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Calcio Serie A, campionato al rush finale: il Cagliari si gioca il tutto per tutto

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Cagliari, 30 giugno 2020 – Il campionato di calcio 2019/2020 in Serie A è in dirittura di arrivo, anche se 10 i turni rimanenti non escludono ribaltoni, soprattutto nella lotta per l’Europa League. Tra le mille difficoltà che hanno contraddistinto una stagione particolare che, senza dubbio, verrà ricordata negli annali, i club della massima divisione si apprestano a completare il calendario delle gare consapevoli di dover dare il massimo di qui alla fine. A meno di dieci giornate dalla conclusione delle ostilità, la lotta per un posizionamento ai piani alti della classifica si fa sempre più avvincente poiché, al netto della lotta scudetto, ci sono circa dieci squadre che ambiscono ad un piazzamento europeo (sia esso Champions League che Europa League). Insomma, questo girone di ritorno è destinato a chiudersi con più di una sorpresa.

Il Cagliari è stata la vera rivelazione della prima parte del campionato, tanto che a gennaio i tecnici delle squadre di Serie A avevano incoronato in maniera unanime la formazione dell’allora allenatore dei rossoblù Rolando Maran. Uno score da primissimi posti in classifica quello degli isolani che a novembre condividevano con la Lazio il terzo posto; poi la brusca frenata, la caduta in classifica e l’esonero (inevitabile) del tecnico trentino con l’ingresso di Walter Zenga sulla panchina. L’ex portiere dell’Inter e della Samp, al suo arrivo in Sardegna ha subito dichiarato che questo Cagliari può recuperare terreno e rimettersi in gioco per un posto in Europa il prossimo anno. D’altra parte, così come rivelano tutti i maggiori siti specializzati tra cui Oddschecker, i rossoblù sono tra le squadre meglio attrezzate in campo, ragion per cui l’Europa League non sembrerebbe un obiettivo troppo lontano.

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Tuttavia questo Cagliari dovrà una volta per tutte affrontare le proprie paure, così come in verità dovrà riscuotere quel credito con la Dea bendata che negli ultimi mesi troppe volte ha dato le spalle ai rossoblù. Quel che importava, con la ripresa del campionato, era vincere e rimettersi in carreggiata. Seppur l’esordio di Walter Zenza al Bentegodi di Verona non è stato dei più felici, il Cagliari ha conquistato sei punti nelle due successive gare, mostrando in campo vistosi miglioramenti dal punto di vista tattico e soprattutto caratteriale. Contro la Spal ad esempio, capitan Luca Ceppitelli e compagni, sin dai primissimi minuti di gioco, hanno aggredito i portatori di palla avversari, mantenendo una buona pressione per tutto il prosieguo del match e, soprattutto, mai dimenticando il focus della gara che era la conquista dei tre punti. La resilienza cagliaritana ha avuto la meglio contro la compagine estense negli ultimi secondi della partita quando grazie al fiuto del Cholito Giovanni Simeone i rossoblù hanno strappato al vittoria al novantatreesimo. Quella contro la Spal è stata una boccata d’ossigeno per una squadra che da tante, troppe settimane, stava percorrendo un deserto assolato e privo di oasi.

Al ritorno sul prato amico contro il Torino, grazie anche al rientro del belga Radja Nainggolan in mediana, il Cagliari è tornato ad essere quella squadra cinica e spietata del girone di andata. La concretezza messa in campo dai rossoblù è servita così a conquistare la seconda vittoria di fila dopo la ripresa del campionato. Ma questo Cagliari può e deve migliorare e i margini per evitare alcuni cali di tensione (che contro i granata, ad esempio, sono stati pagati con i due gol subiti) ci sono tutti. Questo, però, non toglie alcun merito alla truppa di Zenga che ha creduto nella vittoria in entrambe le gare.

Le ambizioni del Cagliari e un calendario decisamente in salita.

Calendario alla mano, le ultime gare del Cagliari, almeno sulla carta, proporranno agli isolani una serie di partite dal coefficiente di difficoltà abbastanza alto. Soprattutto in trasferta dove Nahitan Nandez e compagni saranno chiamati ad affrontare la Fiorentina al Franchi e la Sampdoria a Marassi, in due partite che significheranno tantissimo per le compagini viola e blucerchiata, invischiate nella lotta per non retrocedere in Serie B; successivamente ci sarà la trasferta dell’Olimpico, contro la Lazio di un Filippo Inzaghi che è pronto a dire la sua nella corsa scudetto fino all’ultima giornata e, nell’ultima gara dell’anno, contro il Milan a San Siro, senza dimenticare l’impegno casalingo contro l’Atalanta, tra le squadre più in forma del momento in Serie A, e quello di fine luglio contro la Juventus di Cristiano Ronaldo.

Sono tanti gli scogli da evitare, dunque, ma la rotta che potrebbe riportare il Cagliari a navigare nelle acque dell’Europa League è ben tracciata. Ancora oggi, sono tanti gli estimatori di una squadra che nel suo roster può vantare nomi del calibro di Joao Pedro e dei già citati Nainggolan, Nandez e Simeone. Di recente, è stato l’ex stella del Milan e oggi vice di Andriy Shevchenko sulla panchina della nazionale dell’Ucraina, Mauro Tassotti, ad esprimere parole al miele nei confronti del sodalizio rossoblù, sottolineando come il Cagliari abbia ancora tutti i requisiti per poter dare la caccia al quinto e al sesto posto. Ed in effetti, a leggere i nomi delle squadre che potrebbero mettere il bastone tra le ruote al Cagliari, risulta subito evidente il differenziale sotto l’aspetto tecnico che mette senza dubbio i rossoblù una spanna sopra le altre.

Quella in corso doveva essere una stagione speciale per le sorti del sodalizio isolano (ed in qualche maniera lo è stata sinora). Come noto, il 2020 coincide con il Centenario della fondazione del club e con il cinquantesimo anniversario dello storico scudetto del 1970. Entrambe le occasioni, per le motivazioni che tutti conosciamo, dovranno essere però festeggiate in un secondo momento. Quale migliore occasione, dunque, per concentrarsi sulle residue chance di qualificazione in Europa League per un Cagliari che, dopo l’iniziale entusiasmo, si è ritrovato a soccombere (spesso, non aiutato dalla fortuna), salvo riemergere con l’ingresso di Zenga nello staff tecnico. Sarà decisamente interessante comprendere quanto ancora gli uomini del presidente Tommaso Giulini riusciranno a marciare convinti del proprio potenziale. In un finale di campionato che potrebbe vedere saltare tutti gli schemi, il Cagliari si gioca il tutto per tutto per festeggiare degnamente sul campo la storia secolare di uno dei club più amati d’Italia.

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