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A lezione di autismo: via al progetto sperimentale di SensibilMente

Olbia, 09 Novembre 2015 – A lezione di autismo. Vale a dire: imparare a capire cosa è l’autismo attraverso l’intervento di uno specialista, di un genitore e di alcuni semplici “esperimenti”. E’ così che SensibilMente Onlus ha deciso di inaugurare questo primo anno scolastico all’insegna dei progetti sperimentali. L’obiettivo è accrescere la consapevolezza degli alunni e dei docenti nei riguardi di una problematica sempre più diffusa.

L’incontro, che si è svolto all’interno di una classe di prima media dell’Istituto Comprensivo, è iniziato con l’intervento della dottoressa Marcella Cabras che ha spiegato con parole semplici cosa è l’autismo e quali sono le sue caratteristiche principali. La “lezione” è stata portata avanti con delle slide interattive che presupponevano il coinvolgimento dei ragazzi. La classe in questione non è, infatti, a digiuno di autismo: uno dei suoi componenti, infatti, è autistico. Questo fatto è di particolare importanza poiché gli studenti hanno avuto l’opportunità di immedesimarsi nel loro amichetto.

Il secondo intervento, invece, è stato di Gianpiero Serra, il genitore di un ragazzo 17enne autistico.  “Ha simulato prima un “cortocircuito comunicativo” con un esperimento. Ha chiamato 4 ragazzi in cattedra e ha riempito la cattedra di oggetti, tra questi piatti e bicchieri di plastica. Ha iniziato a fare richieste ai ragazzi parlando una lingua inventata. I ragazzi erano straniti e non capivano quale fosse la richiesta – racconta Veronica Asara, presidente di SensibilMente Onlus -. Giampiero li incalzava battendo le dita sull’orologio, i ragazzi si sentivano sempre più pressati. Alla fine ha tolto un foglio con l’immagine di una tavola apparecchiata e i ragazzi in 3 secondi hanno capito e eseguito la richiesta. Il messaggio era: basta cambiare il canale comunicativo e il messaggio che non arrivava, arriva chiaro e semplice. Le persone con autismo fanno fatica a capire le indicazioni verbali ma non le immagini“.

L’ultima parte ha riguardato il sovraccarico sensoriale: uno degli aspetti più pesanti da sopportare per una persona autistica. “Il secondo esperimento era un “sovraccarico sensoriale”. Abbiamo riproposto i rumori di fondo di una classe a volume molto alto e Giampiero parlava con l’atteggiamento di un insegnante che spiega una lezione – dice Veronica Asara -. I ragazzi non hanno capito nulla ed erano molto infastiditi dal rumore. Questo è ciò che accade ad un ragazzo autistico e se questo si prolunga per troppe ore si può andare incontro a crisi comportamentali dovute al sovraccarico. Al termine i ragazzi hanno fatto molte domande e si sono dimostrati molto partecipi. Il progetto sarà ora strutturato per essere riproposto in altre scuole e altre classi“.

Questo primo esperimento è andato decisamente bene e dimostra che la cosa più importante, quando si ha a che fare con qualsiasi tipo di disabilità, è sempre il confronto. Solo confrontandosi i ragazzini imparano a non temere la diversità e, anzi, a considerarla una ricchezza.

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