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Storia della famiglia Demuro: valori, tradizione e spirito imprenditoriale

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La storia, gli inizi di una nota famiglia di imprenditori che incide sullo sviluppo della Gallura da oltre 60 anni

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Da oltre 60 anni la storia della famiglia Demuro si intreccia in modo indissolubile con gli avvenimenti storici che hanno cambiato la Gallura

Olbia, 22 dicembre 2018 – Se c’è un comune denominatore tra le famiglie galluresi che hanno contribuito fortemente allo sviluppo turistico e alla crescita sociale ed economica del nord-est della Sardegna, creata bella da madre natura ma arretrata dal punto di vista imprenditoriale, finanziario e organizzativo nel passato, c’è sicuramente un connubio tra spirito di sacrificio e un sogno: quello di poter assicurare un futuro di grandi prospettive al proprio territorio e alle nuove generazioni.

Ed è così anche per la famiglia Demuro, la cui storia si intreccia in modo indissolubile con gli avvenimenti storici che hanno cambiato la Gallura e che oggi racconta di un’azienda commerciale all’avanguardia, una cantina vitivinicola molto apprezzata e oltre 130 dipendenti inquadrati in una realtà imprenditoriale molto importante.

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Tutto nasce nell’immediato dopoguerra, allorché il capostipite Giovanni Demuro, privato prematuramente della figura paterna, eredita la responsabilità della conduzione della famiglia improvvisandosi imprenditore.

Giovanni inizialmente s’impegna nel “terziario”, con tre carri a buoi che facevano la spola tra Palau e Olbia, trasportando qualsiasi tipo di merce a chiunque richiedesse i suoi servigi. A volte si recava anche in Monti di Mola, oggi Porto Cervo, perché lì attraccavano i mercantili provenienti dalla Corsica e dall’Arcipelago.

Nei periodi dei matrimoni – ricorda Gianfranco Demuro, figlio di Giovanni – trasportava anche i diversi ingredienti, alcool compreso, adoperati per produrre i vari tipi di liquori elaborati artigianalmente in casa”.

Tempi certamente duri rispetto agli attuali, ma anche pieni di prospettiva e di occasioni per chi sapeva cogliere il momento giusto.

Siamo a cavallo tra la Seconda Guerra Mondiale e il boom economico italiano degli anni Sessanta. Giovanni nel frattempo ha messo su una numerosa famiglia, e con sua moglie e i suoi dodici figli, si fa trovare preparato ad affrontare la nuova era economica generata dall’esplosione turistica della Costa Smeralda, scoperta e realizzata dal principe Karim Aga Khan, Mentasti ed un folto gruppo di investitori internazionali. In quel perido storico  l’azienda familiare fa un definitivo salto di qualità, cresce e si ammoderna rispondendo a dovere alle nuove esigenze del territorio.

Il primo negozio – ricorda Gianfranco era nella piazzetta della chiesa parrocchiale e fungeva anche come punto logistico per la redistribuzione in paese e dintorni. Le altre attività collaterali all’azienda stessa erano dislocate in altre zone del comune. Una delle grandi qualità di mio padre era quella di intuire in anticipo le esigenze del mercato. Mi ricordo ad esempio che con un automezzo tipo ‘americano’, riadattato da lui stesso per uso autotrasporto persone, venivano organizzati i pellegrinaggi per il santuario di S. Paolo di Monti e la visita alla chiesetta di S. Pietro da parte dei Luresi”.

Sono ricordi nitidi, quelli di Gianfranco Demuro, che tratteggiano una Gallura molto diversa. “Mia madre, che dispensava utili consigli per l’amministrazione dell’azienda familiare, condotta anche dai miei fratelli più grandi, era molto attenta nel promuovere con decisione l’istruzione e lo studio dei suoi figli. L’importanza della cultura e dell’attenzione al ‘sapere’ era basilare nel suo modo di educarci, quasi una sana ossessione a costo anche di grandi sacrifici. Per facilitare la frequenza scolastica infatti, parte della famiglia si trasferiva periodicamente presso la casa parrocchiale amministrata da nostro fratello Ignazio, per dare la possibilità a tutti di accedere ad una buona istruzione”.

Negli anni  Sessanta l’azienda ha tre rami: distribuzione di materiali di costruzione, distribuzione di bibite e vini con la concessionaria di Peroni, San Pellegrino, Sella e Mosca tra le altre ed un’azienda di trasporti con autoarticolati.

Si facevano economie di scala durante le varie stagioni – spiega Demuro -. Quando calava l’edilizia, si passava ad un altro ramo aziendale in perfetta sinergia. L’azienda, strutturata in questo modo, ha accompagnato naturalmente lo sviluppo successivo della Costa Smeralda che ha confermato come la visione dei nostri genitori sia stata lungimirante”.

Una concezione, un’idea, un sistema ereditato e sviluppato in termini moderni dai tre fratelli che, insieme ai figli, concorrono ancora oggi a portare avanti la ‘mission’ imprenditoriale costruita nel tempo.

Quella che oggi è la Sardares nasce da una piccola attività artigianale sulla provinciale Arzachena – Porto Cervo, ampliata con l’acquisizione della Sardares di Palau prima e della Commercial Basa di Olbia poi, arricchita di altri punti vendita in varie parti della provincia. Un’azienda moderna e attrezzata capace di rispondere adeguatamente alle diverse richieste della vasta ed esigente utenza del territorio.

Con le stesse basi metodologiche nasce vent’anni fa l’azienda vinicola Surrau. Un progetto nuovo, pensato per valorizzare tutto il territorio Gallurese, partito dal vecchio stazzo di famiglia e realizzato recuperando anche porzioni di terreni incolti o dismessi da tempo.

Una eredità, quella paterna, che per Gianfranco, Tino e Salvatore è stata sempre fonte d’ispirazione ed esempio non solo nel lavoro: “Il ricordo di mio padre si concentra sulla sua irreprensibilità e severa intransigenza – spiega ancora Gianfranco -. Tutto ciò che abbiamo realizzato è condiviso e rispettato. Nostro padre non poteva perdere tempo in virtuosismi o smancerie, era concreto ma anche attento, pronto e tempestivo nel sociale ed intratteneva rapporti umani cordiali con tutto il paese”.

Anche in campo sportivo l’impegno della famiglia ha segnato la storia di Arzachena: “Nel mondo della vela, con l’importante apporto alla fondazione del Club Nautico, l’impegno nel tennis, nella Pallavolo e in tanti altri sports minori. Anche l’ Arzachena calcio che oggi milita in seri C ha nelle proprie origini la nascita della Luisiana calcio, fondata da nostro fratello Pasquale”.

L’impegno sociale nel nostro territorio d’altronde – chiude Gianfranco Demuro – è sempre stata una costante tradizionale alla base di ogni iniziativa economica e finanziaria che abbiamo intrapreso. È sempre stato radicato in noi il principio di restituire in un certo qual modo quello che il territorio ci ha dato, rivitalizzando agri abbandonati come nel caso di Surrau o più in generale ascoltando ed intervenendo sulle esigenze solidali della nostra comunità”.

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