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Ecco il coro Eufonia: vanto femminile della musica sarda

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Olbia, 29 gennaio 2018 –  Le notizie che si hanno  sulle origini del tradizionale canto sardo non consentono a oggi una precisa datazione: alcune testimonianze ci riportano all’epoca pre-cristiana e a un canto a quattro voci che veniva eseguito  dai prigionieri di Roma provenienti dalle zone interne dell’isola. Inoltre c’è chi fa risalire la nascita del canto sardo  fino  al periodo nuragico. Viene ritenuto che il canto cosiddetto a tenore sia nato dall’imitazione delle voci della natura: su bassu imiterebbe il muggito del bue, sa contra il belato della pecora e sa mesu hoche il verso dell’agnello, mentre il solista sa boche impersona l’uomo stesso, colui che è riuscito a dominare la natura.

Infatti  secondo la tradizione, i pastori svilupparono forme di canto armonico per stabilire un contatto con le entità spirituali che pervadono tutte le cose, acquisendo la loro forza attraverso l’imitazione dei versi degli animali e della natura. Tutto ciò è avvolto da un alone magico, quasi mistico che vede ancora una volta portato in elevazione massima, il grande legame che esiste tra l’uomo e la natura di questo meraviglioso territorio.

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Ritroviamo quindi una grande diffusione della tradizione dei cori qui in Sardegna, tutti di straordinaria bravura e grande passione nelle esecuzioni. Uomini e donne si riuniscono con incontri a scadenza più o meno settimanali per preparare le esibizioni che terranno sia in luoghi di culto che  in eventi culturali e tradizionali. La maggior parte di loro non sono dei professionisti del canto ma lavoratori, professionisti e comunque cantori che sacrificano il loro tempo prezioso ritagliandoselo da impegni di lavoro e familiari.

In questo contesto vi è un folto gruppo di cori tradizionali femminili tra cui quello di Gavoi denominato Eufonia, diretto dal maestro Mauro Lisei. Questo coro nasce nel 1998 per volontà di un gruppo di ragazze appassionate del canto corale. Forti della loro bravura, ben presto compongono un repertorio tutto loro e con quello e si lanciano in una doppia sfida: un coro femminile con in aggiunta un repertorio di canzoni tutto originale. Il forte carattere delle donne sarde non conosce ostacoli e ben presto le ragazze del coro si fanno notare. Il coro ha scelto di cantare testi dai contenuti particolarmente vicini al mondo femminile tradizionale (“Anninnia”,“Mamas”,”Duru-duru”) con l’introduzione, in alcuni brani, di diversi strumenti etnici (tumbarinos, benas,  ,sonazzos ed altri ancora).Viene portato alla ribalta l’universo della donna sarda: una grande sfida nel mondo corale prevalentemente ad appannaggio dei cori maschili.

Dal 2006 il coro viaggia per tutta l’Italia partecipando a concorsi internazionali ricevendo riconoscimenti di alto livello. Al Premio “Maria Carta” viene invitato come ospite   al “Premio di Ozieri” per cori tradizionali sardi (maschili), dove essere invitati a tale evento già equivale ad un importante ulteriore riconoscimento. Arrivano poi il Primo Premio nella Rassegna Competitiva G. Barilari di Buddusò, alla quale partecipavano anche cori maschili di ottimo livello, il “Trofeo Provincia di Sassari”che istituisce la categoria “per un gruppo che valorizza e tramanda con rigore, originalità e modernità la tradizione etnomusicale polivocale della Sardegna”, assegnato dalla Giuria del 59° Premio Ozieri di Letteratura sarda.

Le ragazze del coro non si fanno mancare neanche le contaminazioni artistiche con il musicista jazz tedesco Hans-Peter Salentin, e l’attrice Lia Careddu, che le porterà alla coproduzione di un ambizioso progetto teatrale-musicale, lo spettacolo “Càntharu”, in Germania e in Sardegna. Arriva poi la partecipazione al  “Festival Internazionale L’Europa e i suoi canti”, tenutosi a Barcellona, dove conquistano il  “Premio Speciale per il canto più bello” con il brano “Anninnia, anninnia”(parole e musica del M° M.Lisei): per la prima volta un coro femminile sardo vince un Premio Internazionale.

Non passano inosservate di certo le coriste all’occhio attento e sperimentale del jazzista Paolo Fresu, che le coinvolge con il progetto “Boghes” nella sua rassegna “Short Time”a Berchidda. Insomma la strada di questo gruppo corale femminile è costellata da tanti riconoscimenti e soddisfazione in ambito regionale, nazionale e internazionale. Arriva la Tournèe Sarda “Boghes & Jazz” , con il musicista tedesco Hans-Peter Salentin. Seguono poi la partecipazione straordinaria del coro al programma televisivo“Stasera CasaMika”, andato in onda nel 2017 su RAI 2 e durante la popolare trasmissione, seguita da milioni di telespettatori, gli artisti internazionali Elisa e Mika cantano con  il coro la bellissima “Anninnia”, accompagnati dall’orchestra diretta dal M° Valeriano Chiaravalle, già Direttore dell’Orchestra Sinfonica del Festival di San Remo. E’ stato un successo enorme, di cui hanno parlato tutti i quotidiani e le TV Regionali e a cui i social hanno dato un eco inimmaginabile.

Recentemente  è stata messa a punto la collaborazione  con la Compagnia Teatrale “Laminarie” di Bologna, con la messa in scena de “I canti ancestrali delle donne sarde” nel Teatro “Dom” di Bologna. Anche lo spettacolo “Cantos de beranu” in collaborazione con il l’Ensemble vocale “Kor” ha avuto un folto seguito di pubblico a cui è scaturita una creativa collaborazione con il regista Matteo Fadda, che ha voluto inserire nella colonna sonora del  suo film “La strega di Belvì” il  brano “Sùrbiles”.

Essere stato il primo coro femminile a vincere il Prestigioso “Premio Ozieri per cori tradizionali sardi”, nella Sezione Evolutiva con il canto inedito “Hellè!”, ha dato maggior vigore alle donne del Eufonia, semmai  ve ne fosse ancora bisogno. Ultimo appuntamento da mettere in nota è sicuramente l’organizzazione del  tradizionale “Concerto di Natale” del 2018, dedicato al ventennale dalla fondazione del coro Eufonia, in compagnia degli artisti Elena Ledda, Mauro Palmas e Gavino Murgia.

Da ricordare che queste coriste meravigliose  prima di essere delle grandi artiste sono lavoratrici, professioniste, mamme e mogli, con un carico di vita privata alle spalle con il fondamentale e indiscutibile ruolo che la donna riveste nell’ambito della famiglia. Malgrado tutto queste bravissime coriste riescono a conciliare con loro grande passione per il canto corale (impegnativa e sacrificante)  tutto il resto della vita privata colma di impegni.

Solo per questo sarebbe da attribuire loro (e a tutte le coriste che hanno questa grande passione nel cuore) un premio speciale. A noi tutti non resta che seguirle e sostenerle nei loro progetti sempre ambiziosi e affascinanti che portano alto il nome della Sardegna nel mondo, anzi delle donne sarde nel mondo oseremmo dire.

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