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Ex palazzo Ferrovie, qual è il suo vero futuro? Parco pubblico o alloggi popolari?

Il “mistero” della classificazione

Ex palazzo Ferrovie, qual è il suo vero futuro? Parco pubblico o alloggi popolari?
Ex palazzo Ferrovie, qual è il suo vero futuro? Parco pubblico o alloggi popolari?
Angela Galiberti

Pubblicato il 06 maggio 2021 alle 06:00

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Olbia. Sull'asta per l'ex palazzo delle Ferrovie di Corso Vittorio Veneto, un edificio fatiscente da tempo immemore rifugio per i senzatetto del territorio, l'ultima parola la potrebbe dare la Procura con un'inchiesta giudiziaria: questa è la notizia data dalla Nuova ieri. Sul tavolo del procuratore dovrebbero finire tutti i documenti relativi all'asta celebratasi qualche settimana fa alla presenza del curatore fallimentare Alberto Cerasa. Non solo la decisione della giudice fallimentare Cecilia Marino, ma anche il verbale dell'asta e le Pec intercorse tra le parti in causa prima che venisse sospesa la procedura.

L'asta aveva visto partecipare due concorrenti: da una parte il Comune di Olbia rappresentato personalmente dal sindaco Settimo Nizzi, dall'altra la società privata Ocean Srl guidata dall'amministratore Angelo Scalfidi. L'asta, secondo quanto afferma la giudice fallimentare, sarebbe stata inficiata dal comportamento del sindaco Nizzi e per questo motivo è stata sospesa con revoca dell'aggiudicazione. Saranno le eventuali indagini a chiarire i contorni della vicenda e se ci sono eventuali profili penali.

L'immobile in questione era di una società privata, fallita: l'asta serviva a risarcire i creditori. L'idea del Comune era quello di acquisirlo per renderlo una struttura a servizio nella città, ma quale potrebbe essere il suo futuro e dunque la sua destinazione?

Nel Puc by Nizzi tale immobile rientra nell'area omogenea G4.a: nelle NTA (Norme tecniche di attuazione) si legge che questa zona identifica “le principali infrastrutture del territorio comunale destinate alla mobilità ed al trasporto di persone, cose e merci” e tra queste individua l'aeroporto, l'area portuale, la stazione con le infrastrutture ferroviarie, la stazione e gli impianti per il trasporto pubblico locale.

Il curatore Cerasa, in un'apposita osservazione al Puc by Nizzi, aveva chiesto “che la zona, sulla quale insiste lo stabile in oggetto, attualmente inserita nel PUC tra le zone omogenee G4a venga classificata o tra le zone B o nella zona omogenea prevista nel programma di fabbricazione che consentiva le seguenti destinazioni: a) uffici e complessi della pubblica amministrazione, b) sale da esposizioni e centri per convegni, c) attrezzature commerciali, d) sedi per operatori economici con tutti i servizi relativi,e) strutture polivalenti per spettacoli, mostre, riunioni, concerti, emittenti radio e/o televisive”. Nel PdF tale edificio è in un'area denominata “servizi generali”.

L'ufficio tecnico, durante l'esame dell'osservazione, aveva dato parere negativo dicendo che non rilevava l'interesse pubblico e che l'edificio sarebbe stato mantenuto in S3. Il consiglio comunale ha confermato la bocciatura dell'ufficio tecnico.

Cosa è una zona S? La zona S, come si legge nelle NTA del Puc (rese pubbliche ad agosto 2020), individua i “servizi” e gli “spazi pubblici urbani”. In particolare, poi, la sottozona S3 riguarda “le aree destinate a parchi pubblici e attrezzature per il verde urbano, il gioco e lo sport; comprende inoltre le fasce verdi lungo le infrastrutture viarie che tuttavia non possono essere computate come dotazione a Standard”. Sono classificate in questo modo, per esempio, molte strutture note: il parco Fausto Noce, il sagrato di San Simplicio, piazza Nassirya. Le Norme tecniche di attuazione non aggiungono altro.

Detto questo, nelle NTA c'è un aspetto interessante su queste S3: al contrario di tutte le altre zone S non acquisite (che sono indicate con le parentesi), le opere previste in queste zone S3 non possono essere prospettate dai proprietari.

Il punto è che nel (bel) progetto “Qualità dell'abitare”, a cui il Comune di Olbia partecipa e nel quale è stato inserito questo edificio, l'ex palazzo delle Ferrovie non è indicato come “parco” o come “servizi allo sport” o come piazza.

Nella relazione tecnica del progetto si legge: “L’intervento che inseriamo nella proposta riguarda il recupero del palazzo dei ferrovieri, un edificio razionalista di buona fattura oggi dismesso che sarà destinato a integrare il sistema delle strutture a servizio dell’ambito della proposta e per l’edilizia sociale sovvenzionata".

Entrando nel dettaglio, la relazione dice: "Interventi: recupero per 10 alloggi di edilizia sovvenzionata, con servizi per la salute, la cittadinanza attiva e la terza età. Verde e parcheggi nell'area esterna di relazione". 

Insomma, se dobbiamo considerare ciò che è scritto nelle Nta, questo non sembrerebbe un progetto da S3 o comunque non in massima parte.

Dunque, la domanda è: S3, che indica “aree destinate a parchi pubblici e attrezzature per verde urbano, il gioco e lo sport”, è un refuso?

Oppure manca qualcosa nelle Nta nella parte che descrive la sottozona S3? Se invece non è così, perché scegliere S3 se l'idea sembrerebbe quella di mantenere in piedi lo stabile e riutilizzarlo come edilizia popolare e per altri servizi? O ancora le sottozone (e la loro scelta) possono essere "dinamiche" e possono "sovrapporsi"? Insomma, quale sarebbe il futuro di questo immobile?

C'è un altro particolare curioso, ed è nella cartografia resa pubblica a suo tempo dopo la prima adozione nel mese di agosto 2020: nel Puc by Nizzi, il palazzo in questione non è indicato come Standard con le parentesi (che indicano le aree non acquisite dal Comune), ma rimane giallo come tutta l'area G4.a.