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Opere incongrue, che fine hanno fatto? Ecco il cronoprogramma "lumaca"

Il punto di ciò che è stato fatto e degli appalti

Opere incongrue, che fine hanno fatto? Ecco il cronoprogramma
Opere incongrue, che fine hanno fatto? Ecco il cronoprogramma
Angela Galiberti

Pubblicato il 27 gennaio 2021 alle 06:00

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Olbia. Mentre la Procura di Tempio esamina le carte sul Piano Mancini, bocciato dalla Regione Sardegna il giorno dopo l'acquisizione dei documenti da parte dei Carabinieri di Olbia, chiediamoci che fine hanno fatto le opere incongrue: il famoso lotto 0 con il quale le opere di mitigazione del rischio idrogeologico di Olbia dovevano iniziare il loro percorso. Un primo step fondamentale che non risolve il problema, ma certamente aiuta. Tale lotto, come del resto tutto il Piano Mancini, è finanziato, ma il soggetto attuatore è il Comune di Olbia e non la Regione. Dal 2016 a oggi quante opere incongrue sono sparite? La risposta è: pochine

Il 5 settembre 2016, un Consiglio Comunale appena insediato, approva una delibera con oggetto “Opere di mitigazione del rischio idraulico di Olbia – Atto di indirizzo” con la quale il Comune decise di valutare altre opzioni progettuali (sfociate, poi, nel Piano Nizzi-Technital) e di procedere “all'attuazione degli interventi relativi all'adeguamento degli attraversamenti denominati opere incongrue”, allegando un elenco di 22 ponti. Alcuni di questi ponti (3 in capo a Ferrovie, 1 in capo ad Anas) sono in capo ad altri soggetti, il resto è nelle mano del Comune di Olbia.

Tre anni dopo, la struttura commissariale che si occupava del Piano Mancini ha chiesto che fine hanno fatto le opere improprie e a che punto era il cronoprogramma.

Nella “trasmissione chiarimenti sulle integrazioni” datata 30 maggio 2020, il Commissario di Governo – ovvero gli uffici tecnici della Regione Sardegna, ovvero la Direzione Generale dei Lavori Pubblici (Servizio Opere Idriche e Idrogeologico – Ufficio di Supporto del Commissario) – parla del cronoprogramma del Comune di Olbia in merito ai suddetti ponti: “Il Comune di Olbia, con nota n° 88904 del 08.08.2019 (allegata in copia alla presente), ha inviato al Servizio Opere idriche ed idrogeologiche della Direzione generale dei lavori pubblici il cronoprogramma relativo a otto dei quindici interventi facenti parte delle opere “improprie”. I citati cronoprogrammi, inviati ad un ufficio differente da quello richiedente, risultano privi delle informazioni in merito alla metà circa degli attraversamenti facenti parte delle opere “improprie”.

Nel cronoprogramma, datato agosto 2019, del Comune di Olbia sono elencati le seguenti opere improprie:

  • Ponte SS 127 Via Roma, inizio e fine lavori: aprile 2022-maggio 2023
  • Ponte Corso Vittorio Veneto (quello tombanto): febbraio 2021-febbraio 2022
  • Ponte via Petta (in corso): dicembre 2020-dicembre 2021
  • Ponte via Figoni (con demolizione ponte via Galvani, gara in corso): febbraio 2021-febbraio 2022
  • Ponte via D'Annunzio via Moro: maggio 2022-maggio 2023
  • Ponte via D'Annunzio: maggio 2022-maggio 2023

Le opere compiute conosciute sono le seguenti: la bretella del Nespoli e il primo ponte su Corso Vittorio Veneto (quartiere Isticcadeddu); via Petta è in itinere; per via Figoni-via Galvani la gara d'appalto è chiusa (ma non si conosce ancora il vincitore).

Mancano, secondo il cronoprogramma allegato al documento della Regione e che trovate in fondo all'articolo, i seguenti manufatti impropri: ponte Via Tre Venezie, ponte Rio Sa Ua Niedda, ponte via Santa Chiara, ponte via Sant'Elena, via Edison, via Stromboli. Nell'elenco è assente il sottopasso di via Amba Alagi ed è presente un ponte “via Veneto SS 127” che dovrebbe indicare il ponte di Isticcadeddu sulla SS 127 ricostruito da qualche anno. Non sappiamo, attualmente, se questo cronoprogramma sia stato aggiornato: pensiamo e speriamo di sì.

Gli appalti di via Figoni e Via Petta hanno rispettato questo cronoprogramma: in via Petta i lavori sono effettivamente iniziati a fine 2020, mentre la gara di via Figoni è chiusa e si attende solo l'esito con le conseguenti procedure.

Per quanto riguarda, invece, gli altri ponti la situazione è la seguente. La gara del ponte tombato di Corso Vittorio Veneto è desaparecida: secondo tale documento (che ha una postilla: ovvero tutto dipendeva dalle autorizzazioni e i nulla osta degli enti competenti, cioè l'Adis) la gara doveva essere pubblicata a marzo 2020 e i lavori dovevano iniziare il primo febbraio 2021. E' evidente che così non sarà: la gara, nel tabellare disponibile sul sito istituzionale, non c'è.

Per i ponti di via D'Annunzio, il documento prevede la pubblicazione della gara ad aprile 2021: non sappiamo se rispetterà tale data. Infine, per il ponte di via Roma era prevista sempre ad aprile 2021.

L'ufficio tecnico del Commissario di Governo, prima che il Mancini fosse bocciato, nota che “in merito alla sovrapposizione dei cronoprogrammi delle opere “improprie” con le opere in oggetto (cioè il Piano Mancini ndr), a seguito della presa visione degli otto cronoprogrammi allegati alla nota del comune, è stato riscontrato che le opere in essi riportate hanno termine nell’anno 2022; tempistiche che rendono altamente improbabile la sovrapposizione della fase di realizzazione delle opere "improprie" stradali con le opere previste nel progetto di regimazione dei corsi d’acqua”.

Ora, è chiaro che nel frattempo - il cronoprogramma è di agosto 2019 - qualcosa sarà stato aggiornato ed è anche chiaro che progetti di questo tipo sono estremamente complessi e richiedono il parere favorevole di diversi enti.

Rimane comunque il fatto che, a 7 anni dall'alluvione, quasi nulla sia cambiato: neanche le opere incongrue sono state tutte eliminate.