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Biogas dai rifiuti di Spiritu Santu: conto alla rovescia all'appalto da 15 milioni

Biogas dai rifiuti di Spiritu Santu: conto alla rovescia all'appalto da 15 milioni
Biogas dai rifiuti di Spiritu Santu: conto alla rovescia all'appalto da 15 milioni
Angela Galiberti

Pubblicato il 20 gennaio 2021 alle 06:00

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Olbia. Un nuovo mega appalto per un nuovo progetto che coinvolge Olbia, ma questa volta non parliamo di riqualificazioni né della città vera e propria: a preparare la gara è il Consorzio Idustriale Provinciale del Nord-Est Sardegna (Cipnes), guidato dal presidente Mario Gattu, e il progetto è di quelli che "scottano" perché coinvolge la discarica consortile di Spiritu Santu e dunque, per estensione (e per interesse della popolazione residente) la frazione di Murta Maria.

Il Cipnes, lo scorso 28 dicembre 2020, ha pubblicato un avviso di preinformazione per la redazione del progetto esecutivo e la realizzazione dei lavori di "Adeguamento funzionale dell'installazione IPPC Consortile (relativamente alle sezioni "D"-"H") sita in località Spiritu Santu". Il valore dell'appalto è di 15.515.000 euro.

Si legge nel documento: "L'obiettivo dell'appalto riguarda la realizzazione di un sistema integrato di trattamento di rifiuti e sottoprodotti di natura organica prodotti nel contesto territoriale già servito dall'attuale polo impiantistico consortile di Spiritu Santu (Olbia), in coerenza con la pianificazione regionale vicente in termini di gestione di rifiuti urbani prodotti sul territorio".

"In sintesi - continua l'avviso di preinformazione - l'innovazione impiantistica punta a garantire la produzione, oltre che di compost di qualità, anche di energia dal trattamento dei suddetti materiali organici".

E ancora: "in particolare tramite un processo di digestione anaerobica sarà prodotto biogas che, a seguito di raffinazione, sarà trasformato in biometano ed immesso nella rete del gas della città con lo scopo di soddisfare almeno in parte i fabbisogni energetici delle infrastrutture civili ed industriali, oppure destinato all'utilizzo per l'autotrazione".

Secondo il progetto definitivo, il nuovo impianto sarà alimentato da: "rifiuti solidi non pericolosi urbani e speciali (prevalentemente FORSU + altri rifiuti biodegradabili di origine vegetale o prodotti da industrie alimentari)", "rifiuti liquidi non pericolosi urbani e speciali + reflui industriali (prevalentemente scarti prodotti da industrie alimentari + acque di processo prodotte da impianti di compostaggio di qualità e digestione anaerobica + altri rifiuti urbani ad elevato carico organico), "Sottoprodotti".

"La linea di trattamento andrà pertanto a trattare i rifiuti organici attualmente conferiti nell’impianto consortile di compostaggio di qualità (di futura rilocalizzazione) e alcuni rifiuti liquidi (ad elevato carico organico) attualmente conferiti presso l’impianto consortile di trattamento rifiuti liquidi, ubicato in Loc. Cala Cocciani (Zona Industriale – Olbia), di futura dismissione", sottolinea il progetto definitivo realizzato dal Cipnes.

Secondo il Cipnes, dal punto di vista "chimico", il processo anaerobico (utilizzato con la tecnologia MTD) ha le seguenti peculiarità:

a) la produzione di metano e di fertilizzante;

b) la possibilità di recupero dell’acqua contenuta nel digestato;

c) l’abbattimento del carico inquinante e la conseguente stabilizzazione della frazione solida;

d) l’eliminazione delle emissioni osmogeniche e climalteranti (emissioni diffuse);

e) l’eliminazione di batteri patogeni. 

Il metano così ottenuto verrà raffinato e immesso nella rete cittadina del gas, mettendo così a servizio della pubblica utilità tale risorsa, sebbene questa non potrà certamente coprire l'intero fabbisogno cittadino.

Per quanto riguarda le emissioni, secondo il progetto definitivo saranno di tre tipi: caldaia a servizio dell'impianto; odorigeno, aria di aspirazione e ricambio dei fabbricati; sfiato anidride carbonica dall'impianto upgrading biogas.

Il Cipnes ha sempre difeso la bontà di questo progetto, soprattutto per le emissioni "odorose" che dovrebbero essere drasticamente diminuite. Il Comitato di Frazione di Murta Maria, invece, si è sempre opposto all'impianto di biogas e chiede, da tempo, non solo la chiusura della discarica, ma anche analisi più approfondite sugli effetti ambientali dell'impianto consortile.

In ogni caso i tempi sono molto lughi: si prevede la pubblicazione del bando di gara europeo il 15 giugno 2021.