sabato, 06 marzo 2021

Informazione dal 1999

Cronaca, Bianca

Covid-19: volontari 118 chiedono a gran voce vaccini per il personale

Il piano vaccinazioni per il 118 è ancora troppo lento

 Covid-19: volontari 118 chiedono a gran voce vaccini per il personale
 Covid-19: volontari 118 chiedono a gran voce vaccini per il personale
Olbia.it

Pubblicato il 18 gennaio 2021 alle 12:58

condividi articolo:

Olbia.  Il cronoprogramma vaccinazioni anti-Covid in Sardegna, cominciato con il vaccine day dello scorso 27 dicembre, prosegue spedito, almeno con la seconda dose di vaccino da somministrare agli operatori sanitari che avevano partecipato al primo step per le immunizzazioni.  E Sempre ieri ad Iglesias si è concluso il programma per la somministrazione del vaccino anti Covid-19 Pfizer-BioNtech a 1.080 operatori sanitari. 

A fare però la cenerentola della situazione sembrerebbe che ci sia buona parte del comparto degli operatori  che lavorano nell'assistenza in pronto soccorso e urgenza, ovvero i volontari che prestano la loro opera con le ambulanze su tutto il territorio regionle svolgendo un servizio che, dopo quello dei ricoveri Covid-19 in ospedale, è da considerarsi tra i più delicati.

 Secondo quanto riportato in una lettera, inoltrata prima di tutto al Ministro della Sanità, Roberto Speranza, in Sardegna la gran parte degli operatori volontari del 118 , che più di altri entrano in contatto con pazienti positivi, non sono stati ancora vaccinati. 

E se per esempio in alcuni ospedali dell'Isola sono stati vaccinati pure i dipendenti che lavorano da casa in smart-working, ma anche i baristi che operano all'interno degli ospedali, chi opera nelle ambulanze a stretto contatto con i pazienti positivi, anche in situazione di gravità, dovrà invece aspettare il vaccino chissà ancora per quanto.

Il Nord Sardegna, per esempio è stato fino ad oggi la zona dell'Isola con più casi di Covid-19, e mentre nel Sulcis ben 1.080 operatori sanitari  vanno "al cinema" per farsi vaccinare e tutti gli operatori AOU Sassari sono stati immunizzati, almeno con il primo vaccino che dovrà però essere ripetuto, moltissimi di coloro che lavorano in ambulanza, per ora, sembrerebbe che debbano restare solo a guardare. 

Una situazione brevemente riassunta nero su bianco in una lettera aperta scritta dai Rappresentanti delle associazioni che operano nel 118 e indirizzata a nomi eccellenti. Oltre al già citato Ministro della Salute Roberto Speranza, la lettera è stata spedita ai seguenti nominativi: Presidente della Regione Autonoma della Sardegna Cristian Solinas; Assessore dell’Igiene e Sanità e dell’Assistenza Sociale Mario Nieddu;  Presidente Commissione Salute e Politiche Sociali Domenico Gallus; Direttore Generale della Sanità Marcello Tidore;  Direzione Generale AREUS Sardegna; Direttore Generale ATS Sardegna Massimo Temussi;  Responsabile della Sala Operativa 118 di Cagliari Giovanni Fois; ed infine la lettera è stata inoltrata al Responsabile della Sala Operativa 118 di Sassari Piero Delogu.  La lettera, che qui pubblichiamo integralmente pone diversi questiti, primo fra tutti: "non riuscire a capire come e con quale logica il piano delle vaccinazioni comprenda, in Sardegna, le organizzazioni che svolgono il servizio di Emergenza di base per il 118"

La lettera, datata 15 gennaio 2021 è stata firmata dai rappresentanti delle Associazioni “Libere” afferenti alle C.O. di Sassari e Cagliari, Marco Dente e Pier Paolo Emmolo; dalla Rappresentante “ANPAS” Lucia Coi; dal Rappresentante “Misericordie” Giovanni Mura e dai rappresentanti delle Cooperative Sociali afferenti alle C.O. di Sassari e Cagliari Francesco Ladinetti e Marco Usai. 

Si legge nel documento: 
"Nell'attuale emergenza pandemica, è previsto dai piani organizzativi nazionali e regionali, che gli operatori che svolgono attività di servizio 118, siano compresi tra quelli considerati ad alto rischio, come lo sono gli altri operatori del SSN dipendenti delle varie ASL e RSA.
A livello nazionale, risulta elevato e in progressivo rapido incremento, il numero di vaccinati dal Covid-19. Appare, invece, sconcertante, non riuscire a capire come e con quale logica il piano delle vaccinazioni comprenda, in Sardegna, le organizzazioni che svolgono il servizio di Emergenza di base per il 118".

"Ad oggi, ci risulta che in area di Cagliari, solo alcune Organizzazioni abbiano potuto avere gli operatori vaccinati quasi al completo, nella stragrande maggioranza dei casi, vi sono solo piccole percentuali di vaccinati, o addirittura, non ve ne è nessuno, senza che neanche si conoscano i tempi e le scadenze future". Si legge nel comunicato. 

"Nell’area di Carbonia, è stato attivato un piano organizzativo, ufficializzato a tutte le organizzazioni del territorio, che dovrebbe vedere vaccinati tutti gli operatori disponibili, nei prossimi giorni, insieme al personale ospedaliero e i medici di base.
In tutto il restante territorio regionale, non è dato sapere se e quando potranno essere attivate le opportune vaccinazioni per gli operatori volontari e i dipendenti che operano nel servizio 118". si sentono discriminati e indifesi.
Non si può accettare che non sia fornito un sistema di vaccinazioni, efficace in maniera omogenea in tutto il territorio regionale, che, nello specifico, è totalmente assente in aree fortemente colpite come il nord della Sardegna".

"Come non si può accettare che la vaccinazione sia possibile ottenerla, solo per alcuni, tramite corsie preferenziali, dovute all’interessamento diretto di responsabili della centrale o dei servizi di prevenzione dell'ATS, senza che l'Azienda AREUS abbia strutturato, per le associazioni convenzionate, un piano di vaccinazione che potesse fornire pari opportunità ad ogni singolo operatore del servizio 118 intenzionato a ricevere la vaccinazione, concordandolo con la Direzione ATS delegata territorialmente ad erogare i vaccini.
Chiediamo al Presidente Solinas e all'Assessore Nieddu, l'immediata considerazione del problema e gli opportuni atti che permettano di superare discriminazioni e inefficienze.
Predisponendo che il trattamento riservato agli operatori 118, sia uniforme tra loro e alla stessa stregua degli altri operatori sanitari" Così concludono i rapprensentanti delle associazioni che operano in 118.