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Finanziato il Piano Mancini: si inizia dalle vasche di laminazione

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Olbia, 07 Agosto 2015 – Il Piano Mancini, studiato per salvare la città di Olbia dalle alluvioni, diventerà presto una realtà concreta. Ne è certo il sindaco Gianni Giovannelli che, questa mattina, ha convocato una conferenza stampa per illustrare ai giornalisti olbiesi come verranno utilizzati i fondi che il Governo Renzi e la Regione Sardegna hanno messo a disposizione di Olbia per attuare il piano anti rischio idrogeologico.

Olbia è stata inserita nel piano strategico Italia Sicura, grazie anche al pressing dell’assessore regionale Paolo Maninchedda e del deputato olbiese Gian Piero Scanu. Con questo inserimento, Olbia diventa assegnataria di 82 milioni di euro che verranno utilizzati per realizzare il Piano Mancini, co-finanziato dalla Regione Sardegna. I primi 16 milioni saranno nella disponibilità di Olbia già da Ottobre, mentre i restanti lo saranno dall’inizio del 2016.

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Con i fondi regionali e quelli del Governo arriviamo a 125,3 milioni: l’esatto importo delle opere stabilito da prlogetto Mancini – ha detto il sindaco Gianni Giovannelli –. Adesso svilupperemo un ragionamento su chi farà cosa. Ci vuole una regia commissariale regionale che si muova velocemente. La disponibilità della Regione c’è. A breve scadenza vedrò Pigliaru”.

Per quanto riguarda i lavori, il cronoprogramma è molto preciso e non si può svicolare. Innanzitutto, bisognerà ottenere le autorizzazioni mancanti, come la Valutazione di impatto ambientale. Dopo di che bisogna occuparsi degli epropri. Le prime opere che verranno realizzate sono quelle relative alle vasche di laminazione. Insieme alle vasche, vi sono degli stralci che verranno realizzati contestualmente: il sottopasso di via Ambalagi, il ponte sul Rio San Nicola in via Galvani, l’eliminazione della rampa sul Rio Seligheddu in prossimità dello Stadio Nespoli, abbattimento del ponticello di via Cortez. Entro Febbraio dovranno partire le prime gare d’appalto.

Questo è un piano con risorse vere. Abbiamo quadro opere con delle priorità – ha continuato Carlo Careddu, assessore all’Urbanistica –. Dal 2016 partiamo con tutte le opere. La Legge prevede che il presidente della regione abbia il ruolo di commissario e che i cantieri possano essere aperti h 24. Sono stati premiati i comuni con progetti avanzati. Adesso dobbiamo completare il lavoro con la pianificazione urbanistica“.

Il lavoro su Olbia, però, non è finito qua. Giovannelli ha detto chiaramente che lo studio sulle problematiche legate al rischio idrogeologico dovrà essere esteso a tutto l‘agro olbiese. Su Olbia si scaricano situazioni che nascono a monte e allora va fatto uno studio fuori dal centro abitato – ha sottolineato Giovannelli –. Ci sono persone che hanno avuto tanti danni. Nelle campagne non sono previste previste opere e noi dobbiamo guardare anche fuori dalla città. Ci sono ponti non a norma, ci sono criticità importanti sul san Giovanni. Pensiamo al quartiere di Pittulongu e cosa è successo lì il giorno prima dell’alluvione. Olbia ha complessità che vanno decisamente oltre la cinta urbana”.

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