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Fase 2 Porto San Paolo: arriva l’estate, ma non i turisti

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Loiri Porto San Paolo, 24 maggio 2020 – La deliziosa località sul mare, Porto San Paolo, dopo il lockdown che ha causato la chiusura di tutte le attività commerciali non essenziali, cerca di risvegliarsi dal lungo sonno, o forse è meglio dire dall’incubo causato dall’epidemia da Sars CoV-2.

Un periodo di isolamento forzato a causa delle stringenti, ma necessarie ordinanze sanitarie che tutti hanno lasciato alle spalle. Ora il ritorno al lavoro, le aperture dei negozi e l’entusiasmo per questa fase 2,  ma queste non assopiscono le forti preoccupazioni per una stagione turistica che ancora non c’è.

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Lo scorso week-end, il primo dopo la riapertura di tutte le attività, Porto San Paolo,  sempre ordinata e accogliente, era insolitamente poco trafficata, poca gente nei locali, negozi vuoti o ancora chiusi.

Di fronte alle spiagge vuote, anche se avvolte dall’inebriante caldo estivo, con l’acqua come se fosse un tappeto d’argento che conduce a Tavolara,  di fronte al desolante silenzio dei molti locali chiusi – e quelli aperti quasi vuoti – sembrava di rivivere un giorno di un profondo inverno.

È arrivato il Covid-19 e Porto San Paolo che è covid free non è certo quella che si era presentata agli occhi dei visitatori l’anno passato, la crisi è forte, la gente non ha soldi e se non arrivano i turisti molte serrande rimarranno abbassate.

Coloro i quali hanno aperto dopo due lunghi mesi sono comunque fiduciosi, vivono questa fase 2 con la speranza di un recupero della stagione, sperano di finire alla pari, ovvero con zero guadagni, ma neanche perdite. Il bar Portici Caffè di via Pietro Nenni, ubicato vicino agli uffici del Comune che consente di accomodarsi ai tavolini molto distanziati fra loro è tra questi. “Io grazie a Dio lo spazio per accogliere i clienti in sicurezza ce l’ho, lavoro bene lo stesso cercando di capire e interpretare bene disposizioni ministeriali e regionali non chiare.  Penso agli altri proprietari dei locali che non avendo lo spazio adeguato per garantire il distanziamento non potranno riapriredichiara Giovanni Cugusi, uno dei titolari.

“Abbiamo aperto ieri dopo due mesi della stagione persi, dopo aver sanificato tutto.  Ieri non c’era nessuno in giro, oggi solo un po’.  Speriamo che si lavori, che vengano come ogni anno i clienti e i turisti” dice  Qui Yujing di Spera Orientale, il fornitissimo bazar lungo la strada SS.125.

Chi saggia il polso della situazione è sicuramente Francesco Carbone titolare da dieci anni del tabacchino di Porto San Paolo. Lui non ha mai chiuso. “Il lavoro è calato, non è vero come dicono le Tv nazionali. Anche da noi, rispetto allo scorso anno nello stesso periodo, abbiamo avuto un calo del 60 per cento. – precisa Carbone. – La gente è senza soldi, se non danno soldi a fondo perduto, se non danno i soldi della Cig , come si fa? Un posto magnifico come questo e non avere gente, è dura eh!”

Felice di riaprire dopo aver perso quasi due mesi di lavoro  Roberto Chelo,  titolare del ristorante “Il Portolano”. La suggestiva location con l’ampio spazio davanti alla spiaggia riserva una vista esclusiva sul porticciolo e l’isola di Tavolara. “Dopo due mesi di chiusura oggi è il nostro primo giorno di lavoro, è una bella sensazione e ci sono un po’ di prenotazioni.  Chiaramente il turismo è locale, persone che vivendo fuori si sono trasferite in Sardegna a febbraio. Sono dell’idea che non appena si apriranno porti e aeroporti riprenderemo a lavorare. Non facciamoci dei sogni con i numeri degli scorsi anni, rimaniamo con i piedi per terra, ma penso che chi ha lavorato bene lavorerà bene anche quest’anno”.

Lavorare, è sicuramente l’obiettivo per cui ha aperto la signora Enza Falzone titolare della parruccheria L’arte del Capello “Si aspettava la riapertura e si sperava che con questa arrivasse un po’ di gente, invece è tutto fermo. Le spese, quelle non si fermano e siamo molto demoralizzati”. La signora Falzone non nasconde le sue preoccupazioni “Abbiamo affrontato molte spese per le nuove regole di sanificazione, non sono stati aumentati i prezzi, ma la gente è senza soldi per cui non spende.  Qui a Porto San Paolo abbiamo riaperto con tanto estusiasmo, ma ora, dopo pochi giorni siamo un po’ tutti demoralizzati”.

Di fronte, oltre la piazzetta c’è la Pizzeria Porto San Paolo da Enrico. Il pizzaiolo Giacomo Meloni ci accoglie a debita distanza con un ampio sorriso nascosto dalla mascherina. Lui è uno dei migliaia di pizzaioli costretti ad indossarla affrontando le altissime temperature dei forni perchè così richiedono le normative anti contagio Covid-19. Ancora ci sono pochissimi clienti, ma se la stagione dovesse ripartire come in tanti sperano, sarà veramente un’impresa lavorare respirando in questo modo. “Si fatica a respirare, troppo caldo, soprattutto davanti al forno” conclude Meloni.

“Abbiamo due locali, l’altro è il ristorante La Conchiglia. È ancora chiuso, perchè aprire? Abbiamo ridotto il personale, stiamo lavorando in pizzeria con una clientela sarda perchè il turista si dice che potrebbe arrivare il 3 giugno.  Arriveranno nonni con bambini, Immagino che faranno l’autodenuncia e mostreranno il passaporto biologico – ironizza il titolare Enrico Corda.

“Pensano di farci vivere con 600 euro, difficilissimo andare in banca a chiedere i famosi 25 mila euro. Non pensavo di essere così tonto, mi facevo più intelligente, ma solo il Banco di Sardegna mi ha rimandato indietro la domanda 4 volte. Gli inverni in Sardegna sono corti, ma molto lunghi, mi immagino cosa potrebbe succedere se non lavoriamo quest’estate” conclude sferzante Corda.

Vicino alla pizzeria c’è la gelateria e caffetteria Riss, che nonostante il caldo è ancora chiusa. All’interno il personale si prepara ad aprire dopo aver fatto le sanificazioni richieste dalla severa normativa in vigore per questo tipo di attività anche prima della pandemia. Le sanificazioni  devono essere sempre fatte ogni giorno, sono procedure che non preoccupano affatto Enzo, il titolare, perchè non sono una novità, i problemi sono altri, per esempio i turisti che non arrivano  “Aprivamo sempre la prima settimana di Pasqua, quest’anno a causa del Covid-19 apriremo il 1 giugno. Ci aspettiamo di lavorare al 30, 35 per cento, perchè sicuramente i proprietari delle case  verranno, lavoreremo luglio e agosto, forse qualcosa a settembre, perchè coloro che non verranno a giugno sceglieranno settembre.”

Per i prossimi giorni è stata decisa la riapertura di porti e aeroporti anche ai turisti, servono disposizioni chiare perchè mettersi in viaggio senza regole certe antiCovid-19 non piace a nessuno, neanche a chi vuole vivere la Sardegna, quella più selvaggia, programmando un’insolita avventura.

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