perché ieri pomeriggio la litania è stata una soltanto: i bambini, i bambini, i bambini. Dell'indagine nessuno ha parlato, dell'opportunità di entrare a gamba tesa (dal punto di vista ovviamente politico) dentro il Cipnes si è minimizzato, della possibilità di parlare direttamente con la Curatela non si è praticamente ragionato. Il leit motiv era sempre quello: bambini, bambini, bambini. La cronaca della discussione politica di ieri pomeriggio è presto fatta, gli interventi fondamentali sono stati sostanzialmente quattro: due di maggioranza e due di minoranza. Ad aprire le danze è stata la capogruppo Maria Antonietta Cossu, molto meno spavalda del solito: ieri, la voce le tremava leggermente. La capogruppo ha illustrato la mozione, leggendola velocemente e ponendo l'accento sui bambini. Poi, ecco il consigliere di minoranza Rino Piccinnu che ha spiegato la proposta dell'opposizione: chiedere alla curatela di dare in comodato d'uso gratuito al Comune le strutture sportive per permettere alle associazioni di usarle. Piccinnu ha sottolineato che questa modalità è più veloce di quella proposta dalla maggioranza e molto meno "scivolosa" sotto ogni punto di vista. Il consigliere di Liberi, Marco Piro, ha definito la mozione come "un'interferenza ai danni di chi potrebbe essere interessato all'eventuale acquisizione del bene". Per il presidente del Consiglio Mura, invece, tutto regolare: ha apprezzato l'interessamento per i bambini e non ha ravvisato alcun problema in merito al contesto delicatissimo in cui si "muove" questa mozione. Al momento della votazione, la minoranza è uscita dall'aula e la mozione è passata con 14 voti: la Caporetto della politica è stata compiuta. Facciamo notare un dato importante, totalmente ignorato dal Consiglio comunale: la Curatela, nella lettera di cui vi abbiamo dato notizia ieri, dice a chiare lettere che è disponibile a dare i campi all'Olbia Calcio. Ciò significa che altri accordi di questo genere possono essere portati avanti senza aspettare la vendita dell'intero complesso. Perché questo dato importante è stato ignorato? Perché forzare la mano, politicamente parlando, per intervenire sul Cipnes? E poi, perché la mozione è così poco chiara? Nel titolo si parla del complesso sportivo-ricettivo, poi delle attrezzature sportive e infine di un generico "complesso" senza alcuna altra specificazione: se nell'amministrativo la forma è sostanza (ed è certamente così, altrimenti non esisterebbe il cosiddetto "errore materiale" con cui si correggono atti che recano degli errori), qua la sostanza sembrerebbe piuttosto interpretabile a sentimento. Infine: con chi parlerà il Presidente Mura? Con il presidente Gianni Sarti o con l'intero CDA? E il CdA accorderà la richiesta del Comune consorziato durante un'indagine penale che vede coinvolti alcuni suoi dipendenti?