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Continuità territoriale ancora ferma: chiesti chiarimenti a ITA

Volotea potrebbe ricorrrere

Continuità territoriale ancora ferma: chiesti chiarimenti a ITA
Continuità territoriale ancora ferma: chiesti chiarimenti a ITA
Olbia.it

Pubblicato il 03 ottobre 2021 alle 12:10

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Olbia. Continuità territoriale ancora al palo: lunedì 4 ottobre potrebbe essere il giorno decisivo per capire se ITA potrà occuparsi dei voli dai tre aeroporti sardi per Milano e Roma a partire dal 15 ottobre. Volotea è stata esclusa per la mancanza di un documento e ha annunciato ricorso, nel frattempo la Regione ha chiesto alcune delucidazioni a ITA.

Intanto, i sindacati del settore aereo sono sul chi va là. "ITA si è aggiudicata la continuità territoriale aerea sarda e ora dovrà rivedere i suoi programmi immediati ampliando la flotta che, alle cinquantadue macchine previste, dovrà aggiungerne almeno otto già all’atto dello start up previsto per il 15 ottobre prossimo, e almeno ulteriori quattro da Pasqua in poi.
Sarà quindi necessario rivedere in aumento anche gli organici posto che per far volare quegli aerei non previsti nel primo piano industriale di ITA, saranno necessari più di trecentosessanta naviganti tra Assistenti di volo e piloti, oltre ai tecnici e al personale di terra", spiega Marco Bardini di Anpav.

"Riteniamo che sarebbe legittimo che il Presidente Solinas, l’Assessore dei Trasporti Todde, e l’Assessora al Lavoro Zedda debbano chiedere con forza che i lavoratori di Meridiana/Air Itlay, che quella continuità l’hanno operata per oltre un ventennio, siano ricompresi tra le assunzioni aggiuntive che ITA dovrà fare.  Ciò anche alla luce del fatto che la continuità territoriale sarda, che vale trentasette milioni solo per i primi sette mesi, e quarantadue per ogni anno successivo, viene interamente finanziata con denari della Regione Sardegna. Abbiamo reiterato la richiesta urgente di audizione agli Assessori competenti e al Presidente Solinas nella speranza che si vogliano occupare, questa volta a costo aggiuntivo zero, della principale vertenza di lavoro della regione, cogliendo l’occasione della continuità territoriale le cui leve sono interamente nelle loro mani", conclude Bardini.