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Politica Locale

Consiglio comunale, chi entra e chi esce. Sorprese e delusioni

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C’è chi entra e c’è chi esce, c’è chi sale e c’è chi scende. L’ardua sentenza emessa dal toto-consiglieri arriva in netto ritardo, quasi a 30 ore dalla chiusura dei seggi. Nelle sedi di partito, però, si vociferava già dal pomeriggio sui papabili ai seggi dell’aula consiliare. Le “solite facce”, sempre criticate ma costantemente presenti, sono molte anche questa volta. Sono considerevoli, però, anche le new entry. Mentre c’è già chi assapora l’aria salmastra di Poltu Quadu, la delusione avvolge chi pensava di avere un piede già dentro il consiglio. Ma è una delusione che potrebbe trasformarsi in gioia per coloro che, probabilmente, avranno la possibilità di rimpiazzare i consiglieri che diverranno assessori.

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Partito Democratico. Risultato positivo per il partito di Bersani che si aggiudica il secondo gradino del podio con il 17,2% dei voti. Sarà il partito più grande della nuova maggioranza, con 8 seggi. Il più votato, sia della lista che della città, è il titano da competizione Gian Piero Scanu. È lui il principale artefice della Coalizione Civica e viene premiato con ben 820 voti. Seguono gli altri big: Rino Piccinnu, Gianni Ricciu, Carlo Careddu Antonio Loriga, Marino Achenza, e Luigi Damigella. Entra in consiglio anche Ivana Russu, 29 anni, vera new entry del Pd. Tra gli esclusi, per il momento, Liliana Pascucci. Mancata elezione anche per il consigliere uscente Ninni Chessa.

Lista per Olbia. La lista civica vicina al neo sindaco Gianni Giovannelli ottiene un ottimo risultato, 3.665 voti pari all’11,7%. Conferma per Vanni Sanna con 407 voti. A seguire Stefano Giua, Davide Bacciu, Andrea Serra e Monica Fois, una delle quattro donne della nuova maggioranza. Rimane fuori, per il momento, l’ex consigliere di Forza Italia Luciano Lombardo.

Polo per l’Italia. Affermazione positiva, 8%, anche per la formazione che racchiude i centristi dell’Api e dell’Udc e i finiani di Fli. Sono eletti consiglieri Vincenzo Cachia, Giulietto Careddu, Marco Vargiu e Gian Luca Corda. Tra gli uscenti rimangono fuori Giorgio Spano, primo dei non eletti, Marco Varrucciu, Pino Masala e Marco Buioni.

Unione Popolare Cristiana. Il partito di Antonio Satta raccoglie il 5,9% e 3 seggi in consiglio. Dentro Gesuino Achenza, Rina Pileri e Benedetto Cristo. Il primo dei non eletti è Tore Pitta.

Italia dei Valori. Il partito dipietrista guadagna il 4,9% e ben 2 seggi. Eletto l’eurodeputato Giommaria Uggias e Gianni Urtis, da poco fuoriuscito dal Partito Democratico.

Sinistra Ecologia e Libertà. Il partito più a sinistra della coalizione guadagna il 2,7% e 1 seggio. Entra in consiglio Giovanni Antonio Orunesu, proveniente da Rifondazione Comunista. Sarà il primo comunista a sedere sui banchi dell’aula consiliare dopo la caduta del PCI. Rimane fuori il capolista Natale Tedde.

Lista Civica Pari Opportunità. La lista tinta di rosa è l’ultimo partito della Coalizione Civica e guadagna il 2,1% dei voti. Elezione facile per Enza Tucconi, con appena 25 voti.

Popolo della Libertà. Il partito di Silvio Berlusconi si conferma al primo posto in città con il 29,6% e ben 9.268 voti. Sarà il partito più grande anche all’interno del consiglio con 11 seggi. Il primo degli eletti è Michele Fiori, ex assessore del Nuovo Psi. Seguono a ruota Marzio Altana, Angelo Cocciu, Francesco Sanciu, Franco Casu, Marco Piro, Tonino Pizzadili, Giovanni Casalloni, Pietro Carzedda, Tiziano Pinna e Valerio Spano. Sono molti i big esclusi. Gigi Carbini risulta essere vinto, il suo slogan guai ai vinti ,forse, non avrà portato fortuna. Fuori anche Gianfranco Bardanzellu, Gian Piero Mura e Salvatore Palitta.

Riformatori Sardi. Dietro il Pdl tiene solamente il partito dei Riformatori  con il 4,9% e 1 seggio, Giovanni Cassitta. Tra gli esclusi Patrizia Bigi e Paolo Calaresu.

Democrazia Cristiana. Pochi voti anche per il partito democristiano, 2,7%. Eletto solamente Vito Langiu.

Partito sardo d’Azione. I sardisti recentemente alleati del centrodestra prendono il 2,6%. Eletto Stefano Fancello alla carica di consigliere.

Unione di Centro. Brutta figura per il partito di Casini che soffre della scissione, solo il 2,5%. Unico eletto il sempreverde Gesuino Satta.

La Destra. Disfatta per il partito di Storace che raccoglie appena lo 0,7%. Il primo dei non eletti non è il capolista Agostino Sanna, solo 10 voti, ma Geta Rarinca con 35 voti.

Italia Federale. Brutta figura, solo lo 0,4%, anche per la formazione che racchiude anche il Mpl di Paqualino Sanna, 6 voti. Michele Di Cristo, con 39 voti, è il più votato.

Uniti e Liberi. La lista che sostiene Cristina Dessole si afferma con il 2,2%. La più votata è Marina Dessole, sorella della candidata a sindaco. Non un brutto risultato se considerata la supremazia delle coalizioni pigliatutto.

Indipendentisti Uniti. Il cartello che racchiude varie formazioni indipendentiste, pro Lisa Corimbi sindaco, chiude con lo 0,6%. Il più votato è Nino Fancello con 34 voti.

Lega Nord Sardinia. Sarà forse colpa della mancata alleanza con il centrodestra, ma la Lega Nord ai sardi ancora non piace. Guadagna lo 0,4% e il più votato è Mario Cocco, 33 voti.

ProgReS Progetu Olbia. Guadagna lo 0,4% anche la seconda lista indipendentista. Una campagna elettorale bizzarra per la lista di Gianmaria Bellu, considerando il finto candidato e Luigi Agus, candidato che a sei giorni dal voto chiese esplicitamente di non essere votato.

 

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